Archivio del mese di giugno 2008

App Store: apertura il 27 Giugno?

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App Store - Australia

Secondo il piccolo riquadro nella pagina australiana delle caratteristiche dell’iPod touch qui sopra riportato, il negozio online di Apple dedicato alle applicazioni di terze parti per iPhone e iPod touch, l’App Store, aprirà il 27 Giugno prossimo. Questo implica, ovviamente, che il nuovo firmware (il software che gestisce il dispositivo), arrivato alla versione 2.0, verrà rilasciato lo stesso giorno o subito prima (dal momento che solo questo nuovo firmware supporta applicazioni di terze parti). Tale firmware potrà essere installato, presumibilmente a pagamento, anche nei dispostivi in vendita fin’ora.

Fin’ora non è stato dato l’annuncio ufficiale, ma è molto probabile che non si tratti di un errore. Due settimane dopo avverrà il lancio in 23 nazioni del mondo del nuovo modello di iPhone che naturalmente avrà il firmware 2.0 preinstallato.

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    iPhone - vendita in Italia

    Come potete vedere nell’immagine qui sopra riportata, nella pagina relativa all’acquisto dell’iPhone, Apple comunica la possibilità di acquistare il nuovo modello, a partire dall’11 Luglio prossimo, nei negozi Tim e Vodafone. La stessa Vodafone ha poi reso noto, in un comunicato stampa, le modalità di distribuzione.

    Innanzitutto sarà presto possibile già procedere al preordine online. Coloro che sono registrati sul sito ufficiale Vodafone riceveranno un e-mail con i dettagli dell’offerta riguardante sia il modello da 8 Gb che quello da 16. Particolarmente interessante è il secondo paragrafo del comunicato stampa:

    L’iPhone 3G sarà disponibile sia per i clienti con contratto, con un piano tariffario particolarmente semplice, sia per i clienti prepagati, ed includerà un’ampia offerta di traffico dati. [...] I clienti privati che preferiranno i piani tariffari prepagati potranno acquistare l’iPhone da 8GB a € 499 e il modello da 16GB a € 569.

    Di conseguenza, per essere liberi di utilizzare una qualsiasi scheda SIM, senza essere costretti a firmare un contratto (di solito della durata di 18-24), si può acquistare l’iPhone a prezzo pieno. I prezzi di 199 $ e 299 $ (negli USA) per questo nuovo modello di iPhone sono relativi all’unica possibilità che avranno i clienti statunitensi, ovvero quella di stipulare con AT&T un contratto al momento dell’acquisto che sarà possibile solo negli store del carrier e non più nei negozi Apple o nello Apple Store Online.

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    iPhone 3G

    Ecco a voi iPhone 3G. Telefono, iPod e Internet in un veloce dispositivo 3G. Dopo il successo di 6 milioni di iPhone venduti in USA, Regno Unito, Germania, Francia ed Austria, ecco che il nuovo modello sarà disponibile in 23 nazioni, Italia compresa, a partire dall’11 Luglio (ecco l’elenco completo dei Paesi).

    Dalle funzionalità descritte nel sito Apple si evince che un grosso passo avanti in velocità è stato fatto grazie all’introduzione della tecnologia 3G wireless, mentre il GPS, il supporto per Microsoft Exchange ActiveSync e il nuovo App Store (che permetterà di installare una moltitudine di applicazioni e giochi), iPhone 3G sarà sempre più sorprendente. E proprio come il modello originale di iPhone, riunisce tre prodotti in uno: un telefono rivoluzionario, un iPod widescreen e uno straordinario dispositivo Internet per un’esperienza in rete ancora più coinvolgente che su un qualsiasi altro smartphone.

    Un’intera sezione del sito Apple Italia è dedicata al nuovo prodotto e, per un approfondimento di tutte le nuovissime ed esaltanti caratteristiche e tecnologie del nuovo modello di iPhone, vedere la relativa sezione Caratteristiche.

