Archivio della categoria 'Sviluppo'

Phasis è un gestionale Open Source gratuito indirizzato a per piccole e medie imprese. Adotta una tradizionale interfaccia grafica ed era già disponibile per Linux e Windows, ma (grazie a iMaccanici) recentemente siamo venuti al corrente che Phasis è stato reso disponibile anche per Mac OS X. L’installazione è particolarmente semplice poiché un solo file di installazione comprende tutto il necessario per l’esecuzione del programma.
Dal punto di vista tecnologico, Phasis utilizza solo componenti Open Source. Il linguaggio di programmazione è Python, l’interfaccia grafica utilizzata è wxPython, il database è SQLite. Il software è compatibile anche con MySQL, PostgreSQL e PhoenixDB (ex InterBase).
La versione rilasciata ha il numero di versione 0.9.7-8, è sufficientemente stabile per l’uso ed è già usata in numerose installazioni di produzione. Si intende comunque progredire verso la 1.0 dopo che il software sarà stato testato e utilizzato da un ampio pubblico. Ma già con l’esperienza maturata in ambiente Linux e Windows, gli sviluppatori di Phasis hanno potuto creare una applicazione che segua le necessità e le abitudini dell’utente tipico, proprio allo scopo di evitare un prodotto troppo complicato da usare. E’ quindi possibile gestire le vendite e acquisti, l’anagrafica dell’azienda e illimitati magazzini.
E’ possibile ottenere facilmente supporto tecnico o contibuire allo sviluppo dell’applicazione, sia con richieste di funzionalità che tramite la proposta di modifiche al codice sorgente. La lista delle funzionalità è infatti destinata a crescere velocemente dl momento che sarà presto possibile anche la gestione Multi Azienda e Multi Operatore, e questa permetterà di alternare il lavoro su diverse aziende senza abbandonare il menù principale.
Phasis è liberamente scaricabile a questo indirizzo.
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Il manuale di programmazione per Mac OS X più famoso, per coloro che si avvicinano per la prima volta a questo meraviglioso universo, è certamente Become an Xcoder di Bert Altenberg, Alex Clarke e Philippe Mougin. Si tratta di un volumetto di 69 pagine in formato PDF in cui vengono illustrati, tramite poche nozioni iniziali e molti esempi pratici, i principi fondamentali della programmazione in Xcode, l’ambiente integrato di sviluppo della Apple.
Ora, grazie ai ragazzi del neonato Xcodeitalia, arriva la traduzione in italiano. Ecco il comunicato del team:
Dopo più di due mesi di lavoro, un team di una decina di persone che hanno tradotto, revisionato, corretto ed impaginato, ecco finalmente disponibile la traduzione in italiano del prestigioso volume Become an Xcoder di Bert Altemberg, Alex Clarke e Philippe Moughin.
Become an Xcoder, ed ora la sua traduzione italiano, è uno dei libri di introduzione alla programmazione in Xcode più diffusi in rete. Nonostante la sua natura “free” e trattandosi di un volume di introduzione, si presenta comunque completo ed esaustivo sotto tutti i punti di vista.
Alcuni numeri :
15 capitoli
105 pagine
immagini a colori
esempi guida per capire meglio quello che si sta leggendo
Il libro in formato PDF è liberamente scaricabile dalla sezione Risorse->Guide ed ebook, previa registrazione gratuita.
Se dopo aver studiato questo manuale, ed aver provato sul campo gli esempi in esso contenuto, aveste voglia di approfondire, vi consiglio questa seria di tutorial introduttivi all’uso di XCode ed Interface Builder.
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Cyberduck è un’applicazione opensource, gratuita e in italiano usata principalmente per stabilire collegamenti FTP, molto usata dai webmaster per la costruzione di siti web. Sviluppata da programmatori svizzeri, è conosciuta per la sua semplicità in puro stile Mac. Da pochi giorni Cyberduck è arrivata alla versione 3, arricchendosi di nuove funzionalità e di un’interfaccia grafica ancora più intuitiva. Oltre al supporto FTP, FTP/TLS, SFTP, è stato aggiunto l’Amazon S3 e il supporto WebDAV per la copia di file. Infine un bug che non permetteva trasferimenti di file superiori a 2 GByte col protocollo SFTP è stato risolto.
Qui in basso possiamo vedere uno screenshot della nuova versione

Si vede innanzitutto la comodissima integrazione con Quicklook la quale, al pari che nel Finder, permette di vedere un anteprima del file senza doverlo scaricare ma semplicemente premendo la barra spaziatrice. La velocità della prima visualizzazione dell’anteprima dipende dalla grandezza del file e dalla velocità di connessione al server, ma le successive si appoggiano ad un memoria cache.
Inoltre i segnalibri, con i parametri di accesso ai server FTP che usiamo più spesso, non sono più visibili in un cassettino laterale ma con un pulsante apposito che scambia la vista file con la vista segnalibri, in stile Safari. Ecco come si presentava l’interfaccia della versione 2

Nonostante non ci siano stati cambiamenti rivoluzionari, la vecchia interfaccia appare decisamente meno accattivamente ed intuitiva.
