Apple e l’ambiente

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Apple e l’ambiente

Apple dedica alla comunicazione del proprio impegno per l’ambiente alcune pagine del proprio sito web.

Gli argomenti principali che Apple illustra sono il design del prodotto, la fabbricazione responsabile, l’ efficienza energetica e il riciclaggio. Ci vengono presentati dei dati e delle notizie storiche che di certo non solo contraddicono alcune preoccupazioni di Greenpeace dei mesi scorsi, ma spingono all’ottimismo per il futuro. Ma vediamo nel dettaglio cosa fa di Apple un’azienda impegnata costantemente nel ridurre l’impatto ambientale della propria attivitĂ  e dei propri prodotti.

Design del prodotto

A prima vista il design di un prodotto a poco a che fare con l’impatto ambientale, ma dopo una valutazione piĂą attenta ci si accorge che un prodotto ed un imballaggio con una massa minore hanno anche un peso minore per l’ambiente. Per fare un esempio, i modelli iMac (il computer all-in-one della Apple) hanno subito una riduzione di 2,6 volte in peso mentre il relativo imballaggio ha un peso quasi dimezzato:

Apple e ambiente - peso

La fabbricazione responsabile

La fabbricazione responsabile significa che per costruire prodotti di alta qualità occorre valutare attentamente i materiali usati per la loro creazione. Apple si è impegnata costantemente allo scopo di ridurre o eliminare l’impiego di sostanze inquinanti nei loro prodotti e processi di fabbricazione.

Ad esempio sono stati totalmente eliminati dai prodotti: Amianto, Cadmio (Cd), Cromo IV, Mercurio(Hg) (tranne che nelle lampade di retroilluminazione) Piombo (Pb) (sopra e oltre i requisiti della direttiva europea RoHS), Polibromobifenili (PBB), Etere di difenile polibromurato (PBDE), Policlorobifenili (PCB), Policlorodibenzodiossine (PCDD), Policlorodibenzofurani (PCDF), Policlorotrifenili (PCT), Paraffine clorurate a catena corta (SCCP). Dai processi di fabbricazione sono stati eliminati i solventi organici clorurati (come diclorometano, triclorometile, tricloroetilene, tetracloroetilene ecc.) e le sostanze che impoveriscono lo strato di ozono (ODC), secondo il Protocollo di Montreal.

E importante sottolineare che

Apple segue un approccio di tipo preventivo che prende in considerazione le opinioni dei clienti, le nuove normative, il parere di organizzazioni non governative e di esperti in materia di riciclaggio, nonché valutazioni interne all’azienda. Questo rigoroso processo di valutazione garantisce il rispetto delle esigenze dei consumatori e delle normative legali in tutti i Paesi in cui i nostri prodotti sono venduti, senza alcuna variazione a livello locale.

Efficienza energetica

Come è facile intuire, il consumo energetico è fra i fattori che pesano maggiormente sull’impatto ambientale e tale peso è riducibile utilizzando componenti che richiedono meno energia e impiegando un software (Preferenze di Sistema>Risparmio Energia su Mac OS X) di gestione dei consumi che regoli l’assorbimento di corrente di tali componenti. Implementando entrambe le tecniche Apple è riuscita a ottenere ottimi risultati tra cui:

  • In confronto alla prima generazione, il miglioramento della gestione dei consumi della CPU e il passaggio alla tecnologia LCD (display a cristalli liquidi) hanno permesso di ridurre i consumi dei computer iMac in stato di stop e a sistema spento, rispettivamente dell’88% e del 73%.
  • Quando è acceso, Mac mini assorbe solo 25W (considerando che una normale lampadina a incandescenza consuma 60 W), ed è quindi uno dei computer desktop piĂą efficienti al mondo dal punto di vista energetico.
  • Dal 1998, Apple ha ridotto del 70% i consumi a sistema spento in assenza di carico degli alimentatori che accompagnano i computer portatili.

