Archivio del mese di Gennaio 2008

Dopo l’aggiornamento per iWork ‘08, ecco quello per iWeb, l’applicazione per creare siti web incusa nella suite iLife. Anche in questo caso le note di aggiornamento si limitano ad uno scarno:
Questo aggiornamento migliora la compatibilità con Mac OS X.
Con questo aggiornamento, del peso di 18,4 MB, iWeb giunge alla versione 2.0.3. Per effettuare l’aggiornamento è sufficiente cliccare sul menu Mela>Aggiornamento Software…
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Se possedete la suite iWork ‘08 controllate in “Aggiornamento software” la presenza di una serie di aggiornamenti.
Keynote arriva alla versione 4.0.2 e il suo aggiornamento ha un peso di 32 MB. Ecco la nota di rilascio:
“Questo aggiornamento risolve principalmente problemi di prestazione durante la riproduzione o l’esportazione di presentazioni”.
Le note di aggornamento per Pages e Numbers sono più scarne. Per Pages che giunge versione 3.0.2 e l’aggiornamento ha un peso di 27.8 MB, è:
Questo aggiornamento migliora la compatibilità con Mac OS X
Numbers, infine, arriva alla versione 1.0.2 con un update di 26,2 MB. Ecco la nota:
Questo aggiornamento migliora la compatibilità con Mac OS X
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Ormai manca davvero poco all’arrivo del MacBook Air e, dopo le note per lo sviluppatore, ecco che arriva il manuale in PDF (in lingua inglese) che ci svela alcune caratteristiche davvero interessante di questo nuovissimo modello di computer ultra-portatile.
Ad esempio scopriamo che nella confezione sono presenti ben due adattatori video, un micro-DVI/VGA e un micro-DVI/DVI:

Se invece vogliamo migrare le informazioni presenti un altro Mac, come gli account degli utenti, i file e le applicazioni migrate, possiamo farlo anche Wi-fi, con una procedura che include l’inserimento di un codice di sicurezza che mette al riparo da fastidiose intrusioni:

Da pagina 32, invece, iniziano alcune spiegazioni dell’uso del trackpad multitouch, elemento che contraddistingue l’uso altamente intuitivo del MacBook Air.
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Apple ha rilasciato la Developer Note (ovvero la nota per lo svilippatore) del MacBook Air. Lo scopo di queste note è di fornire informazioni sulla progettazione interna, le caratteristiche di input/output e le sue possibilità di espansione per aiutare gli sviluppatori a progettare prodotti compatibili con il MacBook Air.
Viene innanzitutto spiegato che il MacBook Air è stato progettato per la portabilità e per una esperienza completamente wireless. Uno dei motivi per cui il design è così sottile, è che non è inclusa l’unità ottica. Per caricare il software, il MacBook Air ha la possibilità di accedere al lettore CD/DVD di un altro Mac o PC utilizzando la funzione Disc Remote. I requisiti di sistema per l’utilizzo di tale funzione sono Mac OS 10.4.10 o successivo o l’ultima versione di Windows XP o Vista.
L’architettura interna, mostrata nell’immagine d’apertura, illustra tramite quali controller sono connessi i vari dispositivi interni. Possiamo così osservare, ad esempio, come la porta USB, la tastiera, il trackpad, il dispositivo bluetooth, la webcam integrata iSight e il ricevitore a raggi infrarossi, siano tutti collegati al controller USB interno, mentre un unico controller della memoria gestisce i dati da e verso il processore Intel Core 2 Duo, dai due banchi di memoria RAM da 1 GByte e dal controller grafico (quest’ultimo, a sua volta, direttamente collegato all’uscita microDVI).
La Apple ha anche rilasciato le specifiche tecniche dettagliate del MacBook Air.
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iCompta è un interessante programma per la gestione delle proprie finanze: presenta infatti un’interfaccia semplice in cui tener conto di tutti i nostri movimenti monetari, con la possibilità di creare più accounts per i vari utenti del programma. La gestione del programma ricorda iTunes, le lingue supportate sono l’inglese e il francese e la grafica in generale sembra molto intuitiva e comoda da usare: è gratuito, universal binary e lo scaricate a partire da questa pagina!
(fonte)
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Esattamente 24 anni fa veniva presentato il primo Macintosh della storia: il Macintosh 128K Personal Computer.
Aveva un case beige ed era progettato come un computer autosufficiente, un all-in-one come i moderni iMac. Aveva inoltre una rientranza nella parte superiore del case per essere facilemente trasportabile. Inoltre non era espandibile, veniva equipaggiato con 128 KByte di memoria (il doppio della maggior parte dei computer dell’epoca), un Floppy Disk da 400 KByte (il massimo offerto dalla concorrenza era 128 Kbyte) e non supportava nessun Hard Disk. Il Macintosh 128K inglobava un monitor monocromatico da 9″ con una definizione di 72 punti per pollice e il case aveva connettori (tutti diversi) per le varie periferiche: il mouse (con un solo tasto), la stampante, il modem, il Floppy Disk esterno e un altoparlante monofonico.
Insomma il primo Macintosh fu progettato per essere un dispositivo autosufficiente e completo, alla stregua di un qualsiasi elettrodomestico, come un aspirapolvere o un televisore. Questa idea permise ai personal computer di entrare nelle case di milioni di utenti. Utenti che, nel 1984, bisognava istruire partendo da zero. Il manuale di istruzioni per l’utente, infatti, oltre ad essere un opera editoriale molto gradevole da sfogliare, corredata da molte fotografie a colori, affrontava argomenti, ora ritenuti banali, come “cosa significa fare click” e “cosa è lo scroll”, con tanto di illustrazione esplicativa:

