Intervista a Riccardo Improta, fotografo professionista e Mac User

Computime Blog ha intervistato Riccardo Improta, fotografo professionista, docente di fotografia alla Scuola Romana di Fotografia e utente Mac.
Ciao Riccardo, parlaci un po’ della tua professione e del tuo modo di concepire la fotografia.
Che dire… sono elettivamente fotografo paesaggista, specie in via d’estinzione ma non protetta. Parlare del mio modo di concepire la fotografia non può ovviamente prescindere dall’approccio tipico di questo genere. Alla base di tutto c’e’ una forte percezione emotiva dei luoghi, la passione per descriverne l’essenza e tanta pazienza nel ricercare il momento irripetibile. La conoscenza approfondita di strumenti e supporti fa il resto.
Quando hai avuto il primo approccio col mondo delle fotocamere digitali? Quali sviluppi futuri avevi immaginato e quali ti hanno sorpreso?
Sarò sincero: all’inizio c’è stata un sorta di rifiuto. Sensazione comune a tutti coloro che hanno sperimentato a lungo su pellicola; pensavo che tutte le mie esperienze si sarebbero diluite nel nulla. In realtà non è così, ed è per questo che nei miei corsi insegno ancora all’utilizzo del supporto chimico (non parlatemi di fotografia analogica, please….chiamiamola chimica). La pellicola è un mezzo più rigido, ma permette di sperimentare in profondità . Cosa mi ha sopreso del digitale? la qualità finale che può offrire.
Come è stato il tuo primo approccio con il mondo Mac? Eri reduce di un esperienza precedente con Windows?
All’inizio un po’ spiazzante. Sai, dopo anni di Windows cambiare è sempre un po’ traumatico. Ma dopo i primi momenti di imbarazzo è emerso subito come in realtà il mondo Mac sia più semplice, divertente, intuitivo. Insomma si instaura un rapporto uomo-macchina molto più diretto e, se posso dire, più dalla parte dell’uomo che della macchina.
Quali computer, software o altri prodotti Apple ritieni siano strumenti insostituibili per chi si occupa di fotografia?
E’ risaputo, per lavorare le foto ci vogliono macchine potenti. Personalmente uso un Mac Pro Quad-Core 2×3.2 GHz con tanta RAM, 4 HD in configurazione RAID5, una buona scheda video e un Cinema display 30″. Trovo molto utile il MacBook Pro, bellissima macchina.
Descrivici per sommi capi il tuo workflow digitale.
Tanto per cominciare ci vuole molta cura in ripresa. Non è assolutamente vero che in digitale puoi infischiartene dei controlli tecnici, anzi. Così come l’approccio più sbagliato è, proprio per non sbagliare, fare tanti scatti della stessa foto.
Precisato questo, ti illustro come faccio io in location: trasferisco i dati dalla scheda al viewer e faccio subito una copia di sicurezza su HD; trovo il viewer molto comodo perché mi permette di controllare la qualità del lavoro. Quando rientro acquisisco tutti i files sugli HD della workstation, convertendoli in DNG e rinominandoli in modo opportuno, associando già i primi metadati (importantissimi) comuni a tutti i files. Attualmente uso Lightroom, ma trovo Aperture molto interessante. Poi seleziono, confronto e… post-produco.
Nel tuo sito ufficiale vediamo una serie riprese di paesaggi mozzafiato. Quali sono i luoghi in cui la tua creatività si è più facilmente espressa?
Sono molto attratto da tutti quei luoghi dove gli elementi prendono il sopravvento; mi piace cogliere l’essenza delle realtà in cui mi affaccio, cercando di esaltarne la forza emotiva e di renderla istintivamente condivisibile a chi osserva il mio lavoro.
Ringraziamo Riccardo Improta per il tempo concessoci e per aver condiviso con noi alcuni aspetti della sua passione.
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