Secondo un sondaggio di ChangeWave Research, Apple è l’azienda che riesce a creare la maggiore soddisfazione nei suoi clienti che acquistano computer fissi o portatili.
Nonostante il calo globale dell’economia, tra tutti quelli che ChangeWave Research ha intervistato e che avevano intenzione di comprare un computer portatile, ben il 30% ha dichiarato di preferire un Apple, staccando HP di 4 punti e Dell di 8.
Ai rispettivi clienti, ChangeWave Research ha chiesto il grado di soddisfazione una volta usato il computer acquistato. In questo Apple si è rivelata, come già negli anni passati, leader della soddisfazione con un ottimo primo posto all’81% di soddisfazione. i risultati delle aziende che producono PC, per contro, si fermano al 67% di Asus (il migliore) fino a scendere ad un poco lusinghiero 50% di Lenovo.
A questo si può aggiungere la considerazione che, in base agli andamenti consolidati, gli utenti che acquistano un Apple Macintosh sono per il 50% switcher che prima usavano Windows e quindi rappresentano un termometro molto importante per testare le qualità e la semplicità del sistema Mac OS X e del parco macchine Apple. Viceversa, la scarsa soddisfazione degli utenti PC/Windows è sintomo di una classe di utenza più che altro costretta (spesso per motivi di scelte aziendali) ad utilizzare prodotti Microsoft e quindi impossibilitati, o quasi, a prendere in considerazione ipotesi diverse e migliori come i Mac.
A quest’ultimi non ci rimane che ricordare che su i Mac gira anche Windows XP e Windows Vista, grazie a Boot Camp.
In questo video possiamo assistere alla fase cruciale del primo keynote di Steve Jobs in cui fu presentato il capostipite dei computer Macintosh, di cui abbiamo parlato pochi giorni fa, in occasione del 25esimo anniversario.
Un computer che, seppur con una dotazione hardware che oggi farebbe sorridere (ne abbiamo parlato giusto un anno fa, in occasione del 24esimo compleanno), permetteva al Mac di fare cose eccezionali non solo per l’epoca. Come il sintetizzatore vocale, che permetteva (e permette tutt’oggi) al Mac di parlare. Ecco il testo originale (che potete ascoltare dal minuto 3:07 nel video iniziale) e la traduzione:
Hello, I am Macintosh. It sure is great to get out of that bag!
Unaccustomed as I am to public speaking, I’d like to share with you a maxim I thought of the first time I met an IBM mainframe: Never trust a computer that you can’t lift!
Obviously, I can talk, but right now I’d like to sit back and listen. So it is with considerable pride that I introduce a man who has been like a father to me… Steve Jobs!
Ciao, sono un Macintosh. E’ sicuramente una gran cosa uscire da questa borsa!
Così come è insolito che io parli in pubblico, mi piacerebbe condividere con voi una massima che ho pensato di la prima volta ho incontrato un mainframe IBM: Mai fidarsi di un computer che non puoi sollevare!
Ovviamente, posso parlare, ma ora vorrei tornare a sedermi ed ascoltare. Così è con grande orgoglio che presento un uomo che è stato come un padre per me … Steve Jobs!
Se volete sentire il vostro Mac pronunciare lo stesso messaggio potete selezionare il testo in inglese e andare sul menu Safari>Servizi>Voce>Inizia riproduzione testo (dopo aver controllato che la voce di sistema sia quella di Fred, l’erede della voce originale, da Preferenze di Sistema>Voce)
Ogni scheda dei computer Mac più recenti include informazioni di Benchmark per confrontare facilmente le prestazioni fra differenti opzioni di configurazione di uno stesso modello o per confrontarlo con altri modelli. Nella sezione Notes della scheda del prodotto, inoltre, sono inclusi una serie di link utili a pagine web che trattano del prodotto in questione, come ad esempio la pagina Apple dei manuali in PDF.
MacTracker mantiene aggiornate tutte queste informazioni tramite internet ma è anche possibile segnalare errori od omissioni tramite il pulsante a forma di bug in alto a destra di ogni scheda.