    Sarà disponibile in due tagli, da 8 GB e da 16 (rispettivamente a 199 $ e 299 $ nel mercato USA), e in 2 colorazioni del retro in materiale plastico: nero o bianco.

    iPhone 3G - nero

    iPhone 3G - bianco

    Qui di seguito riportiamo le specifiche tecniche:

    • Dimensioni display: 3,5″ (diagonale)
    • Risoluzione: 480×320 pixel (163ppi)
    • Metodo di input: Multi-Touch
    • Capacità: 8GB e 16GB
    • Cellulare:UMTS/HSDPA (850, 1900, 2100MHz) e GSM/EDGE (850, 900, 1800, 1900MHz)
    • Dati wireless: Wi-Fi (802.11b/g), UMTS/HSDPA (850, 1900, 2100MHz), EDGE (850, 900, 1800, 1900MHz) e Bluetooth 2.0+EDR
    • GPS: Assisted-GPS
    • Fotocamera: 2,0 megapixel
    • Batteria: Autonomia in conversazione: fino a 5 ore in 3G; fino a 10 ore in 2G; Autonomia in standby: fino a 300 ore; Utilizzo di Internet: fino a 5 ore in 3G; fino a 6 ore in Wi-Fi; Riproduzione video: fino a 7 ore; Riproduzione audio: fino a 24 ore
    • Dimensioni: 115,5 x 62,1 x 12,3 mm
    • Peso: 133 grammi

    La confezione dell’iPhone 3G conterrà gli auricolari stereo con microfono, un alimentatore USB, un cavo da connettore dock a USB, la documentazione, un panno per la pulizia e una graffetta per la rimozione della scheda SIM.

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    Apple Store - Back soon

    Come di consueto, nell’imminenza della presentazione di nuovi prodotti Apple, gli Store online vengono messi momentaneamente offline, di solito fino alla fine del Keynote che inizierà alle ore 19 (ora italiana). Non ci resta che attendere qualche ora prima di scoprire quali novità Jobs e la Apple ci abbiano riservato. Stay tuned!

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    Inventors: Jobs; Steven P.; (Palo Alto, CA) ; [...]

    Un’ulteriore prova, sei mai ce ne fosse stato bisogno, della mai sopita vena inventiva del fondatore della Apple.

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    Quasi ogni evento della timeline contiene anche il video che immortala il momento in cui Jobs pronunciò la fatidica frase e in cui venne presentato il prodotto. Ecco la lista completa:

    • 6 Maggio 1998: l’iMac originale
    • 21 Luglio 1999: l’iBook originale (Macworld Expo New York)
    • 5 Gennaio 2000: Annunciato OS X (Macworld Expo San Francisco)
    • 19 Luglio 2000: il Cube G4 (Macworld Expo New York)
    • 23 Ottobre 2001: l’iPod originale (Cupertino)
    • 7 Gennaio 2002: l’iMac G4 (Macworld Expo San Francisco)
    • 15 Maggio 2002: OS X 10.2 (WWDC)
    • 8 Gennaio 2003: Powerbook a 17″ (Macworld Expo San Francisco)
    • 23 Giugno 2003: il PowerMac G5 e le ‘iApp’ (WWDC)
    • 6 Gennaio 2004: iPods colorati (Macworld Expo San Francisco)
    • Giugno 28, 2004: i Cinema Display (WWDC)
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    • 9 Gennaio 2007: l’iPhone (Macworld Expo San Francisco)
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    fseventer - screenshot

    Sfruttando le stesse API di Spotlight, l’applicazione freeware fseventer è in grado di monitorare e visualizzare anche graficamente tutte le modifiche effettuate al filesystem ovvero, in poche parole, segnalarci qualunque file o cartella abbia subito una modifica dal momento in cui è stato fatto partire il monitoraggio.

