MacTracker è una piccola applicazione freeware per Mac OS X (ma anche per Windows XP/Vista e per iPod classic/iPod nano) che fornisce principalmente informazioni dettagliatissime su ogni computer Macintosh che sia mai stato prodotto, tra cui: velocità del processore, memoria, unità ottiche, schede grafiche, versione di Mac OS supportata, opzioni di espansione. Ma non è tutto, perché MacTacker X include anche informazioni sui mouse Apple, le tastiere, i monitor, le stampanti, gli scanner, le fotocamere digitali, iPod, Apple TV, iPhone, basi Wi-Fi, Newton, e tutte le versioni di Mac OS rilasciate:
Ogni scheda dei computer Mac più recenti include informazioni di Benchmark per confrontare facilmente le prestazioni fra differenti opzioni di configurazione di uno stesso modello o per confrontarlo con altri modelli. Nella sezione Notes della scheda del prodotto, inoltre, sono inclusi una serie di link utili a pagine web che trattano del prodotto in questione, come ad esempio la pagina Apple dei manuali in PDF.
MacTracker mantiene aggiornate tutte queste informazioni tramite internet ma è anche possibile segnalare errori od omissioni tramite il pulsante a forma di bug in alto a destra di ogni scheda.
Il programma è in lingua inglese e di default usa unità di misura anglosassoni e prezzi in dollari. Questo è modificabile tramite le preferenze dell’applicazione cliccando sul menu MacTracker>Prefereces…>General e cambiando le opzioni Units e Currency. L’applicazione è organizzata con una libreria nella barra di sinistra ed alcune playlist che comprendono una divisione per tipologia (Desktop, Notebooks, Servers, Devices e Software) ed una Timeline con i prodotti catalogati per anno di produzione:
Molte sono le curiosità di questa applicazione. Per ogni computer Mac, ad esempio, è possibile non solo vederne un’immagine ma anche sentire il suono che viene riprodotto quando viene acceso (cliccando su Startup Chime nella scheda del computer) oppure quando viene spento (in alcuni modelli, Death Chime). Se non volete sfogliare tutta la libreria potete aprire il pacchetto dell’applicazione (cliccando con il tasto destro sull’icona del programma nella cartella Applicazioni e scegliendo Mostra contenuto pacchetto) ed entrare nella cartella Contents/Resources/Chimes per i suoni, mentre Icons e Images contengono le immagini dei vari prodotti.
E’ anche possibile catalogare il proprio Mac. Innanzitutto esiste nella barra di sinistra una sezione chiamata This Mac che fornisce il nome del Mac su cui gira il programma (nel caso venga fornito più di un modello, permette di accedere a System Profiler per accertarsi del modello in uso). Una volta capito esattamente che modello si possiede (a volte non è facile, dal momento che esistono già 5 versioni di MacBook), possiamo andare nella scheda My Models e aggiungere (tramite il + in basso) il nostro Mac cercandone il nome:
Una volta aggiunto il proprio Mac si avrà a disposizione una scheda personalizzabile in cui viene inserito automaticamente il numero di serie della macchina (se è quella attualmente in uso) e può essere inserita la data di acquisto e la scadenza della garanzia (data che può essere automaticamente inclusa in iCal).
MacTracker è quindi una completa enciclopedia dei prodotti Apple, utilissima per gli appassionati ma anche per gli addetti ai lavori che vogliono trovare preziose informazioni in pochi secondi grazie anche alla ricerca istantanea in alto a destra, nella schermata principale, che permette di cercare un prodotto per nome, identificativo, numero di modello, codice d’ordine, processore e tipo di RAM. Se queste ricerche non fossero sufficienti si può ricorrere ad una Power Search oppure alla creazione di Smart Categories, ovvero elenchi di prodotti che rispondono a particolari criteri di ricerca, aggiornati automaticamente.
L’EyeTV Diversity della Elgato è un sintonizzatore TV a forma di pen drive USB che permette di vedere la televisione sul proprio Mac. E’ sufficiente collegarla all’antenna di casa, oppure ad una o due delle piccole antenne incluse nella confezione, per vedere con un’ottima definizione i canali della tv del digitale terrestre. Il pluripremiato software EyeTV è utilizzabile anche con molti altri sintonizzatori tv, anche di case produttrici concorrenti alla Elgato.
EyeTV Diversity è la prima applicazione della tecnologia Diversity technology in un sintonizzatore TV per Mac. In modalità Diversity, il dispositivo può ricevere i canali tv digitali dentro gli edifici oppure su veicoli fino alla velocità di 160 km/h. In modalità Dual-Tune, il dispositivo si comporta come se ci fossero due sintonizzatori e permette di guardare due programmi contemporaneamente (con la funzione Picture-in-Picture), o di guardare un canale mentre se ne sta registrando un altro (fonte).
Installazione
La procedura di installazione è molto semplice. Innnazitutto è necessario inserire il CD incluso nella confezione e copiare il software EyeTV nella propria cartella Applicazioni.
A questo punto bisogna far partire l’applicazione appena installata. Viene visualizzata una procedura guidata per la configurazione di EyeTV. Il primo passo dell’Impostazione Assistita EyeTV è la selezione del paese nel quale viene utilizzato il dispositivo. Poi è necessario sezionare l’hardware utilizzato, ovvero la marca e il modello del dispositivo. Questo perché, come accennato in precedenza, EyeTV è un software utilizzabile con molti altri sintonizzatori delle seguenti marche: ATI, Hauppauge, Miglia, Networx, Pinnacle, Plextor, SCM, Terratec, Twinhan e Logitech.