Il programma è in lingua inglese e di default usa unità di misura anglosassoni e prezzi in dollari. Questo è modificabile tramite le preferenze dell’applicazione cliccando sul menu MacTracker>Prefereces…>General e cambiando le opzioni Units e Currency. L’applicazione è organizzata con una libreria nella barra di sinistra ed alcune playlist che comprendono una divisione per tipologia (Desktop, Notebooks, Servers, Devices e Software) ed una Timeline con i prodotti catalogati per anno di produzione:
Molte sono le curiosità di questa applicazione. Per ogni computer Mac, ad esempio, è possibile non solo vederne un’immagine ma anche sentire il suono che viene riprodotto quando viene acceso (cliccando su Startup Chime nella scheda del computer) oppure quando viene spento (in alcuni modelli, Death Chime). Se non volete sfogliare tutta la libreria potete aprire il pacchetto dell’applicazione (cliccando con il tasto destro sull’icona del programma nella cartella Applicazioni e scegliendo Mostra contenuto pacchetto) ed entrare nella cartella Contents/Resources/Chimes per i suoni, mentre Icons e Images contengono le immagini dei vari prodotti.
E’ anche possibile catalogare il proprio Mac. Innanzitutto esiste nella barra di sinistra una sezione chiamata This Mac che fornisce il nome del Mac su cui gira il programma (nel caso venga fornito più di un modello, permette di accedere a System Profiler per accertarsi del modello in uso). Una volta capito esattamente che modello si possiede (a volte non è facile, dal momento che esistono già 5 versioni di MacBook), possiamo andare nella scheda My Models e aggiungere (tramite il + in basso) il nostro Mac cercandone il nome:
Una volta aggiunto il proprio Mac si avrà a disposizione una scheda personalizzabile in cui viene inserito automaticamente il numero di serie della macchina (se è quella attualmente in uso) e può essere inserita la data di acquisto e la scadenza della garanzia (data che può essere automaticamente inclusa in iCal).
MacTracker è quindi una completa enciclopedia dei prodotti Apple, utilissima per gli appassionati ma anche per gli addetti ai lavori che vogliono trovare preziose informazioni in pochi secondi grazie anche alla ricerca istantanea in alto a destra, nella schermata principale, che permette di cercare un prodotto per nome, identificativo, numero di modello, codice d’ordine, processore e tipo di RAM. Se queste ricerche non fossero sufficienti si può ricorrere ad una Power Search oppure alla creazione di Smart Categories, ovvero elenchi di prodotti che rispondono a particolari criteri di ricerca, aggiornati automaticamente.
In assistenza Computime ci è capitato nei scorsi giorni proprio un Macintosh Classic da riparare e ne abbiamo potuto apprezzare le ottime caratteristiche (per l’epoca), anche se la forma del case ne limitò lo sviluppo.
Il Macintosh Classic aveva un processore, il Motorola 68000, con una frequenza di ben 8 MHz (ovvero era in grado di compiere 8 milioni di operazioni al secondo, contro gli attuali 2 miliardi, nei Mac della stessa fascia di prezzo). La memoria RAM di 1 MB è mille volte inferiore agli attuali 1-2 GB tipici. Lo schermo era a tubo catodico, monocromatico a 9″, con risoluzione 512×384. Il computer era provvisto di una uscita audio a 8 bit, 2 porte seriali, un drive floppy disk: da 1.44 MB e un hard disk SCSI da 40 MB (2mila volte meno capienti dei corrispondenti attuali, con tecnologia IDE).
In tutto questa apparecchiatura consumava 76 Watt e aveva un peso di 7.3 kg. Le dimensioni erano 33.5 x 24,6 x 24,5 cm. Il sistema operativo caricato dalla fabbrica era System Software 6.0.7 (uno dei primi provvisti di multitasking cooperativo).
In questa foto possiamo vedere la scheda madre con indicati i principali componenti, le porte e i connettori:
In quest’altra immagine si vede il retro del Macintosh Classic:
Qui invece è visibile l’interno del Macintosh Classic compreso il tubo catodico del monitor, la scheda madre, il floppy disk (il parallelepipedo grigio sulla sinistra) e il circuito di alimentazione (sul fondo):
In queste ultime due immagini si possono vedere l’hard disk SCSI da 40 MB e il floppy disk con estrazione automatica del disco: