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La gestione dell’installazione di applicazioni su iPhone e iPod touch (dotati di firmware 2.0, quindi ad esempio il nuovo iPhone 3G) è particolarmente semplificata dall’uso dell’App Store, una sezione dell’iTunes Store dedicata alle applicazioni per questi dispositivi. Volendo si può quindi acquistare (o scaricare gratuitamente nei casi che lo consentono) una applicazione direttamente dal proprio computer (Mac o PC) per poi installarla su iPhone una volta che questo venga collegato. In alternativa si può utilizzare l’applicazione App Store presente di default nella Home del proprio dispositivo (la pagina principale dell’App Store è nell’immagine in alto).
Una volta che si fa tap su INSTALLA nella scheda dell’applicazione, e si inserisce la password di iTunes, viene iniziato il download dell’applicazione. Se bisogna spegnere l’iPhone o spostarsi (facendo così cadere la connessione wifi), non bisogna preoccuparsi l’interruzione del download: iPhone, infatti, riprenderà il download alla successiva connessione di iPhone con un rete wifi.
E’ sconsigliato installare due applicazioni contemporaneamente poiché spesso il download della seconda non viene portato a buon fine mentre la prima applicazione può bloccarsi in fase di installazione.
Cosa fare, quindi, se l’applicazione non viene installata correttamente (qualsiasi sia il motivo)? Può succedere che l’icona corrispondente mostri una fase di avanzamento (una barra blu) senza mai completare l’operazione oppure l’icona non appare affatto, anche se su App Store (sia da iPhone che da computer) risulta non scaricabile ulteriormente perché giù acquistata.
Nel primo caso, procedere ad un’ulteriore download potrebbe risolvere il problema, ma spesso provoca solo la creazione di ulteriori duplicati del pacchetto dell’applicazione. Nel secondo caso (ma anche nel primo) può essere necessaria la disinstallazione dell’applicazione tramite iTunes, collegando l’iPhone, andando sulla scheda Applicazioni, cliccando su Applicazioni selezionate e deselezionando l’applicazione incriminata. Cliccando in basso su Sincronizza, l’applicazione verrà eliminata dall’iPhone. Risincronizzando tutte le applicazioni, anche quella che dava problemi dovrebbe essere installata correttamente.
Se l’applicazione risulta ancora problematica, ad esempio nel caso in cui iTunes restituisca un messaggio di impossibilità di disintallazione o di reinstallazione dell’applicazione stessa, sarà probabilmente risolutivo recarsi nella cartella Musica/iTunes/Mobile Applications della home del proprio utente ed eliminare il file nomeapplicazione.ipa corrispondente (eventualmente potrebbero essere presenti dei file nomeapplicazione 1.ipa, nomeapplicazione 2.ipa, ecc.). Ad una successiva sincronizzazione (deselezionando l’applicazione incriminata) l’applicazione verrà eliminata e si potrà procedere ad una successiva reinstallazione.
Un ripristino dell’iPhone, se disponete di un backup recente (creato da iTunes stesso ogni volta che collegate il dispositivo al computer) potrebbe essere una soluzione più drastica ma con un risultato più certo. Ricordate che questa operazione eseguirà solo il ripristino dei contatti, dei calendari, dei messaggi di testo e delle impostazioni, senza toccare il firmware dell’iPhone. Tutti i documenti multimediali e gli altri dati verrano eliminati. Usare quindi questa procedura con cautela.
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Tooble è una utilissima applicazione per Mac OS X e Windows che permette di scaricare i video di Youtube sul proprio computer per poi importarli su iTunes e poter quindi caricarli facilmente sul proprio iPod.
Tooble permette sia di effettuare ricerche in YouTube (ottenendo naturalmente gli stessi risultati che se fossimo nel sito) sia di inserire un URL e scaricare direttamente il video che ci interessa. Nelle Preferenze è possibile impostare l’importazione automatica in iTunes e la cancellazione dei file FLV (il formato originale usato da YouTube) dopo la conversione in MP4.