Poi bisogna collegare il dispositivo ad un’antenna, ad esempio quella di casa. Volendo si possono collegare una delle due piccole antenne in dotazione (collegarle entrambe, per una ricezione migliore, ad una distanza di 30-50 centimetri l’una dall’altra). Successivamente va collegato il dispositivo ad una porta USB, ma non ad un hub non alimentato (quindi anche la tastiera Apple non è adatta allo scopo). Per maggiore comodità, nella confezione c’è una prolunga USB per evitare tensioni meccaniche sulla porta USB del computer. E’ possibile scegliere di fare in modo che EyeTV si avvii automaticamente quando viene collegato l’hardware al Mac.
La schermata successiva dell’Impostazione Assistita permette di creare e, successivamente, accedere al proprio account su tvtv.com, una delle guide tv più utilizzate sul web che permette di utilizzare il servizio gratuitamente per un anno.
Si arriva così alla fase di sintonizzazione, ovvero della memorizzazione dei canali del digitale terrestre disponibili. La scansione dei canali può essere completa, ma normalmente non vengono trovati altri canali rispetto alla scansione di default.
In qualsiasi momento, ad esempio se si viaggia in un’altra nazione, è possibile ripetere la configurazione scegliendo Impostazione Assistita dal menu Aiuto.
Altre funzionalità utili
Elgato EyeTV Diversity è comprensiva di un comodo telecomando a infrarossi provvisto di moltissimi pulsanti, anche se, per le funzioni base (come volume e selezione canali) è sufficiente usare il telecomando Apple Remote incluso in ogni Mac.
Questo dispositivo è in grado di effettuare registrazioni di quello che si sta vedendo (o come già accennato, di un canale diverso, usando due antenne) e di fare registrazioni programmate. Il tutto viene salvato in un formato proprietario che può essere però facilmente esportato in molti formati diversi e, ad esempio, inviato al proprio iPod. In pochi clic è quindi possibile, ad esempio, registrare un programma televisivo e caricarlo sul proprio iPod touch per vederlo con comodo in qualsiasi momento.
Indipendentemente dalle registrazioni programmate o no, EyeTV memorizza costantemente quello che si sta guardando (con relativi cambi di canale) e permette quindi di tornare indietro per riguardarsi una scena che si è persa (ad esempio per una telefonata inattesa) o semplicemente per riascoltare una battuta che non si è sentita bene. Il tutto regolabile, perché il buffer per tale memorizzazione, di default di 2000 MB, è personalizzabile tramite le Preferenze di EyeTV.
Conclusione
Elgato EyeTV Diversity è un ottimo dispositivo per vedere comodamente la tv digitale sul proprio Mac. Ovviamente questo include anche poter ascoltare molte emittenti radiofoniche come Radio Uno, Radio Due, Radio Tre, Radio DeeJay, Radio Capital, Radio m2o e RFI Francais. La funzione di registrazione è molto fluida e con un’ottima risoluzione (generalmente con codifica MPEG-1/2 di 704×576 a 25 fps) ed è davvero comoda la possibilità di rivedere le scene precedenti mentre si sta guardando un programma in diretta.
Se volete verificare che la TV del Digitale Terreste sia ricevibile dal vostro comune, consigliamo di consultare il servizio Ricerca Copertura di DGTVi.
Elgato EyeTV Diversity è in vendita a 130 € da Computime, in Via G.B. Morgagni 30/G a Roma.
DJ Control MP3 è un Controller MIDIUSB (senza alimentazione esterna) per mix a doppio banco realizzato dalla Hercules che, tramite un software installato dal sul computer, permette di caricare due file audio e di mixarli come se fossero su due giradischi. E’ possibile quindi riprodurre una canzone mentre si prepara la successiva, sfumare gradualmente da una canzone all’altra con il crossfader, eseguire lo scratching, sincronizzare due brani tramite l’Auto-Beat, creare loop, effetti e molto altro.
Questo controller dalle dimensioni ridotte (23.5×20 cm, con un’altezza di 6.5 cm) è in grado di governare qualsiasi software che accetti comandi MIDI come Ableton Live 4 successivo, Arturia Storm 3, CakeWalk Sonar 2, Native Instruments Traktor, Reaktor e B4, Propellerhead Reason 3.0, RGC Audio Pentagon I, Software Technology VAZ 2010 V2, Steinberg Cubase SX e Halion 3.
Nella confezione è però anche incluso un CD con un software della Atomix Productions in una versione appositamente realizzata per questo controller, VirtualDJ 3, una applicazione (anche per Mac OS X) che permette una gestione molto semplice del DJ Control e dei brani musicali da utilizzare, garantendo un accesso immediato ai brani memorizzati su iTunes. Anche brani presenti in un lettore CD possono essere usati su VirtualDJ 3.
Prima di usare VirtyalDJ è però necessario installare il driver che nel CD allegato è per MAC OS X 10.4 Tiger, mentre se si dispone dell’ultimo sistema operativo Apple, Leopard è necessario scaricare l’ultima versione del driver. In questo modo il computer sarà in grado di interpretare correttamente i segnali inviati dal DJ Control MP3 per trasformarli nelle azioni e negli effetti corrispondenti da eseguire sui file audio, il tutto live.
