Archivio della categoria 'Sviluppo'

Con qualche giorno di ritardo rispetto al mese di febbraio che era stato annunciato da Steve Jobs a fine ottobre 2007. Sarà quindi prestissimo possibile sviluppare applicazioni per iPhone e iPod touch non solo basandosi sulla solida architettura di Mac OS X (incluso in questi prodotti in versione snellita), ma anche sfruttando le potenzialità dello schermo multi-touch e dell’accelerometro.
La notizia del rilascio è stata data dalla stessa Apple durante l’evento di questo pomeriggio tenutosi a Cupertino e dal nome eloquente di iPhone Software Roadmap. Per una cronaca approfondita dell’evento leggete questo articolo.
Il pacchetto di sviluppo sarà disponibile a questo indirizzo, anche se attualmente tutto il server developer.apple.com è irraggiungibile. E’ stato inoltre varato un programma di sviluppo con le imprese che consentirà a delle aziende selezionate di visionare e trarre vantaggio in anticipo dei futuri sviluppi dell’iPhone. Cosa che ad esempio ha potuto già fare la Electronic Arts, la quale è stata coinvolta nei test pre lancio dell’SDK. Il risultato è stato lo sviluppo per iPhone del gioco Spore, di cui vi avevamo già parlato in questo articolo.
Attraverso un apposito App Store (o tramite iTunes Store), sarà possibile acquistare le applicazioni a pagamento ed Apple terrà per sé il 30% dei ricavi, mentre le applicazioni gratuite non avranno ovviamente costi per nessuno, né gli sviluppatori, né gli utenti finali. Il tutto sarà disponibile direttamente su iPhone e iPod touch direttamente via wifi (con un installar integrato) grazie al futuro aggiornamento 2.0 del firmware di tai dispositivi. Oggi stesso è disponibile una demo per gli sviluppatori.
Coloro che speravano o scommettevano su un annuncio del lancio dell’iPhone in altri paesi, come l’Italia, dovranno attendere ancora un po’.
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E’ programmata per Marzo prossimo la pubblicazione, da parte della casa editrice O’Reilly, del libro iPhone Open Application Development di Jonathan A. Zdziarski. Si tratta della prima guida per lo sviluppo di applicazioni per iPhone facendo uso dell’attesissima SDK promessa da Steve Jobs a metà Ottobre scorso.
Fin dalla copertina si parla del linguaggio di programmazione Objective-C, ovvero un linguaggio di programmazione ampiamente usato nella applicazioni per Mac OS X, e questo fa ben sperare sulle possibilità dei software che potranno essere installati su iPhone e iPod touch. Ovvero, queste applicazioni avranno, con tutta probabilità , moltissime delle funzionalità delle applicazioni per Mac e quindi, nonostante ogni applicazione dovrà comunque passare al vaglio dell’approvazione Apple, virtualmente non ci saranno limitazioni per portare un’applicazione su Mac.
Questo significa che qualsiasi cosa possiamo fare con il Mac potremo farla anche sui dispositivi Apple dotati di touchscreen? Probabilmente no, dal momento che poche ma importantissime, funzionalità delle classiche applicazione per Mac (e per i computer in generale) fanno uso di una memoria di massa (ad esempio il disco rigido) direttamente gestibile dall’utente, cosa che per ora non è possibile su iPhone e iPod touch.
Intanto però, grazie a questo libro che offre esempi di applicazioni dettagliate e funzionanti, sarà possibile progettare applicazioni audio e di grafica, sfruttare CoreImage e CoreSurfaces per creare giochi, interfacciandosi con iTunes e usando i sensori di movimento. Insomma, le possibilità non saranno infinite, ma ci si va molto vicino…
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Apple ha rilasciato la Developer Note (ovvero la nota per lo svilippatore) del MacBook Air. Lo scopo di queste note è di fornire informazioni sulla progettazione interna, le caratteristiche di input/output e le sue possibilità di espansione per aiutare gli sviluppatori a progettare prodotti compatibili con il MacBook Air.
