Recensione: Leopard, una belva nel proprio Mac /2

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Leopard - MacBook Pro

Come promesso, ecco la seconda parte della recensione su Leopard. In questo articolo illustrerò le principali novità di Mac OS X 10.5 “Leopardâ€, in una prova fatta dopo aver eseguito l’installazione descritta nella prima parte della recensione. Illustrerò tutte le funzionalità che balzano subito all’occhio e qualche caratteristica nascosta per personalizzare l’uso del nuovo straordinario sistema operativo Apple.

Scrivania e Dock

Appena lanciato Leopard si presenta con un Dock tridimensionale ed una barra dei menu semitrasparente, ma oltre all’estetica, il nuovo Dock si distingue grazie all’innovazione degli Stacks, ovvero di un modo di mostrare il contenuto di una cartella trascinata sulla parte sinistra del Dock stesso. Se si lascia l’impostazione automatica, il contenuto della cartella viene mostrato in una pila arcuata di file o in una griglia (se il numero di file è eccessivo). Oltre alle due cartelle Documenti e Downloads, qualsiasi cartella può essere trascinata sul Dock

Leopard - Pila

Leopard - Griglia

In questo modo si possono definitivamente eliminare cartelle o alias di cartelle dalla scrivania, permettendoci finalmente di godere appieno dei nostri wallpaper senza rinunciare ad avere i nostri documenti a portata di mano.

La barra dei menu, a destra, mostra lo stato di connessione ad una rete wifi e, come in Tiger, cliccando sopra la relativa icona viene visualizzato l’elenco delle reti wifi disponibili. La differenza in Leopard è quella della prensenza di un piccolo lucchetto accanto agli SSID protetti da password, in modo da distinguere, con un colpo d’occhio, le reti pubbliche da quelle private.

Leopard - Wifi

iCal e Mail ora integrati

iCal è l’applicazione che usufruisce esteticamente delle innovazioni dell’iPhone o forse, per contro, è la dimostrazione che è stata installata una versione mobile di Leopard nell’iPhone e nell’iPod Touch. Infatti il piccolo calendario in basso a sinistra è identico a quello dei due dispositivi multi-touchscreen.

Leopard - iCal

Una delle innovazioni più utili è la forte integrazione di Mail con iCal. E’ infatti semplicissimo inserire Eventi o Attività in iCal direttamente dal testo di una mail. Mettiamo ad esempio il caso che ci venga recapitato via e-mail la data e l’orario di una cena di lavoro. Se l’e-mail contenesse il testo “L’incontro sarà il 27 novembre a cena”, basterà cliccare sul testo e creare l’evento in un click, evento che automaticamente verrebbe creato il 27 novembre alle ore 20. Decisamente comodo.

Infine iCal mostra, anche se non è aperto, la data attuale nell’icona del Dock, senza che ci sia più bisogno di software esterni.

Il nuovo Finder

Il Finder è stato completamente riprogettato, includendo anche la vista Cover Flow per la visualizzazione dei file, oltre che alla vista Icone, Elenco o Colonne. Un prestito da iTunes davvero azzeccato e d’impatto che permette di non solo di vedere le anteprime delle immagini in modo gradevolissimo (anteprime generate in pochi istanti) ma anche di vedere il contenuto di file di testo, documenti Word o Excel (anche se gli applicativi non sono installati) e sfogliare file PDF. Anche la funzione Visualizzazione Rapida (in inglese Quick Look) permette di vedere e sfogliare documenti e immagini, ma aprendoli in una finestra separata, utile anche quando non si è impostata la vista Cover Flow.

Leopard - Finder con Cover Flow

Anche barra laterale del Finder fa parte della riprogettazione, assomigliando moltissimo a quella di iTunes e includendo i Dispositivi (dischi interni o esterni, iDisk, CD, DVD e iPod), i Condivisi (Server connessi, Computer Bonjour…), le Posizioni (Inizio, ovvero la home dell’utente, Scrivania, Applicazioni, Documenti o qualunque altra cartella lì trascinata) e Cerca (un elenco di ricerche predefinite e delle ricerche personalizzate dall’utente). Questo nuovo Finder è quindi decisamente più pratico e permette di essere molto più veloci quando lo si utilizza.