I controlli di DJ Control MP3
Questo schema, tratto dal manuale incluso nel CD in dotazione, mostra in dettaglio tutti i controlli presenti sul DJ Control MP3:
Le funzioni di tali controlli sono le seguenti:
Taglia od esalta le frequenze Basse/Medie/Alte
Modifica il volume, cambia la velocità della musica (pitch/tempo principale) in tempo reale
Aggiunge effetti, cue point (posizioni delle canzoni) e loop “al volo”
Emulazione mouse o controllo speciale DJ FX
LED che permettono di individuare in un attimo la modalità attualmente in uso
Pulsante monitoraggio cuffie
Accelerazione o rallentamento per un mixing accurato
Traccia precedente/successiva o avanti/indietro veloce
Manopola jog in stile vinile
Rapido crossfader per un mixaggio tra i due banchi senza salti
Mixa automaticamente tutta la tua playlist
Riproduzione/Pausa della canzone o marchia un punto all’interno di una canzone
Rappresentazione grafica del file audio
Il già citato software incluso, VirtualDJ presenta nella parte superiore la visualizzazione grafica dei brani caricati tramite la loro forma d’onda e permette quindi di leggere in anticipo la struttura del brano. Inoltre vengono indicate da piccoli cursori le posizioni dei picchi tramite i quali vengono calcolati i battiti per minuto (bpm) per determinare il ritmo di un brano. In questo modo si può guardare il ritmo, e rendersi subito conto se i due brani sono sincronizzati o meno. Il pulsante il pulsante Auto-Beat permette di accelerare o rallentare un brano per sincronizzarlo con l’altro, mentre il Beatlock può essere usato per legare i ritmi dei due brani in modo che se si accelera uno, viene accelerato della stessa misura anche l’altro.
I loop vengono creati in modo estremamente semplice determinando dapprima la lunghezza in misure (avendo precedentemente determinato i bpm) e poi scegliendo il punto in cui iniziare il loop. La lunghezza del loop è modificabile anche in corsa, dimezzandolo, ad esempio, più volte per creare un gradevole effetto. Tramite gli stessi controlli è possibile creare dei cue point e di introdurre degli effetti (di default sono presenti su VirtualDJ tre effetti, tra cui un Flanger)
Conclusione
La semplicità d’uso del controller e del software, rendono questo prodotto molto utile per i principianti che vogliono divertirsi ma che non vogliono un giocattolo. Sfruttando appieno le potenzialità del DJ Control MP3 si possono realizzare (e registrare) delle ottime performance. Trattandosi di un prodotto di fascia consumer è naturale che non disponga di tutte le funzionalità che possono far felice un DJ professionista ed anche alcune funzioni sono eseguibili solo tramite l’applicazione che di volta in volta potrete utilizzare.
DJ Control MP3, al costo di 100 €, è disponibile nel nostro negozio Computime in via G.B. Morgagni 30G. Venite a provarlo!
Come promesso, ecco la seconda parte della recensione su Leopard. In questo articolo illustrerò le principali novità di Mac OS X 10.5 “Leopard”, in una prova fatta dopo aver eseguito l’installazione descritta nella prima parte della recensione. Illustrerò tutte le funzionalità che balzano subito all’occhio e qualche caratteristica nascosta per personalizzare l’uso del nuovo straordinario sistema operativo Apple.
Scrivania e Dock
Appena lanciato Leopard si presenta con un Dock tridimensionale ed una barra dei menu semitrasparente, ma oltre all’estetica, il nuovo Dock si distingue grazie all’innovazione degli Stacks, ovvero di un modo di mostrare il contenuto di una cartella trascinata sulla parte sinistra del Dock stesso. Se si lascia l’impostazione automatica, il contenuto della cartella viene mostrato in una pila arcuata di file o in una griglia (se il numero di file è eccessivo). Oltre alle due cartelle Documenti e Downloads, qualsiasi cartella può essere trascinata sul Dock
In questo modo si possono definitivamente eliminare cartelle o alias di cartelle dalla scrivania, permettendoci finalmente di godere appieno dei nostri wallpaper senza rinunciare ad avere i nostri documenti a portata di mano.
La barra dei menu, a destra, mostra lo stato di connessione ad una rete wifi e, come in Tiger, cliccando sopra la relativa icona viene visualizzato l’elenco delle reti wifi disponibili. La differenza in Leopard è quella della prensenza di un piccolo lucchetto accanto agli SSID protetti da password, in modo da distinguere, con un colpo d’occhio, le reti pubbliche da quelle private.
iCal e Mail ora integrati
iCal è l’applicazione che usufruisce esteticamente delle innovazioni dell’iPhone o forse, per contro, è la dimostrazione che è stata installata una versione mobile di Leopard nell’iPhone e nell’iPod Touch. Infatti il piccolo calendario in basso a sinistra è identico a quello dei due dispositivi multi-touchscreen.
Una delle innovazioni più utili è la forte integrazione di Mail con iCal. E’ infatti semplicissimo inserire Eventi o Attività in iCal direttamente dal testo di una mail. Mettiamo ad esempio il caso che ci venga recapitato via e-mail la data e l’orario di una cena di lavoro. Se l’e-mail contenesse il testo “L’incontro sarà il 27 novembre a cena”, basterà cliccare sul testo e creare l’evento in un click, evento che automaticamente verrebbe creato il 27 novembre alle ore 20. Decisamente comodo.
Infine iCal mostra, anche se non è aperto, la data attuale nell’icona del Dock, senza che ci sia più bisogno di software esterni.
Il nuovo Finder
Il Finder è stato completamente riprogettato, includendo anche la vista Cover Flow per la visualizzazione dei file, oltre che alla vista Icone, Elenco o Colonne. Un prestito da iTunes davvero azzeccato e d’impatto che permette di non solo di vedere le anteprime delle immagini in modo gradevolissimo (anteprime generate in pochi istanti) ma anche di vedere il contenuto di file di testo, documenti Word o Excel (anche se gli applicativi non sono installati) e sfogliare file PDF. Anche la funzione Visualizzazione Rapida (in inglese Quick Look) permette di vedere e sfogliare documenti e immagini, ma aprendoli in una finestra separata, utile anche quando non si è impostata la vista Cover Flow.