Tramite l’interfaccia è possibile anche sfogliare le categorie tipiche di YouTube come i più visti, i più discussi, i più votati ed altre ancora.
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Su Mac OS X può essere molto utile gestire in dettaglio cosa deve apparire nel menu Apri con che si richiama cliccando con il tasto destro un su un file nel Finder. Alcuni malfunzionamenti possono rendere necessario fare il refresh dei Launch services per eliminare le doppie voci che, soprattutto in Tiger, potevano essere visualizzate. In questo caso è sufficiente seguire la guida in questa pagina. Se invece semplicemente vogliamo che nel menu Apri con ci siano solo le poche applicazioni che di solito usiamo per aprire un certo tipo di file allora possiamo usare una semplice e gratuita applicazione: Open-With Manager.
Open-With Manager permette di gestire proprio questo menu in maniera del tutto intuitiva presentando, dopo una veloce scansione del sistema, una lista di tutte le applicazioni che compaiono nel menu Apri con quando si clicca su un determinato tipo di file. Il tutto diviso per categoria di file, come ad esempio i gruppi preesistenti di immagini e filmati.

Sarà quindi possibile togliere il segno di spunta da tutte quelle applicazioni che non desideriamo vedere nel menu Apri con. In basso viene indicata la posizione dell’applicazione (cliccando verrà mostrata nel Finder) mentre ogni modifica potrà essere ripristinata cliccando su un simbolo che apparirà a fianco di ogni applicazione le cui opzioni sono state modificate.
Ogni modifica dovrà essere salvata, prima di chiudere il programma, cliccando sul pulsante Save. Verrà chiesta la password di amministratore e il gioco sarà fatto.
Come detto in precedenza, inizialmente sono presenti solo due gruppi di file: Pictures e Movies. Dalle preferenze di Open-With Manager possiamo aggiungere quanti gruppi di file desideriamo basandoci sulla sintassi mostrata nelle due righe corrispondenti ai gruppi di cui sopra:
Pictures: gif, png, tif, tiff, jpg, jpeg, pict, pdf
Movies: avi, mpg, mpeg, asf, wmv
Se volessimo includere un gruppo relativo ai documenti di testo basterà scrivere qualcosa del tipo
Documenti: txt, doc, pages, rtf
Nel caso volessimo utilizzare i cosiddetti OS types anziché le estensioni dei file per identificare i formati da visualizzare, dovremmo ricordarci che ogni OS types consta di 4 caratteri e che quindi il tipo corrispondete ai file che hanno estensione rft dovrà essere indicato con ‘RTF ‘ (virgolette singole comprese).
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Dopo la reistallazione del sistema operativo può essere utile avere bene in mente quali sono i dati fondamentali da salvare e quelli da trasferire. La procedura di installazione di Mac OS X Leopard contiene già un passo per il trasferimento di dati e impostazioni da un precedente Mac (vedi) ma anche successivamente con Assistente Migrazione presente in /Applicazioni/Utility. Potremmo però non avere un precedente Mac, magari avendo fatto un backup parziale prima della reinstallazione. Oppure, anche avendo fatto un backup totale con Carbon Copy Cloner, potremmo non disporre di un cavo firewire ma solo usb per la connessione del disco esterno. Infine, anche una installazione con l’opzione Archivia/installa potrebbe necessitare di interventi manuali. Insomma, le possibilità sono molte. Ed è bene sapere cosa fare per ripristinare a mano alcune applicazioni vitali. Vediamoli in dettaglio:
N.B.: ~/ significa che dovete partire dalla cartella home del vostro utente.
Rubrica Indirizzi
Andare nella cartella
~/Libreria/Application Support/AddressBook/
Sostituire tutti i file [via]. Se avete installato Quick Silver deve essere chiuso (e prob. anche EmitSMS) altrimenti il file AddressBook-v22.abcddb non può essere sostituito.