    Un esempio dell’uso di fseventer è la determinazione di quali file sono stati cambiati da un’installazione di una applicazione o dalla modifica di una preferenza. Il tutto viene visualizzato tramite una chiara rappresentazione grafica. Per funzionare richiede Mac OS X 10.4 o superiore (quindi Tiger o Leopard) e richiede l’insierimento della password di amministratore.

    fseventer - screenshot

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    Nonostante i sempre più grandi sensori CCD o CMOS delle moderne fotocamere digitali abbiano un incidenza percentuale sempre molto bassa in fatti di pixel bruciati, e nonostante sia relativamente semplice eliminarli in fase di post-produzione, è sempre noioso ritrovarsi con un prodotto che, magari subito dopo l’acquisto, presenta subiti tali difetti.

    Per Mac non esiste ancora un software che analizzi un’immagine di prova ottenuta al buio completo per poi indicare la posizione dei dead pixel (pixel morti) e degli hot pixel (pixel caldi) che corrispondono rispettivamente a pixel che risultano sempre accessi (o sempre spenti) in qualsiasi condizione di scatto e pixel che sono sovrasensibili e inviano un segnale errato in caso di lunghe esposizioni o alti valori ISO.

    Individuare i pixel difettosi su Mac

    In realtà, con applicazioni come Photoshop è abbastanza facilmente possibile anche su Mac ottenere informazioni su tali pixel. Prendendo come spunto i valori di soglia che il software Dead Pixel Test prende in considerazione (ovvero 60 per gli hot pixel e 250 per i dead pixel, su un massimo valore di luminosità di 255), è sufficiente consultare l’istogramma di Photoshop per avere un’idea della salute del proprio sensore d’immagine.

    Preparare un’immagine RAW per il test

    Per procedere correttamente, bisogna innanzitutto preparare un’immagine RAW con le giuste precauzioni. Un buon esempio può essere il seguente:

    • Fotocamera in modalità manuale
    • Obiettivo con autofocus in modalità manuale e con il coperchio inserito
    • Coperchio dell’oculare inserito
    • Tempo di posa ad un secondo
    • Sensibilità ISO a 1600
    • Qualità in modo RAW
    • Fotocamera in un ambiente buio

    La fotografia deve essere fatta a sensore “freddoâ€, cioè deve essere la prima fatta dopo avere acceso la fotocamera, se viene scattata erroneamente prima di scattare una foto per il
    test aspettare almeno un paio di minuti. (fonte)

    Conversione del file RAW

    Se è necessario convertire il file da RAW a TIFF (nel caso si voglia utilizzare Dead Pixel Test o non si abbia il plug-in Camera RAW per Photoshop) si può usare il software normalmente incluso nel CD di Utility incluso nelle confezioni della maggior parte delle fotocamere digitali (per le Canon, ad esempio, si può usare Digital Photo Professional, avendo cura di impostare a zero tutte le regolazioni, nitidezza compresa, prima dell’esportazione in TIFF a 8 o 16 bit).

    Una conversione da RAW a TIFF può essere fatta anche con iPhoto, importando i file RAW direttamente dalla fotocamera digitale e poi esportandole in TIFF col comando Archivio>Esporta… impostando Tipo a TIFF e la dimensione al 100%. In iPhoto è presente un Istogramma ma i valori sono poco utilizzabili per questo tipo di test. Anche Aperture 2 ha un Istogramma poco usabile allo scopo ma permette di esportare i file RAW in TIFF potendo scegliere il formato a 8 o 16 bit (dal menu File>Export>Version per poi scegliere TIFF come Export Preset).