Anche barra laterale del Finder fa parte della riprogettazione, assomigliando moltissimo a quella di iTunes e includendo i Dispositivi (dischi interni o esterni, iDisk, CD, DVD e iPod), i Condivisi (Server connessi, Computer Bonjour…), le Posizioni (Inizio, ovvero la home dell’utente, Scrivania, Applicazioni, Documenti o qualunque altra cartella lì trascinata) e Cerca (un elenco di ricerche predefinite e delle ricerche personalizzate dall’utente). Questo nuovo Finder è quindi decisamente più pratico e permette di essere molto più veloci quando lo si utilizza.
Come in Tiger, di default i nomi dei file sono visualizzati nel Finder di Leopard senza estensione. Nonostante, al contrario di Windows, questo non rappresenti un rischio per la sicurezza, può essere molto comodo conoscere l’estensione di un file, ad esempio per identificare subito il formato di una immagine. Per visualizzare
le estensioni nascoste si può eliminare il segno di spunta dall’opzione Nascondi estensione nella informazioni di uno specifico file (mela-I). Altrimenti, per una decisione generalizzata, è sufficiente andare sul menu Finder>Preferenze…>Avanzate>Mostra tutte le estensioni dei documenti.
Safari 3
Safari 3 include l’utilissima funzione Web clip, che permette di creare in un click un widget che visualizzi da una parte di una pagina web, mostrando quindi informazioni e immagini che non vengono normalmente incluse in un feed RSS. Esteticamente gradevole l’opportunità di impostare una cornice al widget, mentre è utilissima la possibilità di modifare la zona della web page senza ricreare daccapo il widget. Inoltre, e direi anche finalmente, Safari non si chiude più istantaneamente se ci sono più di una tab aperta ma chiede una conferma e quindi previene chiusure accidentali. Non solo, ma se una delle tab contiene del testo inserito in un campo di testo, l’utente viene avvisato:
I desktop virtuali di Spaces
Per quanto riguarda Spaces, ovvero il gestore di desktop virtuali incluso in Leopard, le cose che lasciano stupefatti sono la fluidità e la semplicità d’uso. Molteplici sono i modi per accedere ai veri desktop virtuali (di default 4, al massimo 16…): cliccando sull’icona di Spaces sul Dock (accedendo ad un manager visuale che permette di spostare finestre e spazi con il mouse), tramite la combinazione di tasti crtl+1, crtl+2, eccetera per passare istantaneamente al relativo spazio, e tramite la combinazioni ctrl+freccia per muoversi nella grigia formata dai desktop virtuali. Intuitivissimo lo spostamento delle finestre di un certo desktop virtuale quando si passa ad un altro che, se si trova ad esempio a destra, compare scorrendo da destra verso sinistra.
Ma oltre che poter accedere facilmente a questi spazi virtuali, è possibile, nelle preferenze di Spaces, decidere una volta per tutte in quale spazio deve aprirsi una certa applicazione. Così potremo lanciare Safari dallo spazio 3 (in cui stiamo lavorando con una applicazione di grafica, ad esempio), e verremo trasportati automaticamente nello spazio 1 dover (ad esempio) abbiamo deciso che Safari debba sempre aprirsi. E’ inoltre utilissima la combinazione di questa funzionalità con l’opzione Apri al login selezionabile dal menu dell’icona sul Dock. In questo modo una o più applicazioni si apriranno all’avvio disponendosi ordinatamente ognuna nel proprio spazio di competenza.
Time Machine
Time Machine è una di quelle applicazioni che posso far cambiare completamente l’atteggiamento degli utenti col proprio computer. Infatti, anche se i Mac sono di gran lunga i computer più affidabili in circolazione, un problema può sempre sorgere e i backup dei propri dati può risultare fondamentale. Time Machine non è solo un sistema automatico di backup su disco esterno, ma permette anche di navigare nel Finder (in Mail, Rubrica indirizzi e in tutte le applicazioni che supportano Time Machine) indietro nel tempo, rivendendo i dati presenti nel proprio disco rigido a giorni, settimane o anni nel passato.
Si può tenere un backup completo del proprio Mac in modo da poterlo ripristinare completamente in caso di grossi danneggiamenti al sistema, ma esiste (nelle Preferenze di Time Machine) la possibilità di escludere cartelle, ad esempio Sistema, Applicazioni o Libreria, se la preoccupazione è solo di smarrire i propri documenti.
Il sistema utilizzato da Time Machine è il backup incrementale per cui il primo backup è certamente di grandi dimensioni, mentre i successivi possono essere decisamente più piccoli (dell’ordine di pochi MB) se di giorno in giorno non vengono copiate o cancellate grosse quantità di dati, questo perché vengono copiati solo i contenuti che sono stati modificati dopo l’ultimo backup. Un buon compromesso può quindi essere quello di utilizzare un disco esterno di backup anche solamente con capacità doppia rispetto all’hard disk interno.
Ecco cosa risponde il sito Apple ad un’importante domanda riguardante lo spazio occupato dai backup:
E se il disco è pieno?
Non importa quanto è grande il vostro disco di backup: un giorno vi ritroverete a corto di spazio. Time Machine ha pensato anche a questo. Dopo avervi avvisati, inizierà a cancellare i precedenti backup, a cominciare dai più vecchi. Prima di cancellare alcunché, Time Machine copia i documenti che potrebbero essere necessari per ripristinare l’intero sistema da ciascuno dei restanti backup (morale della favola: più il disco è ampio, più potrete viaggiare lontano nel passato del vostro Mac).
Altre piccole ma significative innovazioni riguardano ad esempio la realizzazione degli screenshot. Se infatti vogliamo realizzare una Istantanea con selezione (mela-maiuscolo-4), il puntatore del mouse si trasforma in un mirino che prima indica la posizione in pixel e, una volta premuto il tasto del mouse e ingrandito il rettangolo della selezione, indica la grandezza della selezione, sempre in pixel.