Molte pagine di questo manuale sono state fotografate e messe a disposizione on line da Peter Merholz.
[via, via, via]
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Durante il MacWorld di San Francisco svoltosi il 15 Gennaio scorso, Apple ha pubblicato le nuove linee guida per Leopard nell’ambito dell’interfaccia con l’utente, le cosiddette Human Interface Guidelines. La guida è consultabile online oppure scaricando il PDF di 28 MB.
Questo documento, che dovrebbe essere ben impresso nella mente di chi sviluppa applicazioni per Mac OS X 10.5 “Leopard” (ma utile anche per le versioni precedenti del sistema operativo Mac), contiene informazioni e suggerimenti per rendere le interfacce più intuitive, facili da imparare e consistenti nel comportamento dell’intero sistema operativo, ovvero user-friendly
In questo modo, non solo l’esperienza dell’utente sarà decisamente più divertente e rilassante, ma anche più produttiva, poiché non sarà necessario per l’utente adattare il proprio comportamento a comportamenti diversi delle varie applicazioni.
Apple ha pubblicato le prime linee guida nel 1992, attraversando varie versioni del sistema operativo Mac. Per i programmatori di applicazioni per Mac OS 9, ad esempio, esiste una guida per il porting, redatta nel 2002.
Tornando alle Human Interface Guidelines per Leopard, comprende una prima parte dedicata ai concetti fondamentali della progettazione delle applicazioni, una seconda parte esamina la Macintosh Experience, ovvero le molte tecnologie Mac OS X che gli utenti sono abituati a utilizzare e come si possa approfittare di queste tecnologie per snellire il processo di sviluppo e garantendo che le applicazioni è ben si comportino nel contesto del sistema operativo nel suo complesso. La terza parte è dedicata all’interfaccia Acqua, ovvero a tutto ciò che vediamo quando usiamo Leopard, ed illustra gli specifici componenti dell’interfaccia grafica disponibili allo sviluppatore.
Alcuni punti importanti, illustrati a partire da pagina 46, sono
- La consistenza, ovvero il rendere possibile all’utente il trasferimento delle proprie conoscenze e abilità da un’applicazione all’altra, grazie ad un uso standard degli elementi dell’interfaccia utente.
- WYSIWYG (What You See Is What You Get), ovvero l’assenza di differenze fra ciò che l’utente vede sullo schermo e ciò che si otterrà quando, ad esempio, verrà stampato un documento, finalizzato un rendering, realizzato un DVD. Se è necessario bisogna usare la funzionalità di anteprima.
- Perdono, ovvero l’incoraggiare l’utente ad esplorare le funzionalità di un’applicazione senza aver paura di distruggere i propri dati o danneggiare il sistema, grazie all’implemetazione di funzioni atte a ripristinare uno stato precedente, ad esempio un Undo (comando Annulla), o ad un Ripristina il salvato.
- Percezione di stabilità , ovvero l’utilizzo di quegli elementi grafici standard, come ad esempio la barra dei menu, i controlli delle finestre e così via, che rendono l’ambiente dell’applicazione molto familiare per l’utente. Per realizzare una percezione di stabilità concettuale (oltre che grafica) bisogna, ad esempio, rendere un comando non disponibile (tipicamente rendendolo grigio) quando tale comando di menu non si applica ad un
oggetto selezionato o per l’oggetto nel suo stato attuale, piuttosto che omettere del tutto il comando.
- Altri suggerimenti per gestire esteticamente l’interfaccia e la complessità di un’applicazione.
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Il rapporto di Apple sui risultati di vendita nei mesi di Ottobre, Novembre e Dicembre 2007 (ovvero il primo quarto dell’anno fiscale statunitense) ha fatto registrare i maggiori incassi e le maggiori vendite della storia di Apple. Sono entrati nelle casse di Cupertino, infatti, 9.6 miliardi di dollari con un ricavo di 1.58 miliardi di dollari.
I computer Macintosh venduti sono stati ben 2.319.000 (con un un incremento del 44% sul numero e del 47% sugli incassi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Gli iPod venduti sono stati 22.121.000 (+5% in numero e +17% in incassi) mentre gli iPhone venduti sono stati ben 2.315.000.
Il rapporto si conclude rivendicando che “Apple ha innescato la rivoluzione dei personal computer negli anni ‘70 dello scorso secolo con il famoso Apple II (o Apple ][) e ha reinventato il personal computer negli anni ‘80 con il Macintosh. Oggi Apple continua a condurre l’industria nell’innovazione con i suoi prestigiosi computer, il sistema operativo OS X, iLife e le applicazioni professionali. Apple ha anche lanciato la rivoluzione dei media digitali con iPod, il suo player portatile di musica e video, e con il negozio online di iTunes, ed è entrato nel mercato della telefonia mobile con il suo rivoluzionario iPhone.”
Per chi fosse interessato, è possibile ascoltare la registrazione della conferenza in cui è stato illustrato questo rapporto.
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Dopo averlo reso disponibile in streaming, ora Apple ha pubblicato il video integrale del keynote di Steve Jobs anche su iTunes Store.
Distribuito in forma di podcast, si tratta un download [gratuito] piuttosto corposo, pesando quasi 900Mb.
Questo il link diretto per iTunes Store.
[via]
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Time Capsule è un dispositivo di backup di nuova concezione che integra sia un hard disk (da 500 GB o 1 TB) che una base wi-fi 802.11n. E’ stato presentato anch’esso al keynote di martedì scorso ed è stato progettato per lavorare in perfetta armonia con Time Machine di Mac OS X Leopard. Effettuando automaticamente un backup completo (la prima volta, della durata di qualche ora) e incrementale (dalla seconda in poi, per risparmiare tempo), non ci sarà più bisogno nemmeno di collegare un cavo USB o FireWire per rendere possibile il backup. Ma non solo. Time Capsule può effettuare il backup di ciascun Mac con Leopard sulla rete wireless.