Come in Tiger, di default i nomi dei file sono visualizzati nel Finder di Leopard senza estensione. Nonostante, al contrario di Windows, questo non rappresenti un rischio per la sicurezza, può essere molto comodo conoscere l’estensione di un file, ad esempio per identificare subito il formato di una immagine. Per visualizzare
le estensioni nascoste si può eliminare il segno di spunta dall’opzione Nascondi estensione nella informazioni di uno specifico file (mela-I). Altrimenti, per una decisione generalizzata, è sufficiente andare sul menu Finder>Preferenze…>Avanzate>Mostra tutte le estensioni dei documenti.

Safari 3

Safari 3 include l’utilissima funzione Web clip, che permette di creare in un click un widget che visualizzi da una parte di una pagina web, mostrando quindi informazioni e immagini che non vengono normalmente incluse in un feed RSS. Esteticamente gradevole l’opportunità di impostare una cornice al widget, mentre è utilissima la possibilità di modifare la zona della web page senza ricreare daccapo il widget. Inoltre, e direi anche finalmente, Safari non si chiude più istantaneamente se ci sono più di una tab aperta ma chiede una conferma e quindi previene chiusure accidentali. Non solo, ma se una delle tab contiene del testo inserito in un campo di testo, l’utente viene avvisato:

Leopard - Safari

I desktop virtuali di Spaces

Per quanto riguarda Spaces, ovvero il gestore di desktop virtuali incluso in Leopard, le cose che lasciano stupefatti sono la fluidità e la semplicità d’uso. Molteplici sono i modi per accedere ai veri desktop virtuali (di default 4, al massimo 16…): cliccando sull’icona di Spaces sul Dock (accedendo ad un manager visuale che permette di spostare finestre e spazi con il mouse), tramite la combinazione di tasti crtl+1, crtl+2, eccetera per passare istantaneamente al relativo spazio, e tramite la combinazioni ctrl+freccia per muoversi nella grigia formata dai desktop virtuali. Intuitivissimo lo spostamento delle finestre di un certo desktop virtuale quando si passa ad un altro che, se si trova ad esempio a destra, compare scorrendo da destra verso sinistra.

Leopard - Spaces

Ma oltre che poter accedere facilmente a questi spazi virtuali, è possibile, nelle preferenze di Spaces, decidere una volta per tutte in quale spazio deve aprirsi una certa applicazione. Così potremo lanciare Safari dallo spazio 3 (in cui stiamo lavorando con una applicazione di grafica, ad esempio), e verremo trasportati automaticamente nello spazio 1 dover (ad esempio) abbiamo deciso che Safari debba sempre aprirsi. E’ inoltre utilissima la combinazione di questa funzionalità con l’opzione Apri al login selezionabile dal menu dell’icona sul Dock. In questo modo una o più applicazioni si apriranno all’avvio disponendosi ordinatamente ognuna nel proprio spazio di competenza.

Time Machine

Time Machine è una di quelle applicazioni che posso far cambiare completamente l’atteggiamento degli utenti col proprio computer. Infatti, anche se i Mac sono di gran lunga i computer più affidabili in circolazione, un problema può sempre sorgere e i backup dei propri dati può risultare fondamentale. Time Machine non è solo un sistema automatico di backup su disco esterno, ma permette anche di navigare nel Finder (in Mail, Rubrica indirizzi e in tutte le applicazioni che supportano Time Machine) indietro nel tempo, rivendendo i dati presenti nel proprio disco rigido a giorni, settimane o anni nel passato.

Leopard - Time Machine

Si può tenere un backup completo del proprio Mac in modo da poterlo ripristinare completamente in caso di grossi danneggiamenti al sistema, ma esiste (nelle Preferenze di Time Machine) la possibilità di escludere cartelle, ad esempio Sistema, Applicazioni o Libreria, se la preoccupazione è solo di smarrire i propri documenti.