Ecco il grafico relativo all’ultimo esempio riportato:

Apple e l’ambiente: energia

Riciclaggio

Apple dichiara di avere una visione olistica del riciclaggio e della riduzione degli sprechi, ovvero tende a considerare tutte le fasi di vita del prodotto, dalla progettazione, alla fabbricazione, alla vendita e allo smaltimento, come un unico sistema complesso dal quale bisogna ottenere il massimo per la salvaguardia dell’ambiente. Per questo, ad esempio, dal 1994, Apple ha istituito in tutto il mondo una serie di programmi che favoriscono il riciclaggio dei componenti elettronici, evitando l’ingresso in discarica di oltre 9500 tonnellate di apparecchiature. In percentuale sul peso dei prodotti venduti, Apple si sta orientando al fine di raggiungere, nel 2010, quasi il 30% di materiale riciclato:

Apple e l’ambiente: riciclo

Ovviamente il riciclo non si limita al prodotto venduto, ma anche all’interno dell’azienda Apple. E’ curioso notare come non solo la carta per imballaggi, manuali ed altro venga inviata in appositi stabilimenti per i riciclo, arrivando a riciclare fino al 95% del materiale, ma anche la schiuma protettiva viene riutilizzata per produrre nuovi prodotti in schiuma e una gamma di altri materiali, come sottotappeti e sostitutivi del legno, ad esempio modanature e battiscopa).

Cronologia

Per dimostrare che Apple non si è mossa in questa campagna informativa solo a causa delle recenti accuse, ecco una cronologia di alcune pietre miliari del cammino dell’azienda verso la responsabilitĂ  ambientale:

1990 Apple pubblica e implementa la propria politica ambientale.
1991 Eliminazione delle batterie al piombo, in anticipo rispetto alla direttiva europea del 1996.
1992 Eliminazione dei clorofluorocarburi (CFC) nei processi di fabbricazione Apple, come previsto dal Protocollo di Montreal sulle sostanze che impoveriscono lo strato d’ozono.
1992 Apple è fra i fondatori del programma US EPA ENERGY STAR®, volto a identificare e promuovere computer e monitor energeticamente efficienti.
1994 Eliminazione delle batterie al nichel cadmio, in anticipo rispetto alla direttiva europea del 1996.
1995 Eliminazione del PVC nei materiali di packaging.
1996 Avvio del primo programma di ritiro volontario dei prodotti Apple in Germania (espansione graduale in altre regioni).
1996 Primo stabilimento produttivo Apple (Sacramento, California) certificato ISO 14001.
1997 Primi prodotti Apple testati per la conformitĂ  agli standard TCO (confederazione svedese dei dipendenti professionali).
1999 Introduzione dei documenti APES (Apple Product Environmental Specification).
1999 Limitazione dell’uso di piombo e cadmio nei cavi.
2000 Tutti gli stabilimenti di produzione Apple nel mondo sono certificati ISO 14001, il che significa che Apple ha implementato un sistema di gestione ambientale (EMS) per controllare l’impatto delle proprie attività sull’ambiente.
2001 Tutti i computer e i monitor Apple rispettano i requisiti ENERGY STAR®. Una conformità che continua ancora oggi.
2001 Avviata l’eliminazione volontaria del tetrabisfenolo A (TBBA) da tutte la parti plastiche degli chassis di peso superiore a 25 gr.
2002 Attuazione di programmi di ritiro dei prodotti negli Stati Uniti e in Giappone.
2002 Presentazione della Specifica Apple sulle sostanze regolamentate.
2002 Apple firma il Codice di condotta dell’Unione Europea in materia di alimentazione elettrica, creato per incoraggiare i produttori a sviluppare alimentatori che minimizzano i consumi quando i dispositivi sono spenti.
2002 Apple è fra i fondatori del programma americano FEMP (Federal Energy Management Program), che ha introdotto requisiti di efficienza energetica per la modalità “off” dei computer.
2003 Avvio di un’indagine sull’utilizzo di sostanze da parte dei fornitori.
2004 Avvio di uno studio su guaine per cavi e schede per circuiti stampati senza alogeno.
2004 Avviata l’eliminazione delle sostanze oggetto della Direttiva europea in materia di limitazione all’uso di sostanze pericolose (RoHS).
2005 Implementazione del Codice di condotta per i fornitori Apple, che regola i temi della salvaguardia ambientale, la salute, la sicurezza e i diritti umani nella catena di fornitura Apple.
2006 I prodotti Apple sono conformi alla Direttiva europea in materia di limitazione all’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, detta anche direttiva RoHS.

Che la strada per la sostenibilità ambientale sia ancora molto lunga è fuor di dubbio, ma quella imboccata dalla Apple da 18 anni è certamente una strada virtuosa.

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