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E’ nato in questi giorni il primo sito italiano per sviluppatori Mac: XcodeItalia. Ed è una grande notizia perché è risaputo, anche a coloro che si avvicinano timidamente alla programmazione su questa piattaforma, che reperire materiale in lingua italiana è pressoché impossibile.
Il sito attualmente è in fase di costruzione e l’unica sezione attiva è il forum che sta registrando numerose iscrizioni (già un centinaio) e altrettanti argomenti nelle varie sezioni tra cui XCode, DashCode, AppleScript e Objective-C.
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Apple rende note a tutti gli sviluppatori le date del Worldwide Developer Connection 2008. Quest’anno la consueta conferenza degli sviluppatori Apple si svolgerà al centro congressi Moscone West di San Francisco. Gli argomenti trattati comprenderanno per la prima volta lo sviluppo di applicazioni per iPhone, oltre al sempre presente sviluppo di applicazioni per Mac OS X.

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Con qualche giorno di ritardo rispetto al mese di febbraio che era stato annunciato da Steve Jobs a fine ottobre 2007. Sarà quindi prestissimo possibile sviluppare applicazioni per iPhone e iPod touch non solo basandosi sulla solida architettura di Mac OS X (incluso in questi prodotti in versione snellita), ma anche sfruttando le potenzialità dello schermo multi-touch e dell’accelerometro.
La notizia del rilascio è stata data dalla stessa Apple durante l’evento di questo pomeriggio tenutosi a Cupertino e dal nome eloquente di iPhone Software Roadmap. Per una cronaca approfondita dell’evento leggete questo articolo.
Il pacchetto di sviluppo sarà disponibile a questo indirizzo, anche se attualmente tutto il server developer.apple.com è irraggiungibile. E’ stato inoltre varato un programma di sviluppo con le imprese che consentirà a delle aziende selezionate di visionare e trarre vantaggio in anticipo dei futuri sviluppi dell’iPhone. Cosa che ad esempio ha potuto già fare la Electronic Arts, la quale è stata coinvolta nei test pre lancio dell’SDK. Il risultato è stato lo sviluppo per iPhone del gioco Spore, di cui vi avevamo già parlato in questo articolo.
Attraverso un apposito App Store (o tramite iTunes Store), sarà possibile acquistare le applicazioni a pagamento ed Apple terrà per sé il 30% dei ricavi, mentre le applicazioni gratuite non avranno ovviamente costi per nessuno, né gli sviluppatori, né gli utenti finali. Il tutto sarà disponibile direttamente su iPhone e iPod touch direttamente via wifi (con un installar integrato) grazie al futuro aggiornamento 2.0 del firmware di tai dispositivi. Oggi stesso è disponibile una demo per gli sviluppatori.
Coloro che speravano o scommettevano su un annuncio del lancio dell’iPhone in altri paesi, come l’Italia, dovranno attendere ancora un po’.
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E’ programmata per Marzo prossimo la pubblicazione, da parte della casa editrice O’Reilly, del libro iPhone Open Application Development di Jonathan A. Zdziarski. Si tratta della prima guida per lo sviluppo di applicazioni per iPhone facendo uso dell’attesissima SDK promessa da Steve Jobs a metà Ottobre scorso.
Fin dalla copertina si parla del linguaggio di programmazione Objective-C, ovvero un linguaggio di programmazione ampiamente usato nella applicazioni per Mac OS X, e questo fa ben sperare sulle possibilità dei software che potranno essere installati su iPhone e iPod touch. Ovvero, queste applicazioni avranno, con tutta probabilità , moltissime delle funzionalità delle applicazioni per Mac e quindi, nonostante ogni applicazione dovrà comunque passare al vaglio dell’approvazione Apple, virtualmente non ci saranno limitazioni per portare un’applicazione su Mac.
Questo significa che qualsiasi cosa possiamo fare con il Mac potremo farla anche sui dispositivi Apple dotati di touchscreen? Probabilmente no, dal momento che poche ma importantissime, funzionalità delle classiche applicazione per Mac (e per i computer in generale) fanno uso di una memoria di massa (ad esempio il disco rigido) direttamente gestibile dall’utente, cosa che per ora non è possibile su iPhone e iPod touch.
Intanto però, grazie a questo libro che offre esempi di applicazioni dettagliate e funzionanti, sarà possibile progettare applicazioni audio e di grafica, sfruttare CoreImage e CoreSurfaces per creare giochi, interfacciandosi con iTunes e usando i sensori di movimento. Insomma, le possibilità non saranno infinite, ma ci si va molto vicino…
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Apple ha rilasciato la Developer Note (ovvero la nota per lo svilippatore) del MacBook Air. Lo scopo di queste note è di fornire informazioni sulla progettazione interna, le caratteristiche di input/output e le sue possibilità di espansione per aiutare gli sviluppatori a progettare prodotti compatibili con il MacBook Air.