Apple Mail
Andare nella cartella
~/Library
e trasferire l’intera cartella Mail. Download di mail non è necessaria. Poi andare in
~/Library/Preferences/
e trasferire il file com.apple.mail.plist
Ora Mail sarà esattamente come l’avevate lasciato, pronto per scaricare nuove email. [via]
Photo Booth
Le foto precedentemente scattate sono reinseribili in Photo Booth copiando la cartella Photo Booth in ~/Immagini e quella in ~/Liberia/Application Support che contiene il file Recents.plist che ha una struttura xml del tipo
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!DOCTYPE plist PUBLIC "-//Apple//DTD PLIST 1.0//EN" "http://www.apple.com/DTDs/PropertyList-1.0.dtd">
<plist version="1.0">
<array>
<string>Foto 1.jpg</string>
<array>
<string>Foto 2.jpg</string>
<string>Foto 3.jpg</string>
<string>Foto 4.jpg</string>
<string>Foto 5.jpg</string>
</array>
<string>Foto 6.jpg</string>
<string>Foto 7.jpg</string>
<string>Foto 8.jpg</string>
<string>Foto 9.jpg</string>
<string>Foto 10.jpg</string>
<string>Foto 11.jpg</string>
</array>
</plist>
dove l’array è il formato “quattro foto veloci”. Modificando a mano nomi di file e struttura xml potete unire più serie di fotografie scattate con Photo Booth in diverse installazioni.
Safari
Per trasferire i soli preferiti è necessario esportarli dal sistema precedente con la seguente procedura: andare sul menu Safari>Preferiti>Mostra tutti i preferiti, selezionare tutto e trascina in una cartella (ad esempio posizionata sulla Scrivania). Nel nuovo sistema è sufficiente fare l’operazione inversa.
iCal
Trasferire tutto il contenuto di
~/Library/Calendars
dopo aver eliminato tutto il contenuto nella stessa cartella del nuovo sistema.
Adium, Cyberduck, NetNewsWire e altro…
Per semplici applicazioni freeware come Adium, Cyberduck e NetNewsWire è sufficiente trasferire l’intera relativa sottocartella posizionata in ~/Library/Application Support/ nella stessa posizione del nuovo sistema. Per i tre programmi citati le sottocartelle si chiamano Adium 2.0, Cyberduck e NetNewsWire.
Per il resto, bisogna vedere caso per caso. Molte applicazioni si comportano come visto sopra, per cui quelle di sistema si ripristinano spostando dei file specifici contenenti i dati, altre reistallandole dopo aver trasferito i dati dalla cartella Application Support. Ma altre applicazioni (una su tutte Adobe Creative Suite 3) hanno bisogno di essere reinstallate completamente, a meno di non andare in cerca di molti file in giro per il disco, con il rischio di creare malfunzionamenti nell’applicazione in questione o, peggio ancora nel sistema. Che sia semplice o complessa, la procedura di ripristino dati di un applicazione va sempre eseguita con cautela per evitare danni al sistema o perdite di dati.
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Levysoft ha realizzato un’ottima guida su come convertire un file audio in formato mp3 in un audiolibro compatibile con iTunes e gli iPod. Se infatti nei paesi anglosassoni sono molto diffusi (tanto da essere spesso pubblicati in contemporanea con i bestseller), gli audiolibri in Italia sono poco diffusi. iTunes Store, infatti, distribuisce pochissimi audiolibri in italiano e solo in formato podcast (come ad esempio i racconti di Edgar Allan Poe letti da Pino Loperfido). In internet molti siti offrono la possibilità di scaricare gratuitamente audiolibri in italiano in formato mp3. Per chi fosse interessato, basta consultare l’elenco di collegamenti esterni presenti nella voce Audiolibro di Wikipedia.