    Analisi dell’immagine con Photoshop

    Ottenuto il file TIFF, o comunque aperto il file RAW, su Photoshop è possibile semplicemente selezionare quella parte di Istogramma che va da 60 fino a 255 (l’estrema destra del grafico) per vede immediatamente in basso il conteggio dei pixel che si discostano di almeno 60 dal valore 0 (ovvero quello atteso per un esposizione al buio completo). Se si ottiene un conteggio superiore a zero significa che alcuni pixel sono caldi o morti. Per ottenere un’indicazione della posizione di tali pixel (senza doverli cercare a mano), si possono eseguire le seguenti operazioni:

    • selezionare lo strumento Bacchetta Magica (Magic Wand tool) premendo W
    • impostare il valore di tolleranza a 60
    • cliccare in una zona qualsiasi (ma non su un pixel bruciato) dell’immagine
    • premere Comando-Maiuscolo-I per invertire la selezione (o dal menu Selezione)
    • dal menu Livello, selezionare Nuovo livello via Copy
    • nella palette dei livelli, fare doppio click sul livello appena creato per accedere alle opzioni
    • attivare Stroke selezionando una misura di circa 30 px e cliccare su OK

    A questo punto nell’immagine saranno evidenziate in rosso le posizioni degli hot e dead pixel. Ovviamente potete automatizzare l’operazione, se dovete applicarla su molte fotografie, registrando una Azione.

    Da sottolineare che, se ingrandite la zona segnalata in rosso e poi togliete la visibilità al nuovo livello, vedrete come di solito un pixel centrale molto caldo è circondato da pixel a forma di stella, anch’essi caldi anche se in misura minore.

    Cosa fare se ci sono molti hot e dead pixel?

    I centri assistenza delle varie case costruttrici delle fotocamere digitali sono attrezzati per risolvere tali problemi, ad esempio rimappando il sensore, ovvero escludendo i pixel difettosi e inserendo nell’immagine un valore di luminosità interpolato dai pixel adiacenti ma funzionanti.

    Per chi possiede una Canon EOS, ecco un ottimo suggerimento (testato e perfettamente funzionante sulla nuova Canon EOS 450D):

    • Mettere il coperchio all’obiettivo e all’oculare.
    • Accendere la fotocamera in modalità manuale
    • Impostare ISO 800
    • Nel menu, recarsi Pulizia Sensore e selezionare Pulisci manualmente (che alzerà lo specchio senza memorizzare alcuna immagine)
    • Lasciare alzato lo specchio per circa un minuto
    • Spegnere la macchina (in questo modo lo specchio ritorna in posizione)

    Rifacendo lo scatto di prova descritto a inizio articolo, si può notare un netto miglioramento (fonte). Nel test da me effettuato gli hot pixel sono scesi da 14 a 1.

    Mutatis mutandis, tale metodo può funzionare su molti dei moderni modelli di fotocamere digitali. E’ bene ricordare però, che in molti casi, anche 50 hot pixel non sono niente di particolarmente preoccupante, visto che ormai i sensori arrivano almeno a 10 milioni di pixel (con una incidenza, quindi di sole 5 parti per milione). Canon, ad esempio, garantisce nella EOS 450D il 95% di pixel funzionanti, ovvero un massimo di 610mila pixel difettosi su 12,2 milioni. A parte casi straordinari, come l’astrofotografia ad esempio, non dovremmo preoccuparci molto dei pixel difettosi, sempre eliminabili col fotoritocco.

    In conclusione vale sempre il saggio consiglio che

    A volte dovremmo pensare meno e scattare di più

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    PrintFinder

    PrintFinder è un’ottima applicazione freeware che consente di creare una lista dei nomi dei file in una data cartella ed esportarla in un file txt, rtf, pdf, doc, odt, html o di stamparla. L’applicazione, in lingua inglese, consente di listare i file anche nelle sottocartelle della cartella indicata, di elencare anche informazioni dettagliate (secondo le convenzioni Unix), di includere i file invisibili, di applicare un ordinamento alfanumerico discendente e di non fare nessuna differenza fra lettere maiuscole o minuscole (che normalmente, in campo informatico, non sono lo stesso carattere).

    Oltre a consentire un filtro del listato secondo alcune parole chiave, il programma permette di utilizzare un carattere monospaziato (il Courier) per il testo della lista dei file (opzione attivabile tramite le Preferenze.

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