Ieri si è svolto l’Educational Event (qui per rivederlo in streaming) organizzato da Apple al Guggenheim Museum di New York: una rivoluzione nell’ambito dell’editoria scolastica. Sono stati presentati infatti la seconda versione iBooks per iPad e iPhone, iBooks Author per Mac e l’app iTunes U, sempre per iOS.
Queste tre nuove applicazioni, infatti, costituiscono il fulcro dell’idea di condivisione della conoscenza di Apple. iBooks Author è una applicazione che rende semplicissimo creare libri di testo interattivi, multi-touch e strutturati meglio di come un editore potrebbe mai fare con gli strumenti tradizionali. iBooks 2 è compatibile con questi nuovi libri interattivi e ospita al suo interno una sezione dedicata ai libri scolastici (negli USA, all’incredibile prezzo massimo di $ 14,99). Ma non solo libri scolastici possono essere pubblicati tramite iTunes di Apple.
E poi c’è iTunes U, il canale accademico di condivisione di lezioni e conferenze su i più disparati argomenti, ora in una App dedicata che permette di sottoscriversi ai corsi gratuiti di tutto il mondo.
Con la possibilità di consultare le classifiche per corsi e raccolte, potete scoprire le lezioni più interessanti messe online dalle università più prestigiose.
Come ha dimostrato negli anni, anche tramite i famosi sconti Education, Apple è in prima linea nella diffusione del sapere e nella semplificazione di tale diffusione.
Con i favolosi contenuti creabili con iBooks Author, scaricabili con iBooks 2 e con le lezioni video di iTunes U, studiare non è mai stato così bello.
Ah, dimenticavo: iBooks 2, iBooks Author e iTunes U sono tutte e tre applicazioni completamente gratuite.
«GENIO ASSOLUTO» – «È stato un genio assoluto – commenta in via Morgagni, a due passi dalla Sapienza, Francesca Piroli, 22 anni, studentessa di informatica, che ha appena acquistato una cover arancione per Ipad 2 – E un esempio da seguire, ha rivoluzionato il modo di comunicare». Il viavai (come al solito) è continuo davanti agli negozi della Capitale che vendono Macintosh. Tutti sanno della scomparsa del fondatore della Apple di Cupertino: un universo multiforme, e trasversale, quello dei “mac users†che giovedì ha rivolto l’ultimo saluto a Steve Jobs.
Ieri è morto Steve Jobs, una delle menti più geniali e creative che il mondo dell’informatica abbia mai conosciuto. Inventore del Mac, dell’iPod, di iPhone e iPad, lascia a noi e alla sua Apple, fondata il primo Aprile 1976 con Steve Wozniak e Ronald Wayne, una enorme eredità . Una eredità non solo di prodotti e tecnologie, ma anche di filosofia e di un nuovo modo di vedere il mondo.
Riguardo la rivoluzione dei personal computer, da lui lanciati alle masse, disse:
Il computer per me è semplicemente lo strumento più straordinario che abbiamo mai elaborato. E’ l’equivalente di una bicicletta per le nostre menti.
Il punto più alto e illuminato della sua vita, almeno nella parte pubblica di essa, è stato probabilmente il discorso agli studenti di Stanford in cui disse:
La morte è molto probabilmente la migliore invenzione della vita. È l’agente di cambiamento della vita. Spazza via il vecchio per fare posto al nuovo (…) Il tempo a vostra disposizione è limitato, per cui non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro.
Ecco, vogliamo ricordarlo con quel discorso completo, sottotitolato in italiano:
Per partecipare è sufficiente essere iscritti alla pagina Facebook di Computime, cliccare sul “Mi piace” di questa foto e parlare di questo concorso sulla propria pagina personale (mettendo un link a questo post).. facile, no?
Aldo Grasso, giornalista del Corriere della Sera, spiega il proprio punto di vista sulle inaugurazioni degli Apple Store. Ecco l’articolo tratto dal sito corriere.it:
Il video dell’inaugurazione dell’Apple Store di Bologna, visibile su YouTube, crea qualche turbamento: sembra l’apertura di una jeanseria, un raduno di fanatici new age, l’adunata per la presentazione di una squadra di calcio di serie B. Entusiasmo, esaltazione, riti mercantili da centro commerciale: si vedono, per esempio, gli impiegati dello Store, tutti rigorosamente in t-shirt azzurra con la mela morsicata in primo piano, saltare e gridare «Tutti all’Apple Stooore, tutti all’Apple Stooore», come se la loro immagine provenisse da vecchie tv locali, quando Guido Angeli gridava «Provare per credere!» nello spot di Aiazzone o Giorgio Mendella organizzava i raduni di «Retemia» o Virgilio Degiovanni incitava le folle di «Millionaire». Una cosa inimmaginabile fino a poco tempo fa. Insomma, si fa fatica a capire cosa c’entri tanto fervore popolare con l’«emozione Apple» nata da uno slogan che invitava a pensare in maniera differente, «Think different», e presto diventata una sorta di religione per pochi, un culto di nicchia.