Ma un file mp3 della registrazione della lettura ad alta voce da un attore, da uno speaker o da un motore di sintesi vocale, non è ancora un audiolibro. Infatti iTunes e gli iPod, sebbene possano riprodurli senza alcun problema, li trattano alla stessa stregua dei brani musicali sia da iTunes che dal proprio iPod.
Gli svantaggi sono i seguenti:
- Si finisce per ritrovarsi gli audiolibri nella nostra libreria musicale e ciò significa che, se si predilige un ascolto casuale, prima o poi ci si imbatterà in un audiobook.
- Se si interrompe l’ascolto di un audiolibro e lo si vuole riprendere in seguito, non verrà salvato il punto di arresto, costringendoci a ricominciare daccapo l’ascolto o a portarci manualmente nel punto voluto.
- E’ impossibile alzare o diminuire la velocità di lettura del nostro libro.
Per risolvere questi problemi è sufficiente seguire i seguenti passaggi:
- da iTunes>Preferenze>Avanzate>Importazione selezionare il formato AAC e su Impostazioni cliccare su ad hoc per poi scegliere come parametri Bit Rate: 64kbs; Canali: Stereo e poi abilitare l’opzione: Ottimizza per voce.
- Una volta scelto l’mp3 da convertire (trascinarlo in iTunes se non è ancora stato importato nella libreria), è sufficiente selezionarlo e cliccare sul menu Avanzate>Converti la selezione in AAC (oppure dal menu contestuale attivabile con il tasto destro del mouse)
- A questo punto verrà creato, nella cartella “iTunes Music” nella posizione in cui avete deciso di archiviare i vostri mps (se avete taggato anche l’album e l’autore la troverete sotto iTunes Music/Autore/Album) un file con estensione .m4a. Bisognerà rinominarlo in .m4b, chiudere e riaprire iTunes, cancellare il file audio dalla libreria (perché ora punterà ad un file non più esistente, visto che abbiamo cambiato estensione) e reimportare il nuovo file .m4b.
E il gioco è fatto. L’audiolibro è perfettamete funzionante e presente nella nuova sezione Audiolibri della libreria, ben separato dal resto della collezione musicale.
Per una descrizione più approfondita della procedura di conversione (corredata da immagini esplicative) vi rimando alla guida di Levysoft.
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Mac OS X Leopard permette due tipi di Stop: quello del computer e quello del display (o dei display). L’entrata di entrambe le modalità di stop sono gestibili da Preferenze di Sistema>Risparmio energia. Ed entrambi hanno una scorciatoia da tastiera davvero molto utile e immediata.
Command+alt+espelli mette immediatamente il Mac in stop, mentre crtl+maiuscolo+espelli mette in stop solo il display (o i display), mentre il sistema operativo continua a lavorare senza interruzioni, il tutto senza chiedere conferma.
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Molti dei problemi che talvolta può dare un’applicazione (da esempio chiusure improvvise) possono essere risolti cancellando il file delle preferenze di tale programma. PrefCleaner si propone di semplificare fino all’estremo questa operazione poiché trascinando l’applicazione su PrefCleaner (o sulla sua icona) le preferenze dell’applicazione verranno automaticamente trovare e spostate nel Cestino (per essere recuperate facilmente in caso di errore).
PrefCleaner è gratuito per uso personale.
Ovviamente è raccomandata prudenza nell’eliminare le preferenze di un’applicazione, poiché nella quasi totalità dei casi, significa riportare l’applicazione allo stato in cui era appena è stata installata sul sistema, eliminando quindi ogni traccia di personalizzazione da parte dell’utente.
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Un semplice e utile tip per coloro che usano trascinare link sulla Scrivania per averli ben in vista e che quindi non usano catalogarli subito nei Preferiti, è quello che consente di importarli in Safari, una volta che si sia determinata l’utilità futura del collegamento web stesso.
