Sono state recentemente aperte due importanti sezioni nell’Apple Developer Connection: una sull’iPhone e una su Leopard. in queste sezioni gli iscritti (l’iscrizione è gratuita) possono accedere a documentazione elettronica, video e esempi di codice per realizzare applicazioni per Leopard e siti web per iPhone (e iPod touch)
iPhone Dev Center
In dettaglio, nell’iPhone Dev Center troviamo le già note linee guida per lo sviluppo di siti web per iPhone e iPod Touch. Possono inoltre essere scaricati via iTunes Store dei video sullo sviluppo dell’interfaccia, la sincronizzazione dei dati, e alcuni su compatibilità , ottimizzazione e applicazioni per iPhone.
Sono inoltre disponibili dei codici d’esempio di pagine web basate anche su JavaScript. Per finire si può accedere ad un ampia documentazione per HTML, CSS, JavaScript e altre linee guida.
Leopard Dev Center
Nel Leopard Dev Center, invece, è possibile trovare migliaia di documenti tra cui articoli, guidi, referenze e note di rilascio. Inoltre si possono consultare codici di esempio, note tecniche e FAQ. Nei codici d’esempio, in particolare, ritroviamo codice per Audio, Carbon, Cocoa, Core Foundation, Darwin, Giochi, Graphics & Imaging,
Hardware & Drivers, Internationalizzazione, Internet & Web e molto altro.
E’ possibile anche scaricare l’ultima versione dell’SDK Xcode, la 3.0. Se si è ancora principianti nella programmazione per Mac, si può leggere una descrizione introduttiva alle tecnologie di Mac OS X e Leopard in particolare.
Infine si può completare la propria conoscenza di Leopard visionando una serie di utili video tutorial tra cui Coding Headstart Videos. Questi video vengono scaricati attraverso iTunes. Alcun contenuti sono visualizzabili solo con un account Apple Developer Center Select o Premier.
Infine si affronta l’argomento di Leopard Server e l’Internet Technology.
Come promesso, ecco la seconda parte della recensione su Leopard. In questo articolo illustrerò le principali novità di Mac OS X 10.5 “Leopardâ€, in una prova fatta dopo aver eseguito l’installazione descritta nella prima parte della recensione. Illustrerò tutte le funzionalità che balzano subito all’occhio e qualche caratteristica nascosta per personalizzare l’uso del nuovo straordinario sistema operativo Apple.
Scrivania e Dock
Appena lanciato Leopard si presenta con un Dock tridimensionale ed una barra dei menu semitrasparente, ma oltre all’estetica, il nuovo Dock si distingue grazie all’innovazione degli Stacks, ovvero di un modo di mostrare il contenuto di una cartella trascinata sulla parte sinistra del Dock stesso. Se si lascia l’impostazione automatica, il contenuto della cartella viene mostrato in una pila arcuata di file o in una griglia (se il numero di file è eccessivo). Oltre alle due cartelle Documenti e Downloads, qualsiasi cartella può essere trascinata sul Dock
In questo modo si possono definitivamente eliminare cartelle o alias di cartelle dalla scrivania, permettendoci finalmente di godere appieno dei nostri wallpaper senza rinunciare ad avere i nostri documenti a portata di mano.
La barra dei menu, a destra, mostra lo stato di connessione ad una rete wifi e, come in Tiger, cliccando sopra la relativa icona viene visualizzato l’elenco delle reti wifi disponibili. La differenza in Leopard è quella della prensenza di un piccolo lucchetto accanto agli SSID protetti da password, in modo da distinguere, con un colpo d’occhio, le reti pubbliche da quelle private.
iCal e Mail ora integrati
iCal è l’applicazione che usufruisce esteticamente delle innovazioni dell’iPhone o forse, per contro, è la dimostrazione che è stata installata una versione mobile di Leopard nell’iPhone e nell’iPod Touch. Infatti il piccolo calendario in basso a sinistra è identico a quello dei due dispositivi multi-touchscreen.
Una delle innovazioni più utili è la forte integrazione di Mail con iCal. E’ infatti semplicissimo inserire Eventi o Attività in iCal direttamente dal testo di una mail. Mettiamo ad esempio il caso che ci venga recapitato via e-mail la data e l’orario di una cena di lavoro. Se l’e-mail contenesse il testo “L’incontro sarà il 27 novembre a cena”, basterà cliccare sul testo e creare l’evento in un click, evento che automaticamente verrebbe creato il 27 novembre alle ore 20. Decisamente comodo.