Viene innanzitutto spiegato che il MacBook Air è stato progettato per la portabilità e per una esperienza completamente wireless. Uno dei motivi per cui il design è così sottile, è che non è inclusa l’unità ottica. Per caricare il software, il MacBook Air ha la possibilità di accedere al lettore CD/DVD di un altro Mac o PC utilizzando la funzione Disc Remote. I requisiti di sistema per l’utilizzo di tale funzione sono Mac OS 10.4.10 o successivo o l’ultima versione di Windows XP o Vista.
L’architettura interna, mostrata nell’immagine d’apertura, illustra tramite quali controller sono connessi i vari dispositivi interni. Possiamo così osservare, ad esempio, come la porta USB, la tastiera, il trackpad, il dispositivo bluetooth, la webcam integrata iSight e il ricevitore a raggi infrarossi, siano tutti collegati al controller USB interno, mentre un unico controller della memoria gestisce i dati da e verso il processore Intel Core 2 Duo, dai due banchi di memoria RAM da 1 GByte e dal controller grafico (quest’ultimo, a sua volta, direttamente collegato all’uscita microDVI).
La Apple ha anche rilasciato le specifiche tecniche dettagliate del MacBook Air.
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Durante il MacWorld di San Francisco svoltosi il 15 Gennaio scorso, Apple ha pubblicato le nuove linee guida per Leopard nell’ambito dell’interfaccia con l’utente, le cosiddette Human Interface Guidelines. La guida è consultabile online oppure scaricando il PDF di 28 MB.
Questo documento, che dovrebbe essere ben impresso nella mente di chi sviluppa applicazioni per Mac OS X 10.5 “Leopard” (ma utile anche per le versioni precedenti del sistema operativo Mac), contiene informazioni e suggerimenti per rendere le interfacce più intuitive, facili da imparare e consistenti nel comportamento dell’intero sistema operativo, ovvero user-friendly
In questo modo, non solo l’esperienza dell’utente sarà decisamente più divertente e rilassante, ma anche più produttiva, poiché non sarà necessario per l’utente adattare il proprio comportamento a comportamenti diversi delle varie applicazioni.
Apple ha pubblicato le prime linee guida nel 1992, attraversando varie versioni del sistema operativo Mac. Per i programmatori di applicazioni per Mac OS 9, ad esempio, esiste una guida per il porting, redatta nel 2002.
Tornando alle Human Interface Guidelines per Leopard, comprende una prima parte dedicata ai concetti fondamentali della progettazione delle applicazioni, una seconda parte esamina la Macintosh Experience, ovvero le molte tecnologie Mac OS X che gli utenti sono abituati a utilizzare e come si possa approfittare di queste tecnologie per snellire il processo di sviluppo e garantendo che le applicazioni è ben si comportino nel contesto del sistema operativo nel suo complesso. La terza parte è dedicata all’interfaccia Acqua, ovvero a tutto ciò che vediamo quando usiamo Leopard, ed illustra gli specifici componenti dell’interfaccia grafica disponibili allo sviluppatore.
Alcuni punti importanti, illustrati a partire da pagina 46, sono
- La consistenza, ovvero il rendere possibile all’utente il trasferimento delle proprie conoscenze e abilità da un’applicazione all’altra, grazie ad un uso standard degli elementi dell’interfaccia utente.
- WYSIWYG (What You See Is What You Get), ovvero l’assenza di differenze fra ciò che l’utente vede sullo schermo e ciò che si otterrà quando, ad esempio, verrà stampato un documento, finalizzato un rendering, realizzato un DVD. Se è necessario bisogna usare la funzionalità di anteprima.
- Perdono, ovvero l’incoraggiare l’utente ad esplorare le funzionalità di un’applicazione senza aver paura di distruggere i propri dati o danneggiare il sistema, grazie all’implemetazione di funzioni atte a ripristinare uno stato precedente, ad esempio un Undo (comando Annulla), o ad un Ripristina il salvato.