Se infatti abbiamo alcuni file .webloc (ovvero i link trascinati) sulla Scrivania, possiamo semplicemente organizzarli in cartelle e sottocartelle per raggrupparli e tenerli ordinati. Una volta creata la struttura voluta sarà sufficiente prendere la cartella creata e trascinarla in Safari, ad esempio nella Barra dei Preferiti. Una volta rilasciata la cartella nella posizione voluta, Safari chiederà di assegnare un nome al nuovo menu di collegamenti web.
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Cyberduck arriva alla versione 3Google Chrome: il nuovo browser sfida i colossiAggiornamento: Safari 3.1.1

E’ estremamente semplice e utile attivare la modalità Scrivania Estesa o Duplicazione dello Schermo su MacBook, MacBook Air, MacBook Pro e iMac. Con un adattatore mini-DVI/VGA o DVI/VGA un classico monitor per PC può essere quindi riutilizzato per espandere o duplicare lo schermo con risoluzioni che dipendono dalla scheda grafica montata sul proprio Mac (vedi le specifiche tecniche di MacBook, MacBook Air, MacBook Pro, iMac).
In questo modo è possibile avere una scrivania con estensione maggiore divisa su due display, oppure visualizzare su un monitor esterno esattamente quello che si vede nel monitor integrato nel computer. Normalmente la Scrivania Estensa viene attivata automaticamente ed istantaneamente appena viene connesso il monitor esterno.
Una serie di nuove opzioni vengono attivate una volta che è stata impostata la Scrivania Estesa. Innanzitutto in Preferenze di Sistema>Monitor è possibile scegliere la risoluzione di entrambi i monitor (una finestra aggiuntiva appare automaticamente nel monitor esterno), il numero di colori (tipicamente migliaia o milioni di colori), l’angolo di rotazione dello schermo (90°, 180°, 270°) si può decidere di visualizzare un’icona Monitor nella barra dei menu (dalla quale si possono gestire le impostazioni più usate dei monitor). Nella scheda Disposizione si può determinare graficamente la posizione relativa dei due monitor e scegliere in quale dei due deve comparire la barra dei menu e il Dock (che diventerà quindi il monitor principale), il tutto trascinando gli elementi che appaiono nella finestra:

Da questa scheda è possibile scegliere se attivare la Duplicazione del monitor (come anche dal menu Monitor se attivato nella barra dei menu).
Anche nella sezione Scrivania e Salvaschermo delle Preferenze di Sistema appaiono opzioni ad hoc per la Scrivania Estesa. E’ infatti possibile scegliere uno sfondo differente per ciascun monitor dal momento che appare una schermata di scelta su entrambi. Per quanto riguarda il Salvaschermo, invece, è possibile mettere il segno di spunta sull’opzione Solo schermo principale, se non vogliamo che venga attivato sul secondario.
Ogni qualvolta vogliamo creare uno screenshot, o istantanea, dell’intera scrivania (Maiuscolo+Command+3), se abbiamo un monitor esterno, verranno creati automaticamente due file PNG dal nome, ad esempio, Immagine 1.png e Immagine 1(2).png, ognuno della grandezza in pixel pari alla risoluzione dei due monitor.
Oltre al sistema operativo, anche molti software sfoggiano opzioni pensate per l’utilizzo con il monitor esterno. Ad esempio QuickTime Pro permette, una volta caricato un filmato, di visualizzarlo a tutto schermo con il comando Command+F (che però coinvolge di default il monitor principale, a meno di cambiare tale comportamento nelle Preferenze di QuickTime, nella sezione A tutto schermo) o con il comando Maiuscolo+Command+F che permette di gestire la presentazione del filmato (accessibile anche dal menu Vista>Presenta il filmato…). Da questa finestra si può scegliere in quale monitor visualizzare il filmato a tutto schermo e quale colore di sfondo utilizzare (e se utilizzarlo anche nel monitor che non riproduce il filmato):

Se, ad esempio, voleste vedere un film sul monitor esterno mentre continuate a lavorare sul vostro Mac, non dovrete far altro che impostare il monitor esterno come secondario (che è l’impostazione predefinita) ed avere l’accortezza di andare nelle Preferenze di QuinckTime e, nella sezione A tutto schermo, spuntare l’opzione Rimani in modalità a tutto schermo quando il lettore non è attivo. In questa sezione delle Preferenze di QuickTime possibile scegliere stabilmente su quale monitor verrà attivata la modalità a tutto schermo.