Conclusione
In conclusione Leopard contiene moltissime novità e rende l’uso del computer davvero più semplice e veloce. Come già sottolineato, l’ottimizzatione Apple raggiunge livelli davvero eccezionali. La RAM consigliata è solo 512 mentre in altri sistemi operativi, come Microsoft Vista, è certamente necessario l’acquisto di nuovi computer rispetto a quelli che facevano girare alla versione XP, poiché non basta 1 GB di Ram, servono nuove schede grafiche, e il processore non è sufficientemente veloce. Il mio test di installazione ed uso di Leopard su un hard disk esterno, ha mostrato una velocità e una reattività migliore del Tiger installato nel mio hard disk interno. Effetti grafici come Exposé o Spaces mostrano una leggerezza e una fluidità anche in presenza di molte applicazioni aperte. Infine la semplicità di installazione e un’ottima compatibilità con le applicazioni Tiger rendono il passaggio a Leopard una scelta davvero azzeccata.
Se volete a provare Leopard personalmente, potete venire da Computime, in via Morgagni 30G a Roma, dove troverete me o uno dei miei colleghi ad illustrarvi queste ed altre novità di Leopard.
Leopard è finalmente fuori dalla gabbia. Come preannunciato, proprio in questi minuti sta avvenendo in tutto il mondo il lancio di Mac OS X 10.5 “Leopard”. Ho provato questo sistema operativo installandolo su un hard disk esterno collegato al mio MacBook tramite una porta Firewire 400. Ciò che stupisce maggiormente sono le alte prestazioni di Leopard che, pur non girando sul disco interno, mostra una fluidità e una reattività inaspettata. La fluidità degli effetti grafici non è solo una gradevolezza estetica, ma soprattutto un mezzo per fruire senza limitazioni delle nuove funzionalità, come ad esempio gli utilissimi Stacks (o Pile) e i desktop virtuali di Spaces.
L’installazione
Ma partiamo dal principio. L’installazione è, come sempre per un Mac, molto semplice e intuitiva. Nel mio caso è stata anche piuttosto breve, 45 minuti per la configurazione dell’installazione, la copia di 9 GB di dati e il settaggio delle impostazioni (account, data e ora…). Partiamo ora con una descrizione dettagliata dell’installazione, sia per supporto ad eventuali dubbi incontrati da chi vuole effettuarla, sia per illustrarne le potenzialità.
La confezione contiene un DVD dual layer, una guida introduttiva a Leopard, i classici 2 adesivi a forma di Mela. Ecco come appare il pacchetto
e l’interno
La prima fase è ovviamente l’inserimento del DVD di installazione etichettato con il nome “Mac OS X Install DVD”, dopo di che bisogna attendere che compaia l’icona sulla Scrivania e fare doppio click su di essa. Si aprirà la seguente finestra nella quale bisognerà fare doppio click su Installazione Mac OS X.app:
Nella finestra sono presenti due cartelle: una contiene gli Optional Installs, ovvero le installazioni opzionali (come Xcode, gli Xcode Tools per sviluppare applicazioni, e Dashcode, per sviluppare widget) e le Instructions con tre applicazioni che lanciano tre file PDF: Prima di installare, Guida all’installazione e alla configurazione e Benvenuto in Leopard, una riproduzione in formato elettronico della guida cartacea presente nella confezione.
Una volta cliccato sull’applicazione Installazione Mac OS X.app, apparirà una finestra con un solo tasto (Riavvia) e una scritta che recita: Fai click sul pulsante in basso per riavviare il computer e iniziare il processo di installazione.
Al riavvio la prima schermata che appare è il famosissimo wallpaper Aurora
Mac OS X: subito appare una finestra che permette la scelta della lingua: è sufficiente selezionare Usa l’italiano come lingua principale e poi cliccare sul tasto in basso a destra.
Bevenuto: la schermata successiva è un messaggio di benvenuto con al di sotto la dicitura: “Installer di Mac OS X Leopard” (seguita da 5 icone: Time Machine, Mail, Finder, iChat e Spaces):
Sotto a tali icone è riportato: Per installare Mac OS X, fai click su Continua e segui le istruzioni su schermo. Per uscire, scegli Esci da Installer dal menu di Installer e fai click su Disco di Avvio (in questo modo si può scegliere di non far ripartire l’installer ma di lanciare il sistema operativo già presente nell’hard disk. Dopo di che c’è un invito a leggere un documento che, fra le altre cose, contiene i requisiti minimi di sistema:
Requisiti del sistema:
Ti occorre un computer Macintosh con:
un processore Intel o un PowerPC G4 (867 Mhz o più veloce) oppure un processore G5
un’unità DVD
FireWire incorporato
almeno 512 MB di RAM (è consigliabile della RAM aggiuntiva a fini di sviluppo)
un monitor incorporato o collegato a una scheda video fornita da Apple e supportata dal computer
almeno 9 GB di spazio libero su disco oppurer 12 GB di spazio su disco se vengono installati gli strumenti per gli sviluppatori.
Se nell’Installer di Mac OS X viene visualizzato un messaggio che comunica che lo spazio su disco non è sufficiente per installare Mac OS X, puoi deselezionare degli elementi per ridurre lo spazio necessario. Per deselezionarli, fai click su Ad Hoc nel pannello Riepilogo installazione.
…
E’ da sottolineare che, installando Leopard su un Mac con processore PowerPC, viene automaticamente saltata l’installazione di Boot Camp, dal momento che sarebbe inutile vista l’impossibilità di far girare Windows su un processore non-Intel.