Infine iCal mostra, anche se non è aperto, la data attuale nell’icona del Dock, senza che ci sia più bisogno di software esterni.
Il nuovo Finder
Il Finder è stato completamente riprogettato, includendo anche la vista Cover Flow per la visualizzazione dei file, oltre che alla vista Icone, Elenco o Colonne. Un prestito da iTunes davvero azzeccato e d’impatto che permette di non solo di vedere le anteprime delle immagini in modo gradevolissimo (anteprime generate in pochi istanti) ma anche di vedere il contenuto di file di testo, documenti Word o Excel (anche se gli applicativi non sono installati) e sfogliare file PDF. Anche la funzione Visualizzazione Rapida (in inglese Quick Look) permette di vedere e sfogliare documenti e immagini, ma aprendoli in una finestra separata, utile anche quando non si è impostata la vista Cover Flow.
Anche barra laterale del Finder fa parte della riprogettazione, assomigliando moltissimo a quella di iTunes e includendo i Dispositivi (dischi interni o esterni, iDisk, CD, DVD e iPod), i Condivisi (Server connessi, Computer Bonjour…), le Posizioni (Inizio, ovvero la home dell’utente, Scrivania, Applicazioni, Documenti o qualunque altra cartella lì trascinata) e Cerca (un elenco di ricerche predefinite e delle ricerche personalizzate dall’utente). Questo nuovo Finder è quindi decisamente più pratico e permette di essere molto più veloci quando lo si utilizza.
Come in Tiger, di default i nomi dei file sono visualizzati nel Finder di Leopard senza estensione. Nonostante, al contrario di Windows, questo non rappresenti un rischio per la sicurezza, può essere molto comodo conoscere l’estensione di un file, ad esempio per identificare subito il formato di una immagine. Per visualizzare
le estensioni nascoste si può eliminare il segno di spunta dall’opzione Nascondi estensione nella informazioni di uno specifico file (mela-I). Altrimenti, per una decisione generalizzata, è sufficiente andare sul menu Finder>Preferenze…>Avanzate>Mostra tutte le estensioni dei documenti.
Safari 3
Safari 3 include l’utilissima funzione Web clip, che permette di creare in un click un widget che visualizzi da una parte di una pagina web, mostrando quindi informazioni e immagini che non vengono normalmente incluse in un feed RSS. Esteticamente gradevole l’opportunità di impostare una cornice al widget, mentre è utilissima la possibilità di modifare la zona della web page senza ricreare daccapo il widget. Inoltre, e direi anche finalmente, Safari non si chiude più istantaneamente se ci sono più di una tab aperta ma chiede una conferma e quindi previene chiusure accidentali. Non solo, ma se una delle tab contiene del testo inserito in un campo di testo, l’utente viene avvisato:
I desktop virtuali di Spaces
Per quanto riguarda Spaces, ovvero il gestore di desktop virtuali incluso in Leopard, le cose che lasciano stupefatti sono la fluidità e la semplicità d’uso. Molteplici sono i modi per accedere ai veri desktop virtuali (di default 4, al massimo 16…): cliccando sull’icona di Spaces sul Dock (accedendo ad un manager visuale che permette di spostare finestre e spazi con il mouse), tramite la combinazione di tasti crtl+1, crtl+2, eccetera per passare istantaneamente al relativo spazio, e tramite la combinazioni ctrl+freccia per muoversi nella grigia formata dai desktop virtuali. Intuitivissimo lo spostamento delle finestre di un certo desktop virtuale quando si passa ad un altro che, se si trova ad esempio a destra, compare scorrendo da destra verso sinistra.
Ma oltre che poter accedere facilmente a questi spazi virtuali, è possibile, nelle preferenze di Spaces, decidere una volta per tutte in quale spazio deve aprirsi una certa applicazione. Così potremo lanciare Safari dallo spazio 3 (in cui stiamo lavorando con una applicazione di grafica, ad esempio), e verremo trasportati automaticamente nello spazio 1 dover (ad esempio) abbiamo deciso che Safari debba sempre aprirsi. E’ inoltre utilissima la combinazione di questa funzionalità con l’opzione Apri al login selezionabile dal menu dell’icona sul Dock. In questo modo una o più applicazioni si apriranno all’avvio disponendosi ordinatamente ognuna nel proprio spazio di competenza.