Questa soluzione di backup wireless integrata con Time Machine è la prima realmente funzionante poiché se avessimo voluto far vedere a Time Machine un hard disk di rete (della propria rete locale) tramite accesso wireless (con Apple AirPort Extreme) avremmo dovuto creare una condivisione di rete e creare un file ad hoc chiamato .com.apple.timemachine.supported nel disco di rete, oppure se avessimo utilizzato un disco USB (anch’esso collegato alla Apple AirPort Extreme) avremmo dovuto scrivere da Terminale il comando defaults write com.apple.systempreferences TMShowUnsupportedNetworkVolumes 1 per poter usare dal nostro Mac anche quel disco per il backup. Insomma, si sarebbe dovuto ricorrere a dei stratagemmi non ufficialmente supportati ed altamente sconsigliati per un motivo molto semplice: Time Machine non avrebbe ricevuto conferma, tramite Airport Extreme, dell’avvenuta scrittura corretta dei dati nel disco di backup, rendendo di fatto il backup inutile.

Time Capsule supera quindi questi problemi e permette un backup wireless facile e sicuro. Ma non solo, perché il disco interno di Time Capsule può essere usato anche senza Time Machine e quindi anche da PC con Windows XP o Vista, come disco di archivio, senza doverlo necessariamente usare come backup. Inoltre Time Capsule è anche una base Wi-Fi 802.11n full-optional, permettendo di creare o ampliare la rete wireless di casa, ricordandosi di usare Time Capsule come base Airport principale e, ad esempio, Airport Express come client per ottenere il massimo delle prestazione dai backup di Time Machine.

E’ inoltre possibile collegare una stampante alla porta USB di Time Capsule in modo che tutti gli utenti della propria rete locale wireless vi possano accedere. La pagina Apple dedicata a Time Capsule riporta queste semplici istruzioni per installare una stampante USB:
Per stampare in Mac OS X v10.3 o v10.4
- Aprite Utility Configurazione Stampante (all’interno di Utility nella cartella Applicazioni).
- Selezionate la stampante nell’elenco.
Per stampare in Mac OS X v10.5
- Selezionate Preferenze di Sistema nel menu Apple e fate clic su Stampa e Fax.
- Fate clic su Aggiungi (+) e scegliete la vostra stampante nell’elenco.
- Fate clic sul pulsante Aggiungi.
mentre per Windows XP o Windows Vista:
- Installate Bonjour per Windows dal CD fornito con Time Capsule.
- Seguite le istruzioni a video per collegare la vostra stampante.
I dettagli della protezione dell’accesso wireless sono Wi-Fi Protected Access (WPA/WPA2), protezione wireless (WEP) configurabile per la codifica a 40 bit e 128 bit, filtro degli indirizzi MAC, firewall NAT, supporto per l’autenticazione RADIUS, 802.1X, PEAP, LEAP, TTLS, TLS, FAST e controllo degli accessi su base temporale.
Le dimensioni sono 19,7×19,7×3,6cm per un peso di 1,6 Kg. Il prezzo è di 299,00 € con il disco rigido da 500GB e di 499,00 € con quello da 1 TB.
E’ da sottolineare che AppleCare Protection Plan per il proprio computer copre anche Time Capsule.
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