Il passo successivo è l’accettazione dei termini della licenza del software. Dopo di che appare la finestra Seleziona una destinazione: Dove vuoi installare Mac OS X?
Fare molta attenzione a questo passaggio perché, dal momento che l’installazione di un sistema operativo prevedere la formattazione del volume (un disco rigido o una partizione di esso), c’è il rischio di cancellare per errore dati importanti.
Questa schermata comunica che per l’installazione di questo software sono necessari 11,4 GB di spazio. La schermata successiva Riepilogo installazione (come preannunciato), permette di scegliere e se quale software aggiuntivo installare (cliccando in basso a sinistra su Personalizza). Qui troviamo:
Software di sistema essenziale (5,9 GB, non escludibile dall’installazione)
Driver per stampanti (3,4 GB, con sottomenu)
Font aggiuntivi (141 MB)
Lingue disponibili (1,9 GB, con sottomenu)
X11 (117 MB)
A questo punto parte l’installazione, che inizia con un un controllo del DVD di installazione, ovvero un “controllo della consistenza (dei dati) del DVD che stai utilizzando per installare Mac OS X prima di iniziare l’installazione.” E’ possibile cliccare su Ignora per passare all’installazione vera e propria di Mac OS X 10.5 “Leopard”, anche se è consigliabile lasciar concludere il controllo per evitare di installare Leoprad da un disco danneggiato.
E’ da notare che Installer Mac OS X è un vero e proprio software con il suo menu e le sue opzioni. Ecco cosa compare nella barra dei menu:
Mela: Informazioni su questo Mac, Aggiornamento Software, ecc.. ma tutti disattivati.
Installer Mac OS X: Informazioni su Installer Mac OS X, Esci da Installer Mac OS X.
Archivio: Chiudi, Registra.
Composizione: Seleziona tutto, Voce.
Utility: Disco di Avvio, Ripristino Password, Utility Password Firmware, Utility Disco, Terminale, System Profiler, Utility Network, Ripristino del sistema da backup.
Finestra: Resoconto installazione, Porta tutto in primo piano.
e infine il menu wifi di Airport
A installazione riuscita, inizia un un countdown di 25 secondi per il riavvio automatico.
Dopo il riavvio verrà mostrato il famoso video di benvenuto con la parola Benvenuto scritta in molte lingue del mondo con un sottofondo musicale ed una scenografia nebulare tipicamente leopardesca
con, alla fine, la X di Mac OS X:
Ora è giunto il momento di settare le impostazioni. Ecco i passi che si incontrano e le relative descrizioni:
Benvenuto: In pochi semplici passi puoi registrare il tuo prodotto Apple, impostare il tuo computer ed effettuare l’iscrizione a .Mac che include una potente raccolta di servizi software progettati appositamente per il tuo Mac. Per iniziare, seleziona la nazione o la regione in cui vivi e fai click su Continua.
Seleziona la tua tastiera: Scegli un layout per la tastiera, quindi fai click su Continua.
Possiedi già un Mac?: Se hai dati importanti su un altro Mac dotato di FireWire, puoi trasferirli in questo nuovo Mac. Puoi inoltre trasferire dati da un altro volume su questo Mac o nel backup Time Machine. I dati esistenti rimarranno inalterati.
Desideri trasferire le informazioni? 1) da un altro Mac 2) da un altro volume su questo Mac 3) da un backup Time Machine 4) non trasferire adesso le mie informazioni (è possibile trasferirle più tardi utilizzando l’utility Assistente Migrazione.
Scegliendo Ulteriori informazioni appaiono le seguenti informazioni:
Ulteriori informazioni sul trasferimento dei tuoi dati. Impostazione Assistita trasferirà i seguenti dati dal tuo vecchio Mac: 1) Impostazioni network 2) Account utente, comprese preferenze e e-mail 3) Documenti 4) Applicazioni.
Per alcune delle applicazioni trasferite potrebbe essere necessaria l’installazione. Per riprodurre dei brani acquistati su iTunes Store, rimuovi l’autorizzazione al tuo vecchio Mac e concedila a quello nuovo. I dati presenti sul tuo vecchio Mac non verranno modificati.
Ecco cosa ti occorre per trasferire i dati dal tuo vecchio Mac: 1) Un cavo FireWire standard 2) Sul tuo vecchi Mac deve essere installato Mac OS X 3) Il tuo vecchio Mac deve avere FireWire integrata e supporto FireWire per la Modalità disco di destinazione (presente nella maggior parte dei computer).
Una possibilità interessante di procedere è quello di fare un clone (ad esempio con Carbon Copy Cloner 3) del proprio hard disk su un hard disk esterno dotato di FireWire, e indicare questo clone come “vecchio Mac”.
Su un Mac diverso dal mio, ho verificato come questo trasferimento sia completo ed efficace: salvo le poche applicazioni che mostrano problemi con Leopard, per il resto non sembra nemmeno di aver abbandonato Tiger… se non fosse per le 300 e più nuove funzionalità!
Seleziona un servizio wireless: Seleziona il network wireless al quale vuoi accedere, quindi fai click su Continua. Se il network desiderato non è nell’elenco, fai click su Ricerca. Se non riesci a connetterti a Internet utilizzando un network wireless, fai click su Altra configurazione network.
Cliccando su Altra configurazione network si accede ad una ulteriore pagina intitolata Che connessione hai?: Seleziona l’opzione corretta e fai click su Continua: 1) Wireless AirPort 2) Modem via cavo 3) Modem DSL 4) Network locale (ethernet) 5) Il mio computer non si connette a Internet (quest’ultima) opzione sarebbe stato probabilmente più logico inserirla nella pagina principale di questo passo).