Time Machine
Time Machine è una di quelle applicazioni che posso far cambiare completamente l’atteggiamento degli utenti col proprio computer. Infatti, anche se i Mac sono di gran lunga i computer più affidabili in circolazione, un problema può sempre sorgere e i backup dei propri dati può risultare fondamentale. Time Machine non è solo un sistema automatico di backup su disco esterno, ma permette anche di navigare nel Finder (in Mail, Rubrica indirizzi e in tutte le applicazioni che supportano Time Machine) indietro nel tempo, rivendendo i dati presenti nel proprio disco rigido a giorni, settimane o anni nel passato.
Si può tenere un backup completo del proprio Mac in modo da poterlo ripristinare completamente in caso di grossi danneggiamenti al sistema, ma esiste (nelle Preferenze di Time Machine) la possibilità di escludere cartelle, ad esempio Sistema, Applicazioni o Libreria, se la preoccupazione è solo di smarrire i propri documenti.
Altre piccole ma significative innovazioni riguardano ad esempio la realizzazione degli screenshot. Se infatti vogliamo realizzare una Istantanea con selezione (mela-maiuscolo-4), il puntatore del mouse si trasforma in un mirino che prima indica la posizione in pixel e, una volta premuto il tasto del mouse e ingrandito il rettangolo della selezione, indica la grandezza della selezione, sempre in pixel.
Se volete a provare Leopard personalmente, potete venire da Computime, in via Morgagni 30G a Roma, dove troverete me o uno dei miei colleghi ad illustrarvi queste ed altre novità di Leopard.
Insieme all’aggiornamento di Aperture di ieri, incentrato sulla stabilità e la compatibilità con Leopard e iLife, è stato rilasciato da Apple anche quello per iLife ‘08 (versione 8.1.1, di 10.3 MB). Le note di rilascio riportano:
Questo aggiornamento supporta i componenti del software di sistema condivisi da tutte le applicazioni di iLife ’08, migliora la stabilità generale, corregge diversi problemi minori e problemi di compatibilità generale. È consigliato per tutti gli utenti di iLife ’08.
Durante la presentazione di Leopard di ieri, alcuni hanno posto la legittima domanda della compatibilità dei software per Tiger con il nuovo sistema operativo. Per quanto riguarda le suite iLife ‘09 e iWork ‘08, abbiamo potuto verificare una perfetta integrazione e compatibilità . Un cliente in particolare mi ha chiesto di Aperture e ho ipotizzato un immediato aggiornamento. Cosa che dopo poche ore si effettivamente è verificata.
Tramite Aggiornamento Software è possibile aggiornare Aperture alla versione 1.5.6 (con un download di 130 MB). La nota all’aggiornamento di Aperture è la seguente:
Aperture 1.5.6 addresses issues related to performance, improves overall stability, and supports compatibility with Mac OS X v10.5. This update is recommended for all Aperture users.
In sostanza questo aggiornamento migliora le performance e la stabilità di Aperture oltre che a supportare la compatibilità con Mac OS X v10.5, Leopard appunto.
nella pagina Apple linkata appaiono queste ulteriori informazioni
Aperture: Changes in Aperture 1.5.6
The Aperture 1.5.6 Update addresses issues related to performance, improves overall stability, and supports compatibility with Mac OS X 10.5 Leopard. Other specific issues addressed in this release include:
* Resolves some minor compatibility issues with iPhoto 7.1, which organizes images by Event rather than Roll.
* Addresses issues related to metadata and sort order when sharing previews with iLife Media Browser.
* Improves reliability of queries based on Import Session.
* Addresses reliability when recovering an Aperture Library from a Vault.
This update is recommended for all Aperture users.
L’aggiornamento, quindi risolve anche alcuni piccoli problemi di compatibilità con iPhoto 7.1, con il Browser Media di iLife e un problema di affidabilità del recupero dei backup della libreria di Aperture.
Leopard è finalmente fuori dalla gabbia. Come preannunciato, proprio in questi minuti sta avvenendo in tutto il mondo il lancio di Mac OS X 10.5 “Leopard”. Ho provato questo sistema operativo installandolo su un hard disk esterno collegato al mio MacBook tramite una porta Firewire 400. Ciò che stupisce maggiormente sono le alte prestazioni di Leopard che, pur non girando sul disco interno, mostra una fluidità e una reattività inaspettata. La fluidità degli effetti grafici non è solo una gradevolezza estetica, ma soprattutto un mezzo per fruire senza limitazioni delle nuove funzionalità , come ad esempio gli utilissimi Stacks (o Pile) e i desktop virtuali di Spaces.