- Percezione di stabilità , ovvero l’utilizzo di quegli elementi grafici standard, come ad esempio la barra dei menu, i controlli delle finestre e così via, che rendono l’ambiente dell’applicazione molto familiare per l’utente. Per realizzare una percezione di stabilità concettuale (oltre che grafica) bisogna, ad esempio, rendere un comando non disponibile (tipicamente rendendolo grigio) quando tale comando di menu non si applica ad un
oggetto selezionato o per l’oggetto nel suo stato attuale, piuttosto che omettere del tutto il comando.
- Altri suggerimenti per gestire esteticamente l’interfaccia e la complessità di un’applicazione.
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Oggi vi propongo una mia piccola creazione utile per seguire le notizie e gli articoli di recensione su questo nostro blog. Si tratta del widget del Computime Blog, realizzato tramite l’ambiente di sviluppo Dashcode, tramite il quale vengono visualizzati automaticamente gli articoli più recenti . Un modo comodo di seguirci direttamente dalla Dashboard. Se siete interessati a provare la versione 1.0 di questo widget potete scaricarlo direttamente dal seguente link Computime Blog Widget 1.0
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InerziaUptime: da quanto è acceso il tuo Mac?Google Gadget: disponibile per MacTip: disinstallare una applicazione

Google Desktop non supportava, fino a pochi giorni fa, i Gadget in ambiente Mac. I Gadget sono i corrispondenti dei Widget della famosa Dashboard. Il 27 Google ha annunciato, tramite il proprio blog, la disponibilità di questa tecnologia anche su Mac.
Fondamentalmente avere più scelte è un bene, sia per gli sviluppatori che per gli utenti, ma in questo caso Google si deve scontrare con due colossi del sistema operativo Mac OS X: Dashboard e Spotlight. Se infatti i Gadget di Google non sono altro che repliche dei Widget del Mac, anche l’intera piattaferma di Google Desktop è, almeno in gran parte, sovrapponibile con il sistema di ricerca integrato ed indicizzato di Spotlight.
Google Desktop si propone infatti di creare un mega archivio del contenuto del nostro hard disk e di proporci risultati della ricerca così come vengono presentati nel sito stesso di Google. Certamente una funzionalità comoda per chi non possiede il Mac e, anche per chi lo possiede, una funzionalità divertente dal momento che si può googlare nel proprio computer.
In conclusione, probabilmente Google ha voluto completare il processo di uniformazione fra le varie piattaforme, rendendo di fatto identiche le versioni di Google Desktop per Windows e per Mac. Rimane il dubbio dell’utilità , anche se, sicuramente, il confronto diretto fra due tecnologie simili non può che giovare alla ricerca di nuove soluzioni.
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Come di consueto, Apple ha rilasciato il codice sorgente dell’ultima versione di Darwin, il sistema operativo Open Source basato su UNIX che costituisce il cuore di Mac OS X. La versione 9 di Darwin, in particolare, è alla base di Mac OS X 10.5 ‘Leopard’.
Darwin integra numerose tecnologie tra cui il microkernel Mach 3.0, un networking TCP/IP ad alte prestazioni, ed una tecnologia modulare che permette di integrale dinamicamente driver, estensioni di rete e nuovi filesystem.
Darwin include un grande numero di progetti Open Source, tra cui Samba, Pyton, Perl, PHP, Ruby, gcc, Apache, MySQL, Apple Talk e molti altri. Per visionare la lista completa dei 376 progetti Open Source potete consultare questa pagina (la lista è disponibile anche in formato testo e plist) nella quale sono evidenziati in grassetto i progetti aggiornati per quest’ultima verisione di Darwin e dalla quale è possibile scaricare i singoli pacchetti.
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Schnippselchen è certamente un’applicazione per Mac OS X freeware utilissima per tutti coloro che hanno a che fare con la programmazione, in qualunque sua forma. Pur conoscendo a fondo un linguaggio di programmazione, infatti, è impossibile ricordarne a memoria ogni comando e saperne ricreare in ogni momento una procedura ottimizzata per un certo compito.