Anche Aperture 2 possiede delle opzioni per la gestione di monitor multipli che sono accessibili tramite il menu View>Secondary Viewer tramite il quale è possibile decidere il comportamento del monitor secondario. E’ infatti visualizzabile la fotografia selezionata nel browser fotografico, ma anche decidere di visualizzare la scrivania se si ha bisogno di accedere ad altre applicazioni:

Infine un cenno a Spaces che non dimentica l’eventuale monitor esterno nella gestione degli spazi virtuali:

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Ecco una carrellata delle novità grafiche e di usabilità che maggiormente risaltano agli occhi di coloro che hanno installato l’aggiornamento a Mac OS X 10.5.2:
Stacks
Le cartelle che possono essere trascinate nella zona destra del Dock, creando così degli Stack (o Pile), possono essere ora visualizzate non solo a ventaglio e a griglia, ma anche come elenco mostrando, al click sulla relativa icona, un menu che visualizza gerarchicamente il contenuto di file e cartelle dello Stack. L’opzione è attivabile cliccando col il tasto destro sullo Stack stesso.
Dal punto di vista dell’uniformità grafica, però, l’innovazione maggiore è la possibilità di modificare l’aspetto dell’icona dello Stack, scegliendo fra la classica visualizzazione a pila, che mostra una piccola pila di anteprima del contenuto dello stesso e la visualizzazione a cartella, che invece mostra l’aspetto della cartella (e non quindi del suo contenuto). In questo modo, come possiamo vedere, gli Stack saranno più uniformi allo stile Leopard, appariranno più ordinati e molto più facilmente riconoscibili:

Time Machine

Ora è possibile visualizzare una icona di Time Machine nella barra dei menu, cliccando la quale viene visualizzato un menu che mostra la data e l’ora dell’ultimo backup (o la fase del backup in corso), i comandi Esegui backup adesso, Entra in Time Machine e, in ultimo, Apri le preferenze di Time Machine. L’icona del Dock contiene in aggiunta a queste opzioni (descritte nel manu con parole diverse, anche Sfoglia altri dischi di Time Machine… e Rimuovi dal Dock. In definitiva, se l’utente non ha più dischi utilizzati con Time Machine, può benissimo eliminare l’icona nel Dock e tenere la comoda icona della barra dei menu. Ecco la nuova piccola icona di Time Machine:

L’icona comincia a ruotare in senso antiorario (con velocità diverse per la freccia e le lancette) ogni volta che il backup è in esecuzione, fornendo un avviso divertente ma non invasivo dell’attività di Time Machine.
Barra dei menu opaca
Anche la stessa barra dei menu ha subito un piccolo cambiamento. Se infatti si va in Preferenze di Sistema>Scrivania e Salvaschermo>Scrivania e si elimina il segno di spunta dall’opzione barra dei menu traslucida, la barra dei menu tornerà opaca come in Tiger. I menu, invece, sono rimasti semitrasparenti, seppur meno.
Icone grandi in Mail
Mail ha introdotto la possibilità di utilizzare delle icone grandi nella barra laterale che elenca le Caselle di posta. Cliccando col tasto destro su una casella di posta, ad esempio Entrata, viene visualizzata la nuova opzione Usa icone piccole per le caselle che appare già spuntata. Togliendo tale segno di spunta tutte le icone della barra verranno visualizzato in un formato molto più grande (anche le caselle smart, il promemoria e non solo le caselle quindi). Ecco un esempio

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