L’installazione
Ma partiamo dal principio. L’installazione è, come sempre per un Mac, molto semplice e intuitiva. Nel mio caso è stata anche piuttosto breve, 45 minuti per la configurazione dell’installazione, la copia di 9 GB di dati e il settaggio delle impostazioni (account, data e ora…). Partiamo ora con una descrizione dettagliata dell’installazione, sia per supporto ad eventuali dubbi incontrati da chi vuole effettuarla, sia per illustrarne le potenzialità .
La confezione contiene un DVD dual layer, una guida introduttiva a Leopard, i classici 2 adesivi a forma di Mela. Ecco come appare il pacchetto
e l’interno
La prima fase è ovviamente l’inserimento del DVD di installazione etichettato con il nome “Mac OS X Install DVD”, dopo di che bisogna attendere che compaia l’icona sulla Scrivania e fare doppio click su di essa. Si aprirà la seguente finestra nella quale bisognerà fare doppio click su Installazione Mac OS X.app:
Nella finestra sono presenti due cartelle: una contiene gli Optional Installs, ovvero le installazioni opzionali (come Xcode, gli Xcode Tools per sviluppare applicazioni, e Dashcode, per sviluppare widget) e le Instructions con tre applicazioni che lanciano tre file PDF: Prima di installare, Guida all’installazione e alla configurazione e Benvenuto in Leopard, una riproduzione in formato elettronico della guida cartacea presente nella confezione.
Una volta cliccato sull’applicazione Installazione Mac OS X.app, apparirà una finestra con un solo tasto (Riavvia) e una scritta che recita: Fai click sul pulsante in basso per riavviare il computer e iniziare il processo di installazione.
Al riavvio la prima schermata che appare è il famosissimo wallpaper Aurora
Mac OS X: subito appare una finestra che permette la scelta della lingua: è sufficiente selezionare Usa l’italiano come lingua principale e poi cliccare sul tasto in basso a destra.
Bevenuto: la schermata successiva è un messaggio di benvenuto con al di sotto la dicitura: “Installer di Mac OS X Leopard” (seguita da 5 icone: Time Machine, Mail, Finder, iChat e Spaces):
Sotto a tali icone è riportato: Per installare Mac OS X, fai click su Continua e segui le istruzioni su schermo. Per uscire, scegli Esci da Installer dal menu di Installer e fai click su Disco di Avvio (in questo modo si può scegliere di non far ripartire l’installer ma di lanciare il sistema operativo già presente nell’hard disk. Dopo di che c’è un invito a leggere un documento che, fra le altre cose, contiene i requisiti minimi di sistema:
Requisiti del sistema:
Ti occorre un computer Macintosh con:
un processore Intel o un PowerPC G4 (867 Mhz o più veloce) oppure un processore G5
un’unità DVD
FireWire incorporato
almeno 512 MB di RAM (è consigliabile della RAM aggiuntiva a fini di sviluppo)
un monitor incorporato o collegato a una scheda video fornita da Apple e supportata dal computer
almeno 9 GB di spazio libero su disco oppurer 12 GB di spazio su disco se vengono installati gli strumenti per gli sviluppatori.
Se nell’Installer di Mac OS X viene visualizzato un messaggio che comunica che lo spazio su disco non è sufficiente per installare Mac OS X, puoi deselezionare degli elementi per ridurre lo spazio necessario. Per deselezionarli, fai click su Ad Hoc nel pannello Riepilogo installazione.
…
E’ da sottolineare che, installando Leopard su un Mac con processore PowerPC, viene automaticamente saltata l’installazione di Boot Camp, dal momento che sarebbe inutile vista l’impossibilità di far girare Windows su un processore non-Intel.
Il passo successivo è l’accettazione dei termini della licenza del software. Dopo di che appare la finestra Seleziona una destinazione: Dove vuoi installare Mac OS X?
Questa schermata comunica che per l’installazione di questo software sono necessari 11,4 GB di spazio. La schermata successiva Riepilogo installazione (come preannunciato), permette di scegliere e se quale software aggiuntivo installare (cliccando in basso a sinistra su Personalizza). Qui troviamo:
Software di sistema essenziale (5,9 GB, non escludibile dall’installazione)
Driver per stampanti (3,4 GB, con sottomenu)
Font aggiuntivi (141 MB)
Lingue disponibili (1,9 GB, con sottomenu)
X11 (117 MB)
A questo punto parte l’installazione, che inizia con un un controllo del DVD di installazione, ovvero un “controllo della consistenza (dei dati) del DVD che stai utilizzando per installare Mac OS X prima di iniziare l’installazione.” E’ possibile cliccare su Ignora per passare all’installazione vera e propria di Mac OS X 10.5 “Leopard”, anche se è consigliabile lasciar concludere il controllo per evitare di installare Leoprad da un disco danneggiato.