Schnippselchen permette di registrare e gestire, con una semplicità assoluta, frammenti di codice che è possibile riutilizzare facilmente ogni volta che ne abbiamo bisogno. Supporta l’evidenziazione della sintassi di molti linguaggio di programmazione e ad ogni snippet (frammento di codice) è associabile un titolo ed una serie di tag e categorie.
E’ possibile anche immagazzinare licenze software in una apposita sezione, mentre un’altra sezione è didicata agli snippets di altri programmatori, per i quali è possibile indicare autore, website dell’autore e licenza d’uso dello snippets. Questo screencast mostra velocemente il funzionamento di questa applicazione.
Poiché Schnippselchen è stata progettata per essere una applicazione portatile, che può girare quindi da qualsiasi pen drive o hard disk esterno USB ma anche da un disco di rete o iDisk, i dati relativi agli snippets memorizzati sono immagazzinati dentro il pacchetto stesso di Schnippselchen.app anziché in un file esterno, di solito in Libreria. In questo modo, su qualsiasi Mac stiamo lavorando, avremo sempre i nostri snippets a portata di mano.
Questa funzionalità però implica necessariamente un procedura di upgrade leggermente complicata, di seguito illustrata:
- Nella cartella Applicazione, fare Ctrl-Click sulla vecchia versione del file Schnippselchen.app
- Scegliere Mostra Pacchetto
- Aprire la cartella Content ed trascinare la cartella Data sulla Scrivania
- Spostare il vecchio file Schnippselchen.app nel Cestino
- Aprire il nuovo pacchetto Schnippselchen.app e spostare dentro alla cartella Content la cartella Data precedentemente salvata sulla Scrivania
- Spostare il nuovo file Schnippselchen.app (con i dati salvati) nella cartella Applicazioni
Pare che l’autore abbia promesso di trovare al più presto una soluzione più pratica per l’aggiornamento. Oltre che con Tiger, l’applicazione è compatibile anche con il nuovo Mac OS X, Leopard.
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Sono state recentemente aperte due importanti sezioni nell’Apple Developer Connection: una sull’iPhone e una su Leopard. in queste sezioni gli iscritti (l’iscrizione è gratuita) possono accedere a documentazione elettronica, video e esempi di codice per realizzare applicazioni per Leopard e siti web per iPhone (e iPod touch)
iPhone Dev Center
In dettaglio, nell’iPhone Dev Center troviamo le già note linee guida per lo sviluppo di siti web per iPhone e iPod Touch. Possono inoltre essere scaricati via iTunes Store dei video sullo sviluppo dell’interfaccia, la sincronizzazione dei dati, e alcuni su compatibilità , ottimizzazione e applicazioni per iPhone.
Sono inoltre disponibili dei codici d’esempio di pagine web basate anche su JavaScript. Per finire si può accedere ad un ampia documentazione per HTML, CSS, JavaScript e altre linee guida.
Leopard Dev Center
Nel Leopard Dev Center, invece, è possibile trovare migliaia di documenti tra cui articoli, guidi, referenze e note di rilascio. Inoltre si possono consultare codici di esempio, note tecniche e FAQ. Nei codici d’esempio, in particolare, ritroviamo codice per Audio, Carbon, Cocoa, Core Foundation, Darwin, Giochi, Graphics & Imaging,
Hardware & Drivers, Internationalizzazione, Internet & Web e molto altro.
E’ possibile anche scaricare l’ultima versione dell’SDK Xcode, la 3.0. Se si è ancora principianti nella programmazione per Mac, si può leggere una descrizione introduttiva alle tecnologie di Mac OS X e Leopard in particolare.
Infine si può completare la propria conoscenza di Leopard visionando una serie di utili video tutorial tra cui Coding Headstart Videos. Questi video vengono scaricati attraverso iTunes. Alcun contenuti sono visualizzabili solo con un account Apple Developer Center Select o Premier.
Infine si affronta l’argomento di Leopard Server e l’Internet Technology.
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