Apple non è solo uno di quei brand conosciuti in tutto il mondo, ha anche un’identità così forte che non ha bisogno di alcun testimonial: ogni utente Apple diventa, suo buongrado, garante del prodotto. A poco a poco Apple si è trasformato in una brand community, un mondo a parte – il Mondo Mac – dove si entra come normali consumatori e si esce come protagonisti di un nuovo Rinascimento, il migliore dei mondi virtuali.
Privilegiati o sfigati? Le immagini dell’apertura degli Apple Store in Italia sembrano parlare un linguaggio differente, lo stesso linguaggio che accompagna gli oggetti piegati a un pubblico mainstream dopo una lunga incubazione nell’eccellenza. Insomma, è come riuscire a visualizzare la sensazione di chi passa dalla griffe al tarocco, di chi indossa impropriamente un capo firmato. Del resto, mentre a New York e Londra gli Apple Store sono al centro della città , in Italia devono accontentarsi anche dei centri commerciali.
Ma l’aspetto più interessante è un altro ancora. L’uscita di scena di Steve Jobs è stata letta da molti osservatori in chiave cristologica; qui, invece, ci troviamo nella fase declinante del proselitismo, come se le parole del profeta o del guru si fossero già cristallizzate in una dottrina di massa. Ha scritto giustamente Stefano Pistolini: «Il computer non poteva essere mero progetto commerciale. Doveva essere una fede. Un destino, non un bisogno. Aspirazione non strumento. Partendo da questa cognizione, Steve Jobs, ventenne spiantato, dopo un’adolescenza turbolenta, fondò la stella-madre del Mondo Mac: la Apple, la Mela. Simbolo esoterico, apparso nella testa di Jobs che da ragazzo rimase colpito dall’etichetta dei dischi dei Beatles che, quando ebbero una società , la chiamarono Apple (transfert di grandeur)».
Passare dal famoso discorso all’Università di Stanford nel 2005, dove Steve spronava i giovani laureati spiegando loro che «il vostro tempo è limitato, quindi non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altri. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui lasci affogare la vostra voce interiore» e concludeva, da vero visionario, «Stay hungry, stay foolish» (siate affamati, siate folli), insomma passare da un progetto di vita alle urla belluine dei commessi che gridano «Tutti all’Apple Stooore», il passo è lungo. Non facile da elaborare.
Ecco la lettera integrale con cui Steve Jobs ha dato le dimissioni da Amministratore Delegato di Apple inc.:
To the Apple Board of Directors and the Apple Community:
I have always said if there ever came a day when I could no longer meet my duties and expectations as Apple’s C.E.O., I would be the first to let you know. Unfortunately, that day has come.
I hereby resign as C.E.O. of Apple. I would like to serve, if the Board sees fit, as Chairman of the Board, director and Apple employee.
As far as my successor goes, I strongly recommend that we execute our succession plan and name Tim Cook as C.E.O. of Apple.
I believe Apple’s brightest and most innovative days are ahead of it. And I look forward to watching and contributing to its success in a new role.
I have made some of the best friends of my life at Apple, and I thank you all for the many years of being able to work alongside you.
Steve
Ecco la traduzione pubblicata su ilPost.it:
Al Consiglio di Amministrazione Apple e alla Comunità Apple:
Ho sempre detto che se fosse mai arrivato il giorno in cui io non fossi stato più in grado di rispettare i miei obblighi e le aspettative come CEO di Apple, sarei stato il primo a farvelo sapere. Sfortunatamente quel giorno è arrivato.
Ora mi dimetto da CEO di Apple. Mi piacerebbe essere utile, se il Consiglio di Amministrazione lo ritiene opportuno, come Presidente del Consiglio, membro dello stesso e impiegato Apple.
Per quanto riguarda il mio successore, raccomando vivamente che mettiamo in atto il nostro piano di successione e nominiamo Tim Cook come CEO di Apple.
Io credo che i giorni più luminosi e innovativi di Apple debbano ancora venire. E non vedo l’ora di guardare e contribuire al suo successo in un nuovo ruolo.
Ho stretto alcune delle mie più grandi amicizie nella mia vita in Apple, e vi ringrazio tutti per i molti anni in cui sono riuscito a lavorare al vostro fianco.