E’ da notare che Installer Mac OS X è un vero e proprio software con il suo menu e le sue opzioni. Ecco cosa compare nella barra dei menu:
Mela: Informazioni su questo Mac, Aggiornamento Software, ecc.. ma tutti disattivati.
Installer Mac OS X: Informazioni su Installer Mac OS X, Esci da Installer Mac OS X.
Archivio: Chiudi, Registra.
Composizione: Seleziona tutto, Voce.
Utility: Disco di Avvio, Ripristino Password, Utility Password Firmware, Utility Disco, Terminale, System Profiler, Utility Network, Ripristino del sistema da backup.
Finestra: Resoconto installazione, Porta tutto in primo piano.
e infine il menu wifi di Airport
A installazione riuscita, inizia un un countdown di 25 secondi per il riavvio automatico.
Dopo il riavvio verrà mostrato il famoso video di benvenuto con la parola Benvenuto scritta in molte lingue del mondo con un sottofondo musicale ed una scenografia nebulare tipicamente leopardesca
con, alla fine, la X di Mac OS X:
Ora è giunto il momento di settare le impostazioni. Ecco i passi che si incontrano e le relative descrizioni:
Benvenuto: In pochi semplici passi puoi registrare il tuo prodotto Apple, impostare il tuo computer ed effettuare l’iscrizione a .Mac che include una potente raccolta di servizi software progettati appositamente per il tuo Mac. Per iniziare, seleziona la nazione o la regione in cui vivi e fai click su Continua.
Seleziona la tua tastiera: Scegli un layout per la tastiera, quindi fai click su Continua.
Possiedi già un Mac?: Se hai dati importanti su un altro Mac dotato di FireWire, puoi trasferirli in questo nuovo Mac. Puoi inoltre trasferire dati da un altro volume su questo Mac o nel backup Time Machine. I dati esistenti rimarranno inalterati.
Desideri trasferire le informazioni? 1) da un altro Mac 2) da un altro volume su questo Mac 3) da un backup Time Machine 4) non trasferire adesso le mie informazioni (è possibile trasferirle più tardi utilizzando l’utility Assistente Migrazione.
Scegliendo Ulteriori informazioni appaiono le seguenti informazioni:
Ulteriori informazioni sul trasferimento dei tuoi dati. Impostazione Assistita trasferirà i seguenti dati dal tuo vecchio Mac: 1) Impostazioni network 2) Account utente, comprese preferenze e e-mail 3) Documenti 4) Applicazioni.
Per alcune delle applicazioni trasferite potrebbe essere necessaria l’installazione. Per riprodurre dei brani acquistati su iTunes Store, rimuovi l’autorizzazione al tuo vecchio Mac e concedila a quello nuovo. I dati presenti sul tuo vecchio Mac non verranno modificati.
Ecco cosa ti occorre per trasferire i dati dal tuo vecchio Mac: 1) Un cavo FireWire standard 2) Sul tuo vecchi Mac deve essere installato Mac OS X 3) Il tuo vecchio Mac deve avere FireWire integrata e supporto FireWire per la Modalità disco di destinazione (presente nella maggior parte dei computer).
Una possibilità interessante di procedere è quello di fare un clone (ad esempio con Carbon Copy Cloner 3) del proprio hard disk su un hard disk esterno dotato di FireWire, e indicare questo clone come “vecchio Mac”.
Su un Mac diverso dal mio, ho verificato come questo trasferimento sia completo ed efficace: salvo le poche applicazioni che mostrano problemi con Leopard, per il resto non sembra nemmeno di aver abbandonato Tiger… se non fosse per le 300 e più nuove funzionalità !
Seleziona un servizio wireless: Seleziona il network wireless al quale vuoi accedere, quindi fai click su Continua. Se il network desiderato non è nell’elenco, fai click su Ricerca. Se non riesci a connetterti a Internet utilizzando un network wireless, fai click su Altra configurazione network.
Cliccando su Altra configurazione network si accede ad una ulteriore pagina intitolata Che connessione hai?: Seleziona l’opzione corretta e fai click su Continua: 1) Wireless AirPort 2) Modem via cavo 3) Modem DSL 4) Network locale (ethernet) 5) Il mio computer non si connette a Internet (quest’ultima) opzione sarebbe stato probabilmente più logico inserirla nella pagina principale di questo passo).
Registrazione: Inserisci le tue informazioni personali. Verranno utilizzate per registrare il tuo prodotto Apple, creare un account utente e inserire le le tue informazioni nella Rubrica Indirizzi. Il tuo indirizzo di e-mail viene utilizzato anche per configurare il tuo account di Mail.
Le informazioni richieste sono Nome, Cognome, Società o scuola, Indirizzo, Codice postale, Paese o città , Contea stato, provincia o regione, indirizzo e-mail (se disponibile, quindi non obbligatorio), Prefisso e numero di Telefono. Per sapere come Apple salvaguarda le tue informazioni personali, leggi la Politica di tutela della privacy di Apple.
Impostazioni account: richiede l’inserimento di Nome esteso, che di default è Nome e Cognome precedentemente inseriti, un nome breve da utilizza nelle autenticazioni, una password (da scrivere due volte per verifica) ed un suggerimento per ricordarsi la password in caso di necessità . Il suggerimento non è obbligatorio e può essere “il mio colore preferito seguito dal mio numero civico” se la password fosse “indigo453″.
Seleziona un’immagine per questo account: Scatta un’istantanea (se il Mac dispone di una webcam integrata) oppure Scegli dalla libreria di immagini.
Seleziona il fuso orario: Per selezionare il tuo fuso orario, fai click vicino alla zona in cui vivi nella cartina qui sotto. Fai click sulla parte di mondo che ti riguarda e scegli la città dal menu a comparsa.
Imposta data e ora: Per completare la configurazione del tuo computer, devi impostare la data e l’ora.
Non dimenticare di registrarti: Quando se pronto per registrare i tuoi prodotti Apple, configura la connessione Internet nel pannello Network di Preferenze Sistema. Quindi fai doppio click sul documento Invia registrazione, nella tua cartella Inizio. Se vuoi registrare più computer contemporaneamente, vai (sul) sito www.apple.com/it/register. La garanzia per il tuo prodotto Apple non richiede la registrazione del prodotto stesso.
Divertiti con il tuo computer Apple!
Nel prossimo articolo le principali novità di Mac OS X 10.5 “Leopard”, in una prova fatta dopo aver eseguito l’installazione appena descritta. Illustrerò tutte le funzionalità che balzano subito all’occhio e qualche caratteristica nascosta per personalizzare l’uso del nuovo straordinario sistema operativo Apple.
Ormai siamo davvero alla stretta finale: mancano poco più di 3 giorni al lancio di Mac OS X 10.5 “Leopard”.
Per l’occasione Il negozio Computime, in via Morgagni 30G a Roma, alle 18,00 viene presentato Leopard… Evento Apple in contemporanea mondiale. Un ottimo modo per scoprire tutti insieme le 300 e più nuove caratteristiche di Leopard.
Un nostro esperto illustrerà le principali funzionalità di Leopard e, subito dopo, saranno disponibili alcuni computer per toccare con mano il nuovo sistema operativo Apple. Ovviamente sarà anche possibile acquistarlo immediatamente al costo di 129 €.
Insomma, se venerdì prossimo siete a Roma, non fatevi sfuggire l’occasione di essere fra i primi a vedere e provare il nuovo Mac OS X. Se non sapete dove si trova il negozio Computime, ecco una mappa di Google che mostra Via Morgagni 30G a Roma:
“8 Reasons Windows Users Don’t Switch“: questo il titolo di un articolo di Steven Leigh apparso su Apple Matters. Ripreso da Baldo in un suo post, pone interessanti spunti per una riflessione sulla buona fetta del mercato dei sistemi operativi che non trova lo spunto giusto per passare a Mac OS X.
Ecco come riassume e commenta Baldo questi 8 motivi:
Ignoranza Imparare un nuovo sistema operativo può sembrare una operazione complicata e costosa.
Niente di più falso: fin dal primo utilizzo il sistema operativo Os X è semplice ed intuitivo (e anche divertente).
L’ufficio
Gli uffici usano Windows. Il mondo esterno usa Windows. Usare un Mac potrebbe creare problemi di comunicazione e compatibilità .
E’ vero che la compatibilità tra i vari Office è ben lontana dall’essere perfetta, ma il Mac permette nei casi più estremi di utilizzare ambienti virtuali che simulano Windows.
Hardware
Una categoria avanzata di utenti (i geek) amano cambiare pezzi di hardware ogni anno. Con il Mac questo è impossibile.
