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Mai fidarsi di un computer che non puoi sollevare

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In questo video possiamo assistere alla fase cruciale del primo keynote di Steve Jobs in cui fu presentato il capostipite dei computer Macintosh, di cui abbiamo parlato pochi giorni fa, in occasione del 25esimo anniversario.

Un computer che, seppur con una dotazione hardware che oggi farebbe sorridere (ne abbiamo parlato giusto un anno fa, in occasione del 24esimo compleanno), permetteva al Mac di fare cose eccezionali non solo per l’epoca. Come il sintetizzatore vocale, che permetteva (e permette tutt’oggi) al Mac di parlare. Ecco il testo originale (che potete ascoltare dal minuto 3:07 nel video iniziale) e la traduzione:

Hello, I am Macintosh. It sure is great to get out of that bag!

Unaccustomed as I am to public speaking, I’d like to share with you a maxim I thought of the first time I met an IBM mainframe: Never trust a computer that you can’t lift!

Obviously, I can talk, but right now I’d like to sit back and listen. So it is with considerable pride that I introduce a man who has been like a father to me… Steve Jobs!

Ciao, sono un Macintosh. E’ sicuramente una gran cosa uscire da questa borsa!

Così come è insolito che io parli in pubblico, mi piacerebbe condividere con voi una massima che ho pensato di la prima volta ho incontrato un mainframe IBM: Mai fidarsi di un computer che non puoi sollevare!

Ovviamente, posso parlare, ma ora vorrei tornare a sedermi ed ascoltare. Così è con grande orgoglio che presento un uomo che è stato come un padre per me … Steve Jobs!

Se volete sentire il vostro Mac pronunciare lo stesso messaggio potete selezionare il testo in inglese e andare sul menu Safari>Servizi>Voce>Inizia riproduzione testo (dopo aver controllato che la voce di sistema sia quella di Fred, l’erede della voce originale, da Preferenze di Sistema>Voce)

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    On January 24th, Apple Computer will introduce Macintosh. And you’ll see why 1984 won’t be like “1984″

    Il 24 Gennaio, Apple Computer introdurà il Macintosh. E vedrete perché il 1984 non sarà come “1984″

    Lo spot, diretto da Ridley Scott, era un chiaro riferimento al romanzo di Orwell e al rischio Grande Fratello rappresentato dall’azienda allora dominante, la IBM.

    Oggi Apple, dopo aver attraversato negli anni crisi economiche e transizioni epocali, è fra le aziende più solide e all’avanguardia del settore ed è, conseguentemente, ancora rivoluzionaria come all’epoca. E fa piacere notare come il Macintosh originale, concepito 25 anni fa, includa alcuni dei principi che Apple non ha mai abbandonato, come la facilità d’uso, l’integrazione, la silenziosità, e soprattutto sia stato il capostipite concettuale degli ormai famosissimi iMac dal momento che si trattò del primo computer veramente all-in-one.

    Buon compleanno Macintosh, e cento di questi anni!

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    In attesa delle rivelazioni di questa sera riguardo, probabilmente, la nuova versione dell’iPhone, ecco che dalla scheda del brevetto dell’iPhone, resa disponibile online dall’US Patent & Trademark Office, si evince che Steve Jobs dev’essere stato davvero molto coinvolto fin dal principio con il progetto iPhone. Infatti nella lista degli inventori di tale dispositivo, Jobs compare niente di meno che al primo posto con la dicitura:

    Inventors: Jobs; Steven P.; (Palo Alto, CA) ; [...]

    Un’ulteriore prova, sei mai ce ne fosse stato bisogno, della mai sopita vena inventiva del fondatore della Apple.

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    Quasi ogni evento della timeline contiene anche il video che immortala il momento in cui Jobs pronunciò la fatidica frase e in cui venne presentato il prodotto. Ecco la lista completa:

    • 6 Maggio 1998: l’iMac originale
    • 21 Luglio 1999: l’iBook originale (Macworld Expo New York)
    • 5 Gennaio 2000: Annunciato OS X (Macworld Expo San Francisco)
    • 19 Luglio 2000: il Cube G4 (Macworld Expo New York)
    • 23 Ottobre 2001: l’iPod originale (Cupertino)
    • 7 Gennaio 2002: l’iMac G4 (Macworld Expo San Francisco)
    • 15 Maggio 2002: OS X 10.2 (WWDC)
    • 8 Gennaio 2003: Powerbook a 17″ (Macworld Expo San Francisco)
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    Apple, dopo 32 anni in cui ha portato più volte grandi innovazioni nel settore dell’alta tecnologia, è ora famosa per i computer Macintosh, l’iPod e l’iPhone. Per la cronaca, iPhone e 1° Aprile sono stati spunto per molti blog di un pesce d’Aprile divertente e un po’ cinico (vedi qui e qui).

    Approfondimenti su Wikipedia.

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    Macintosh Classic - Fronte

    Il Macintosh Classic, presentato dalla Apple il 15 Ottobre 1990, non fu il primo Mac all-in-one (stile iMac, per capirsi) poiché fu prodotto dopo i successi dei Macintosh Plus e Macintosh SE, ma fu il primo Mac a costare meno di 1000 dollari.

    In assistenza Computime ci è capitato nei scorsi giorni proprio un Macintosh Classic da riparare e ne abbiamo potuto apprezzare le ottime caratteristiche (per l’epoca), anche se la forma del case ne limitò lo sviluppo.

    Il Macintosh Classic aveva un processore, il Motorola 68000, con una frequenza di ben 8 MHz (ovvero era in grado di compiere 8 milioni di operazioni al secondo, contro gli attuali 2 miliardi, nei Mac della stessa fascia di prezzo). La memoria RAM di 1 MB è mille volte inferiore agli attuali 1-2 GB tipici. Lo schermo era a tubo catodico, monocromatico a 9″, con risoluzione 512×384. Il computer era provvisto di una uscita audio a 8 bit, 2 porte seriali, un drive floppy disk: da 1.44 MB e un hard disk SCSI da 40 MB (2mila volte meno capienti dei corrispondenti attuali, con tecnologia IDE).

    In tutto questa apparecchiatura consumava 76 Watt e aveva un peso di 7.3 kg. Le dimensioni erano 33.5 x 24,6 x 24,5 cm. Il sistema operativo caricato dalla fabbrica era System Software 6.0.7 (uno dei primi provvisti di multitasking cooperativo).

    In questa foto possiamo vedere la scheda madre con indicati i principali componenti, le porte e i connettori:

    Macintosh Classic - Scheda madre

    In quest’altra immagine si vede il retro del Macintosh Classic:

    Macintosh Classic - Retro

    Qui invece è visibile l’interno del Macintosh Classic compreso il tubo catodico del monitor, la scheda madre, il floppy disk (il parallelepipedo grigio sulla sinistra) e il circuito di alimentazione (sul fondo):

    Macintosh Classic - Interno

    In queste ultime due immagini si possono vedere l’hard disk SCSI da 40 MB e il floppy disk con estrazione automatica del disco:

    Macintosh Classic - Hard Disk

    Macintosh Classic - Floppy Drive

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