Una delle novità più inaspettate dell’evento di ieri sera, Back to the Mac, è la presentazione di 4 nuovi modelli di MacBook Air: 2 con al classica diagonale del display di 13,3″ e 2 di solo 11,6″. Ecco le caratteristiche tecniche e i prezzi:
11″: 64GB
Processore Intel Core 2 Duo a 1,4GHz
2GB di memoria
Unità di memoria flash da 64GB
Grafica Nvidia GeForce 320M
Prezzo: € 999,00
11″: 128GB
Processore Intel Core 2 Duo a 1,4GHz
2GB di memoria
Unità di memoria flash da 128GB
Grafica Nvidia GeForce 320M
Prezzo: € 1.149,00
13″: 128GB
Processore Intel Core 2 Duo a 1,86GHz
2GB di memoria
Unità di memoria flash da 128GB
Grafica Nvidia GeForce 320M
Prezzo: € 1.299,00
13″: 256GB
Processore Intel Core 2 Duo a 1,86GHz
2GB di memoria
Unità di memoria flash da 256GB
Grafica Nvidia GeForce 320M
Prezzo: € 1.599,00
Come si può notare, tutti i modelli sono forniti di memoria flash, di processore Core 2 Due e di scheda grafica nVidia GeForce 320M. In particolare le memorie flash non sono rinchiuse nel loro chassis ma connesse direttamente alla scheda madre, per guadagnare lo spazio per far posto a delle ancor più capienti batterie. L’autonomia, infatti, è salita a 5 ore per i modelli da 11 pollici e 7 ore per quelli da 13.
Durante l’evento Back to the Mac di ieri sera, Steve Jobs ha presentato la nuova versione del sistema operativo Apple. Si tratta di Mac OS X 10.7, soprannominato Lion. Fra le principali novità troviamo una forte influenza dai sistemi iOS, quelli per iPhone e iPad.
Come Steve Jobs ha sottolineato, Lion prenderà il meglio dalle piattaforme multitouch di Apple tra cui:
il salvataggio automatico
l’apertura a tutto schermo delle applicazioni
la schermata Home, che in Lion si chiamerà Launchpad
Apple ha presentato i nuovi iPod shuffle, nano e touch durante l’evento Media Event di San Francisco. Durante il Keynote di Steve Jobs, trasmesso per la prima volta in diretta in streaming, sono state illustrate le principali novità .
iPod shuffle: il nuovo iPod shuffle è piccolissimo, solo 3×3 cm, compresa la clip per appenderlo ai vestiti. non è stato facile migliorare iPod shuffle ma Apple ci è riuscita unendo i tasti presenti nel penultimo modello e il VoiceOver dell’ultimo modello. Il risultato è stato un piccolissimo iPod shuffle, che ha autonomia di 15 ore di musica. iPod shuffle ha una capacità di 2GB in 5 colori, a prezzo di € 55.
iPod nano: anche iPod nano ha ora il multi-touch di Apple, come iPhone, iPod touch, e iPad, con un display di 1,54 pollici. iPod nano è anche il 46% più piccolo e il 42% più leggero rispetto alla precedente generazione, e possiede una clip per essere fissato ai vestiti. Conserva la radio FM ma perde la videocamera. Autonomia: 24 ore di musica. 169 € per la versione da 8 GB, 199 per quella da 199.
iPod touch: il nuovo modello di iPod touch ha il bellissimo Retina Display di iPhone 4, una risoluzione superiore a quella dell’occhio umano, il giroscopio a 3 assi, che migliora l’esperienza di gioco, e FaceTime, ovvero la videochiamata via Wifi, grazie alle due fotocamere ora incluse in iPod touch. iPod touch è disponibile a € 239 da 8 GB, € 309 da 32 GB e € 409 da 64 GB.
Apple ha appena aggiornato la sua linea di iMac includendo i nuovi processori Intel Core i3, i5 e i7 che si basano su un’architettura evoluta e fissano nuovi standard per le prestazioni di iMac. Una grafica più potente, con le ATI Radeon HD 4670, HD 5670 e HD 5750, è perfetta per i giochi, le foto e le applicazioni 3D.
Gli schermi sono rimasti da 21,5″ o 27″ in formato widescreen 16:9 con risolizione full HD.oltre alla tastiera wireless e il Magic Mouse, da oggi è possibile avere con iMac anche il nuovo Magic Trackpad, di cui parleremo in un articolo a parte.
Ecco le schede tecniche e i prezzi di questi nuovissimi iMac:
iMac 21,5″ con processore Intel Core i3 a 3,06 GHz:
4GB di Memoria RAM DDR3
ATI Radeon HD 4670 con 256MB
disco rigido da 500GB
SuperDrive 8x
slot SDXC SD Card;
Porte USB e  FireWire 800;
tastiera Apple e Magic Mouse wireless
Prezzo: 1.199 €
iMac 21,5″ con processore Intel Core i3 a 3,2 GHz
4GB di Memoria RAM DDR3
ATI Radeon HD 5670 con 512MB
disco rigido da 1 TB
SuperDrive 8x
Porte USB e FireWire 800;
slot SDXC SD Card;
tastiera Apple e Magic Mouse wireless
Prezzo: 1.499 €
iMac 27″ con processore Intel Core i3 a 3,2 GHz
4GB di Memoria RAM DDR3
ATI Radeon HD 5670 con 512 MB
disco rigido da 1 TB
SuperDrive 8x
Porte USB e FireWire 800;
slot SDXC SD Card;
tastiera Apple e Magic Mouse wireless.
Prezzo: 1.699 €
iMac 27″ con processore Intel Core i5 a 2,8 GHz (o i7 a 2,93 GHz)