Viene innanzitutto spiegato che il MacBook Air è stato progettato per la portabilità e per una esperienza completamente wireless. Uno dei motivi per cui il design è così sottile, è che non è inclusa l’unità ottica. Per caricare il software, il MacBook Air ha la possibilità di accedere al lettore CD/DVD di un altro Mac o PC utilizzando la funzione Disc Remote. I requisiti di sistema per l’utilizzo di tale funzione sono Mac OS 10.4.10 o successivo o l’ultima versione di Windows XP o Vista.
L’architettura interna, mostrata nell’immagine d’apertura, illustra tramite quali controller sono connessi i vari dispositivi interni. Possiamo così osservare, ad esempio, come la porta USB, la tastiera, il trackpad, il dispositivo bluetooth, la webcam integrata iSight e il ricevitore a raggi infrarossi, siano tutti collegati al controller USB interno, mentre un unico controller della memoria gestisce i dati da e verso il processore Intel Core 2 Duo, dai due banchi di memoria RAM da 1 GByte e dal controller grafico (quest’ultimo, a sua volta, direttamente collegato all’uscita microDVI).
La Apple ha anche rilasciato le specifiche tecniche dettagliate del MacBook Air.
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Durante il MacWorld di San Francisco svoltosi il 15 Gennaio scorso, Apple ha pubblicato le nuove linee guida per Leopard nell’ambito dell’interfaccia con l’utente, le cosiddette Human Interface Guidelines. La guida è consultabile online oppure scaricando il PDF di 28 MB.
Questo documento, che dovrebbe essere ben impresso nella mente di chi sviluppa applicazioni per Mac OS X 10.5 “Leopard” (ma utile anche per le versioni precedenti del sistema operativo Mac), contiene informazioni e suggerimenti per rendere le interfacce più intuitive, facili da imparare e consistenti nel comportamento dell’intero sistema operativo, ovvero user-friendly
In questo modo, non solo l’esperienza dell’utente sarà decisamente più divertente e rilassante, ma anche più produttiva, poiché non sarà necessario per l’utente adattare il proprio comportamento a comportamenti diversi delle varie applicazioni.
Apple ha pubblicato le prime linee guida nel 1992, attraversando varie versioni del sistema operativo Mac. Per i programmatori di applicazioni per Mac OS 9, ad esempio, esiste una guida per il porting, redatta nel 2002.
Tornando alle Human Interface Guidelines per Leopard, comprende una prima parte dedicata ai concetti fondamentali della progettazione delle applicazioni, una seconda parte esamina la Macintosh Experience, ovvero le molte tecnologie Mac OS X che gli utenti sono abituati a utilizzare e come si possa approfittare di queste tecnologie per snellire il processo di sviluppo e garantendo che le applicazioni è ben si comportino nel contesto del sistema operativo nel suo complesso. La terza parte è dedicata all’interfaccia Acqua, ovvero a tutto ciò che vediamo quando usiamo Leopard, ed illustra gli specifici componenti dell’interfaccia grafica disponibili allo sviluppatore.
Alcuni punti importanti, illustrati a partire da pagina 46, sono
- La consistenza, ovvero il rendere possibile all’utente il trasferimento delle proprie conoscenze e abilità da un’applicazione all’altra, grazie ad un uso standard degli elementi dell’interfaccia utente.
- WYSIWYG (What You See Is What You Get), ovvero l’assenza di differenze fra ciò che l’utente vede sullo schermo e ciò che si otterrà quando, ad esempio, verrà stampato un documento, finalizzato un rendering, realizzato un DVD. Se è necessario bisogna usare la funzionalità di anteprima.
- Perdono, ovvero l’incoraggiare l’utente ad esplorare le funzionalità di un’applicazione senza aver paura di distruggere i propri dati o danneggiare il sistema, grazie all’implemetazione di funzioni atte a ripristinare uno stato precedente, ad esempio un Undo (comando Annulla), o ad un Ripristina il salvato.
- Percezione di stabilità , ovvero l’utilizzo di quegli elementi grafici standard, come ad esempio la barra dei menu, i controlli delle finestre e così via, che rendono l’ambiente dell’applicazione molto familiare per l’utente. Per realizzare una percezione di stabilità concettuale (oltre che grafica) bisogna, ad esempio, rendere un comando non disponibile (tipicamente rendendolo grigio) quando tale comando di menu non si applica ad un
oggetto selezionato o per l’oggetto nel suo stato attuale, piuttosto che omettere del tutto il comando.
- Altri suggerimenti per gestire esteticamente l’interfaccia e la complessità di un’applicazione.
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Oggi vi propongo una mia piccola creazione utile per seguire le notizie e gli articoli di recensione su questo nostro blog. Si tratta del widget del Computime Blog, realizzato tramite l’ambiente di sviluppo Dashcode, tramite il quale vengono visualizzati automaticamente gli articoli più recenti . Un modo comodo di seguirci direttamente dalla Dashboard. Se siete interessati a provare la versione 1.0 di questo widget potete scaricarlo direttamente dal seguente link Computime Blog Widget 1.0
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