Il sistema utilizzato da Time Machine è il backup incrementale per cui il primo backup è certamente di grandi dimensioni, mentre i successivi possono essere decisamente più piccoli (dell’ordine di pochi MB) se di giorno in giorno non vengono copiate o cancellate grosse quantità di dati, questo perché vengono copiati solo i contenuti che sono stati modificati dopo l’ultimo backup. Un buon compromesso può quindi essere quello di utilizzare un disco esterno di backup anche solamente con capacità doppia rispetto all’hard disk interno.

Ecco cosa risponde il sito Apple ad un’importante domanda riguardante lo spazio occupato dai backup:

E se il disco è pieno?

Non importa quanto è grande il vostro disco di backup: un giorno vi ritroverete a corto di spazio. Time Machine ha pensato anche a questo. Dopo avervi avvisati, inizierà a cancellare i precedenti backup, a cominciare dai più vecchi. Prima di cancellare alcunché, Time Machine copia i documenti che potrebbero essere necessari per ripristinare l’intero sistema da ciascuno dei restanti backup (morale della favola: più il disco è ampio, più potrete viaggiare lontano nel passato del vostro Mac).

Altre piccole ma significative innovazioni riguardano ad esempio la realizzazione degli screenshot. Se infatti vogliamo realizzare una Istantanea con selezione (mela-maiuscolo-4), il puntatore del mouse si trasforma in un mirino che prima indica la posizione in pixel e, una volta premuto il tasto del mouse e ingrandito il rettangolo della selezione, indica la grandezza della selezione, sempre in pixel.

Conclusione

In conclusione Leopard contiene moltissime novità e rende l’uso del computer davvero più semplice e veloce. Come già sottolineato, l’ottimizzatione Apple raggiunge livelli davvero eccezionali. La RAM consigliata è solo 512 mentre in altri sistemi operativi, come Microsoft Vista, è certamente necessario l’acquisto di nuovi computer rispetto a quelli che facevano girare alla versione XP, poiché non basta 1 GB di Ram, servono nuove schede grafiche, e il processore non è sufficientemente veloce. Il mio test di installazione ed uso di Leopard su un hard disk esterno, ha mostrato una velocità e una reattività migliore del Tiger installato nel mio hard disk interno. Effetti grafici come Exposé o Spaces mostrano una leggerezza e una fluidità anche in presenza di molte applicazioni aperte. Infine la semplicità di installazione e un’ottima compatibilità con le applicazioni Tiger rendono il passaggio a Leopard una scelta davvero azzeccata.

Se volete a provare Leopard personalmente, potete venire da Computime, in via Morgagni 30G a Roma, dove troverete me o uno dei miei colleghi ad illustrarvi queste ed altre novità di Leopard.

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  • 7 Commenti a “Recensione: Leopard, una belva nel proprio Mac /2”


    1. Vi vedo esperti e vi faccio i complimenti per la recensione…
      Parlate di upgrade del mac…
      Vedendo i nuovi macbook in uscita (forse) con chip santa rosa x3100 Gma e 2,2 ghz Core2Duo e 2 giga di ram… le prestazioni saranno affidabili?

    2. Ehm nessuno risponde :|

    1. [...] molto curioso, però, di leggere anche il successivo articolo sulle principali novità di Mac OS X 10.5 “Leopardâ€, che dovrebbe illustrare tutte le funzionalità che balzano subito all’occhio e qualche [...]

    2. [...] tutti i dettagli dell’installazione di Leopard, leggete la mia recensione approfondita e la seconda parte per le caratteristiche [...]

    3. [...] un MacBook Pro è progettato è quello di far girare al massimo Mac OS X, nelle versioni Tiger e nell’ultima arrivata Leopard, non certo Windows Vista o XP, allora capiamo da dove vengono la stabilità e le performance tanto [...]

    4. [...] è una delle nuove funzionalità di Leopard e permette di gestire un gruppo di file o cartelle inserendole nel Dock. Kiro di Melamorsicata [...]

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