Tutto vero (anche io appartenevo a questa categoria), ma la maggior parte degli utilizzatori non ha bisogno di aggiornare il sistema spesso. Ricordatevi che un Mac si svaluta molto più lentamente di un Pc (se cambiate hardware ogni anno sapete benissimo che i pezzi che sostituite sono da buttare).
Prezzo I Mac costano più dei PC.
Questo è un mito da sfatare e ci sono in rete infinite discussioni che affrontano questo tema.
Bugie Apple presenta Windows come un computer per fare grafici e cose serie, mentre presenta Osx come un sistema operativo per divertirsi.
In effetti non mi è mai piaciuto come si pone Apple nelle varie pubblicità . Ma non credo che questa semplificazione possa danneggiare Os X più di tanto a livello commerciale.
Attacco a Windows Apple e Steve Jobs continuano a parlare male di Windows.
Boh, negli ultimi Keynote non mi sembra che sia stata posta l’attenzione su Windows.
Vista Vista è un buon sistema operativo.
Potrebbe essere, ma da quello che ho sentito in giro ha davvero molti problemi di incompatibilità software ed hardware.
I Mac User Ci sono parecchi utenti Mac che esagerano con il loro amore per Os X.
E’ vero e mi riconosco in questa categoria di utenti, ma se parliamo bene dei Mac un motivo ci sarà , no?
Apple ha da poco rilasciato un interessante videotour (in lingua inglese, ma abbastanza semplice da seguire) alla scoperta di alcune delle più succulente novità di Leopard. E’ possibile vederlo in tre formati: piccolo, medio o grande. Altrimenti è possibile scaricarlo in formato per iPod da 108MB oppure alla massima risoluzione (768×480) da 379MB.
Nel video vengono illustrate funzionalità come gli Stacks (che permettono di impilare o catalogare velocemente file all’interno di cartelle visisbili sul nuovo Dock 3D), Coverflow (che permette di sfogliare il contenuto di una cartella come si sfogliano gli album su iTunes), Quick Look (che permette di consultare istantaneamente qualsiasi file, documenti o immmagini, senza aprilo), Time Machine (che crea un file di backup ogni giorno comprendente ogni modifica al nostro disco), Spaces (che può dividere l’ambiente di lavoro in 4 o più scrivanie), iChat (con i nuovi effetti e la sostituzione dello sfondo) e Mail (come la sua integrazione con iCal) e di qualche altra funzione.
Dopo l’annuncio di Leopard, la nuova versione del sistema operativo Mac OS X, sono state rese pubbliche le caratteristiche principali della versione Server, anch’esso disponibile per il preordine. Pur coinvolgendo una fetta di mercato ben minore, vale la pena soffermarsi sulle sue funzionalità votate soprattutto alla condivisione.
Mac OS X Server v10.5 Leopard, l’ultima release del sistema operativo server UNIX® di Apple, permette a piccole imprese, gruppi di lavoro e aziende di sfruttare tutti i vantaggi di un server con la massima semplicità . Con Mac OS X Server i dipendenti possono condividere documenti, pianificare riunioni ed eventi, scambiarsi instant message, inviare e ricevere e-mail via Internet, accedere in remoto alla rete aziendale, pubblicare podcast e ospitare siti web, wiki e blog.
Mac OS X Server è disponibile nelle versioni per 10 client e per client illimitati. Le limitazioni dei client riguardano solo i servizi di condivisione documenti simultanei per client Mac e PC.
Mac OS X Server v10.5 Leopard (licenza 10 client) Eur 459,00
Mac OS X Server v10.5 Leopard (licenza client illimitati) Eur 929,00
Mac OS X Server v10.5 Leopard aggiornamento licenze (da 10 client a client illimitati) Eur 459,00
Leopard Server rappresenta il più importante aggiornamento del sistema operativo server Apple dal lancio di Mac OS X Server, con piena conformità UNIX, applicazioni server a 64 bit native e miglioramenti volti a supportare i processori Intel multi-core di ultima generazione.
Principali novità e miglioramenti di Leopard Server
Server Preferences Non serve un reparto IT.
Da oggi impostare e configurare il vostro server è più facile che mai. Grazie alla nuova applicazione Server Preferences, potete gestire rapidamente utenti e gruppi sul server e impostare con facilità i servizi chiave — dalla condivisione di documenti ai calendari, fino alla connessione VPN e al backup dei client di rete con Time Machine.
iCal Server Si accettano appuntamenti.