Registrazione: Inserisci le tue informazioni personali. Verranno utilizzate per registrare il tuo prodotto Apple, creare un account utente e inserire le le tue informazioni nella Rubrica Indirizzi. Il tuo indirizzo di e-mail viene utilizzato anche per configurare il tuo account di Mail.
Le informazioni richieste sono Nome, Cognome, Società o scuola, Indirizzo, Codice postale, Paese o città, Contea stato, provincia o regione, indirizzo e-mail (se disponibile, quindi non obbligatorio), Prefisso e numero di Telefono. Per sapere come Apple salvaguarda le tue informazioni personali, leggi la Politica di tutela della privacy di Apple.
Impostazioni account: richiede l’inserimento di Nome esteso, che di default è Nome e Cognome precedentemente inseriti, un nome breve da utilizza nelle autenticazioni, una password (da scrivere due volte per verifica) ed un suggerimento per ricordarsi la password in caso di necessità. Il suggerimento non è obbligatorio e può essere “il mio colore preferito seguito dal mio numero civico” se la password fosse “indigo453″.
Seleziona un’immagine per questo account: Scatta un’istantanea (se il Mac dispone di una webcam integrata) oppure Scegli dalla libreria di immagini.
Seleziona il fuso orario: Per selezionare il tuo fuso orario, fai click vicino alla zona in cui vivi nella cartina qui sotto. Fai click sulla parte di mondo che ti riguarda e scegli la città dal menu a comparsa.
Imposta data e ora: Per completare la configurazione del tuo computer, devi impostare la data e l’ora.
Non dimenticare di registrarti: Quando se pronto per registrare i tuoi prodotti Apple, configura la connessione Internet nel pannello Network di Preferenze Sistema. Quindi fai doppio click sul documento Invia registrazione, nella tua cartella Inizio. Se vuoi registrare più computer contemporaneamente, vai (sul) sito www.apple.com/it/register. La garanzia per il tuo prodotto Apple non richiede la registrazione del prodotto stesso.
Divertiti con il tuo computer Apple!
Nel prossimo articolo le principali novità di Mac OS X 10.5 “Leopard”, in una prova fatta dopo aver eseguito l’installazione appena descritta. Illustrerò tutte le funzionalità che balzano subito all’occhio e qualche caratteristica nascosta per personalizzare l’uso del nuovo straordinario sistema operativo Apple.
L’iPod Touch è sicuramente il modello più innovativo della nuova famiglia di iPod, presentata il 5 settembre scorso. Condivide con l’iPhone molte caratteristiche tra le quali spicca il rivoluzionario multi-touchscreen. Ma alcune differenze tra i due prodotti possono essere utili per capire quale dei due si accosta meglio alle proprie esigenze.
Una panoramica
Innanzitutto l’altezza, larghezza e profondità dell’iPod Touch sono (in mm) 110×61,8×8 contro i 115×61x11,6 dell’iPhone. Per quanto riguarda il peso si passa dai 120 grammi dell’iPod Touch ai 135 grammi dell’iPhone. Se vi state chiedendo se questi due dispositivi galleggiano, sappiate iPod Touch e iPhone hanno un peso specifico rispettivamente di 2,2 e 1,7 g/cm3. Quindi la risposta è no.
Il multi-touchscreen permette di interagire con l’interfaccia grafica toccando lo schermo con un dito. Le possibili modalità di interazione sono il tap (toccando per un attimo, o più, lo schermo) che permette di aprire applicazioni, selezionare opzioni e accedere a link o campi di testo, il doppio tap (due tap consecutivi) per ingrandire/disingrandire una fotografia o una pagina web e per accedere ad opzioni speciali (descritte nel seguito), aprire o chiudere due dita per ingrandire/disingrandire, il trascinamento, per uscire dal blocco, spegnere il dispositivo e per navigare immagini e pagine web.
Il materiale dello schermo di entrambi i modelli è il vetro che garantisce una buona resistenza i graffi e una facile pulizia (nella confezione dell’iPod Touch è comunque presente una morbido panno).
Ovviamente l’iPod Touch, al contrario dell’iPhone, non può effettuare chiamate e non possiede quindi un microfono, né gli altoparlanti per l’orecchio o quelli per il vivavoce. L’iPod Touch, come tutti gli altri iPod, integra comunque dei piccoli altoparlanti interni per gli effetti sonori (come ad esempio quelli durante la digitazione di un testo).
L’iPod Touch manca, rispetto all’iPhone, anche della fotocamera ma, per quanto sarebbe stato un utile gadget, nessun lettore musicale la incorpora.
Per la comunicazione wireless, possiede un antenna Wi-Fi (802.11b/g), ma non dispone né di EDGE né di Bluetooth (al contrario dell’iPhone). L’EDGE, non avendo l’iPod Touch un contratto telefonico, è inutile, mentre il Bluetooth sarebbe stato utilissimo per sincronizzare i file con un computer. E’ da sottolineare che quando la batteria è quasi scarica viene inibita la navigazione tramite wifi, probabilmente perché si tratta di una delle funzionalità più dispendiose in termini di energia. Se quindi la navigazione si blocca è la carica della batteria la prima cosa da controllare prima di pensare ad altri problemi.
Le applicazioni
Le applicazioni presenti sia nell’iPod Touch che nell’iPhone, sono Safari (una versione mobile del browser web), Musica (rinominato iPod nell’iPhone), Calendario, Contatti, Orologio, Calcolatrice, Youtube (che permette di vedere i video dell’omonimo sito, sopperendo all’assenza del plugin Flash e di Java in Safari mobile), Immagini e iTunes (che permette di acquistare musica direttamente dall’iPod Touch e dall’iPhone tramite il Wifi Music Store).
L’applicazione Musica è identica alla corrispondente sull’iPhone ed è indubbiamente uno dei punti forti dei questo prodotto, grazie sia al comodissimo scorrimento verticale dell’elenco dei brani col semplice movimento di un dito, sia della splendida modalità Cover Flow che permette di sfogliare le copertine degli album anche in questo caso col semplice scorrere di un dito sul touchscreen. L’assenza di tasti fisici per la regolazione del volume (esistenti invece sull’iPhone, lateralmente) o per fermare il brano in riproduzione ha lasciato dubbiosi in molti. Apple ha comunque adeguatamente risolto il problema grazie all’introduzione del doppio click sul tasto Home che permette di accedere ai controlli riproduzione in qualsiasi momento, sia mentre si sta usando un’altra applicazione (senza uscirne) sia mentre l’iPod Touch è bloccato. Una funzione davvero comoda anche se meno immediata di tasti fisici.
Per quanto riguarda il Calendario, nonostante paia che Steve Jobs abbia dichiarato che il fatto di non poter aggiungere o modificare eventi sia solo un bug, nella guida all’iPod Touch non è prevista tale funzionalità (cosa che invece, poche righe più in basso è specificato chiaramente per i Contatti). Sembra però che in un prossimo aggiornamento tale bug verrà risolto.
L’iPod Touch manca completamente dell’applicazione Maps, ma tramite Safari è possibile accedere ugualmente alle mappe di Google, anche se Maps è certamente più semplice da usare. Mancano inoltre i widget Weather e Stocks (prototipi, forse, di una schiera di nuove applicazioni di terze parti) e manca Notes, un’applicazione utilissima per prendere appunti. Quest’ultima mancanza, però, si può facilmente ovviare con il semplice trucchetto di creare un contatto dal nome Nota/1, Nota/2 e così via aggiungendo il campo “Nota” e inserendo lì il testo voluto (permettendo quindi anche la sincronizzazione delle note con il computer, cosa che non è possibile con Notes).
iPod Touch, come l’iPhone contiene un accelerometro che cambia la visualizzazione dello schermo in particolari applicazioni (come durante la navigazione web con Safari o la visualizzazione di fotografie) a seconda dell’orientamento verticale (portrait) o orizzontale (landascape) dell’apparecchio.
Da pochi giorni Apple ha voluto mettere in giusto risalto il lavoro dei molti sviluppatori che hanno creato delle web application per iPhone e iPod Touch (seguendo le linee guida ufficiali) e ha creato una pagina dedicata a queste webapp. Ovviamente non mancano i giochi e, fra questi, ce ne uno semplice e divertente Tilt: a Game in 1.5 Dimensions che si gioca esclusivamente con la rotazione dell’iPod Touch (o dell’iPhone) da portrait a landscape.
La tastiera virtuale
Quando si naviga nelle pagine web con Safari, esistono due configurazioni per la tastiera virtuale, una piccola per la visualizzazione portrait e una più larga (e meno conosciuta) per la visualizzazione landscape. Quest’ultima non appare in nessuna nelle altre applicazioni, ma è indubbiamente più comoda e limita grandemente gli errori di digitazione. E’ però necessario prima orientare orizzontalmente l’iPod Touch e poi cliccare su un campo di testo e non il contrario per far apparire questa versione espansa della tastiera virtuale.
Il modo migliore per digitare del testo, per chi non ha mai utilizzato prima la tastiera virtuale è quella di cominciare a farlo utilizzando l’indice. Una volta presa velocità, sarà più semplice sostenere l’iPod Touch con entrambe le mani e digitare con i due pollici.
La possibilità di usare i caratteri accentati è stata aggiunta nell’iPhone dalla versione 1.1.1 del firmware rilasciata il 27 settembre scorso, mentre per quanto riguarda l’iPod Touch è una caratteristica già presente nei primi esemplari giunti in Italia. Scovare i caratteri accentati è però non facilissimo e molti potrebbero non averli trovati. Ecco come si fa: è sufficiente tenere premuta una lettera che, nella lingua in cui scrivete, può essere scritta con accenti o altri segni diacritici. Dopo un secondo apparirà un piccolo menu orizzontale con le lettere accentate disponibili, cliccando sopra le quali si potrò scegliere quella desiderata.
Esistono poi alcuni trucchetti per velocizzare la stesura di un testo, come il premere due volte la barra spaziatrice (doppio tap) per aggiungere un punto e uno spazio e far sì che la successiva lettera appaia automaticamente in maiuscolo. Inoltre, una volta abilitato il blocco maiuscole in Impostazioni>Generale>Tastiera, il doppio tap sul tasto Maiuscole permetterà di scrivere intere parole in maiuscolo (anziché solo la prima nel caso del singolo tap su Maiuscole).
Conclusioni
L’iPod Touch si dimostra quindi una sorta di fratello minore dell’iPhone, che integra un sottoinsieme delle funzionalità del melafonino. Si tratta però anche di un prodotto più snello e leggero, con capacità che possono arrivare al doppio dell’iPhone (16 GB). Tenuto conto, inoltre, che è l’unico lettore mp3 che implementa la tecnologia multi-touchscreen, è certamente un prodotto eccezionale. Infine l’iPhone non è ancora stato presentato in Italia e, se come è probabile, oltre ad avere un prezzo maggiore, avrà anche l’obbligo di un contratto con un carrier telefonico, allora l’iPod Touch potrà essere davvero l’unico prodotto touchscreen a grande diffusione. Ma c’è anche da scommettere che l’iPod Touch sarà il capostipite di una nuova e florida famiglia di iPod.
L’intero manuale in italiano per l’iPod Touch è scaricabile qui (in formato PDF). Se invece volete provarlo, potete venire da Computime in Via G.B. Morgagni 30G a Roma.