Il primo server calendari per Mac OS X Server permette agli utenti di controllare i programmi, organizzare riunioni e prenotare risorse con la massima facilità .
Wiki Server Collaborazione per team.
I gruppi possono collaborare ai progetti tramite il proprio sito intranet wiki completo di calendario di gruppo, blog e mailing list. Con pochi clic potranno creare e modificare pagine wiki, inserire riferimenti incrociati nel materiale, caricare documenti e immagini, aggiungere commenti e cercare nei contenuti.
Spotlight Server Iniziate a trovare.
Spotlight Server è il modo più rapido di cercare e trovare contenuti sui server di rete, l’ideale per i gruppi di lavoro che condividono documenti, progetti e archivi. L’indicizzazione viene eseguita sul server automaticamente, per ricerche più veloci e altamente accurate.
Podcast Producer Meno lavoro, più divertimento.
Ora potrete acquisire, codificare, pubblicare e distribuire podcast per offrire corsi di formazione, conferenze e qualsiasi tipo di contenuti audio o video richiesto dalla vostra organizzazione. Podcast Producer semplifica la produzione di podcast da ascoltare in iTunes oppure con iPod, iPhone e Apple TV.
Contenuto della confezione
DVD con Mac OS X Server v10.5
CD con Admin Tools
Documentazione stampata ed elettronica
Requisiti di sistema minimi
Server o computer desktop Mac con processore Intel, PowerPC G5 o PowerPC G4 (a 867MHz o superiore)
1GB di RAM
20GB di spazio libero su disco
Sul sito Apple sono disponibili ulteriori informazioni sulle caratteristiche di Leopard Server le potete trovare in questa pagina, come il promettente motore Wiki che, insieme ad iCal Server, permetterà di gestire proficuamente un gruppo di lavoro, sia in una piccola che in una grande azienda.
A questo si deve aggiungere la già presente funzionalità di web hosting che, con un interfaccia migliorata, permette di attivare Apache con un click, scegliere l’homepage e permettere al creazione di wiki e blog per i singoli utenti. Infine la condivisione dei documenti benificerà dell’introduzione di Time Machine, permettendo quindi il backup anche dei documenti dei singoli utenti.
Grandi notizie per gli sviluppatori Mac! Steve Jobs in persona ha dato ieri sera l’annuncio del prossimo rilascio di un SDK (Software Development Kit, ovvero un pacchetto di sviluppo per applicazioni) per iPhone e iPod touch, i due prodotti che incorporano la tecnologia multi-touchscreen. Questo significa che saranno presto disponibili applicazioni di terze parti che amplieranno le funzionalità di questi dispositivi senza che siano necessarie complesse operazioni di sblocco (pregiudicanti la garanzia).
Inizialmente la Apple si era mostrata molto chiusa all’idea di permette lo sviluppo di applicazioni a terze parti: Steve Jobs disse, durante il famoso keynote del 9 Gennaio in cui fu presentato l’iPhone, che non si poteva lasciare che venissero sviluppate applicazioni da programmatori esterni alla Apple. Questo per evitare che, a causa di software mal scritti, il proprio telefono risulti bloccato proprio mentre si sta ricevendo una telefonata.
Nei mesi, dopo aspre critiche per queste chiusure, sono circolate voci di imminenti aperture di Apple a software di una stretta cerchia di aziende di sviluppo. Ora, anzi, per la precisione, da febbraio 2008, il kit di sviluppo servirà per la scrittura di una moltitudine di applicazioni che saranno distribuite presumibilmente attraverso l’iTunes Store. Per evitare i problemi di stabilità e sicurezza, Apple stabilirà elevati standard di sicurezza per evitare lo sviluppo di virus, malware e tutto ciò che potrebbe causare danni o malfunzionamenti nel telefono.
Steve Jobs ha infatti sottolineato come l’idea che i telefoni cellulari siano esenti da problemi di sicurezza sia semplicemente falsa, e ha giustificato i 4 mesi di attesa per il rilascio dell’SDK spiegando come sia fondamentale per trovare un punto di equilibrio fra la necessità di dare spazio alla creatività degli sviluppatori e le necessità di sicurezza. Jobs fa notare che anche altre compagnie, come ad esempio Nokia, non abbiano lasciato che qualunque software potesse essere caricato sui propri telefonini. Anche l’iPhone sarà aperto ma non totalmente aperto. Questa sembra essere la strada giusta, e non si può che essere lieti che Apple l’abbia finalmente intrapresa.